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LA LAICITÀ DELLA REPUBBLICA

Di Lidia Menapace (lista Lidia Menapace) | 01.09.2018


Mi pare che in materia vi sia grande confusione, e mi sto attribuendo con non piccola presunzione - confessata- il compito di diradarla almeno il minimo necessario per notare  le maggiori e più diffuse sciocchezze in proposito ed eventualmente cercare di correggerle in modo che a me pare corretto (naturalmente si tratta di un' opinione, tuttavia non buttata lì , ma frutto di informazione e riflessione).

La ragione principale di tutto ciò é  che, richiesta di dire se nella Costituzione non cambierei proprio nulla, sono solita rispondere sì, che correggerei il linguaggio non inclusivo, mettendo cittadine accanto a cittadini ovunque ecc.ecc. Inoltre che abrogherei l'art. 7, quello del Concordato.

Perchè prima il linguaggio inclusivo? perchè se la repubblica viene definita "democratica"  non può non nominare la maggioranza della sua popolazione, e pretendere di essere riconosciuta per democratica. Il Concordato invece riguarda il tema della sovranità, della quale al secondo comma art1cost, si dice che "la sovranità appartiene al popolo". E come allora essa viene esercitata da un altro stato?

Detto quasi per inciso,  ho l'impressione che ci siamo finora ben poco interessati/e di sovranità e non riusciamo a capire che l'appartenenza alla Repubblica viene prima di qualsiasi altra su questa  terra- e non prima vengono gli ordini della Chiesa o del partito- ecc.ecc. Il fatto che non siamo attenti alla sovranità si vede pure nel fatto che non abbiamo una festa nazionale degna di questo nome e popolarmente riconosciuta.

Fin qui sono premesse, e l'ho presa un po' dalla lontana, la questione. Ma arrivo presto ai nostri giorni. Qui faccio perciò un salto nel presente e mi domando cosa possiamo attenderci di stabile reciproco costituente dal prossimo referendum istituzionale. Credo che il risultato più notevole e per il quale ci impegnamo con tanta volontà e passione è di stablire autorevolmente , costituzionalmente che cosa significa che "la sovranità appartiene al popolo che la esercita ecc." L'art1comma2cost. non prevede che il popolo la eserciti normalmente delegandola ecc.: non esiste delega, bensì "esercizio" diretto. Da stabilire eventualmente con solenne legge costituzionale. Escludendo infine che la sovranità  possa mai appartenere al Governo, addirittura al parlamento ai partiti.

Per questo propongo che si faccia del 2 giugno ogni anno la Festa dell'esercizio della sovranità, nella quale con pranzi e simposi, chiunque seduto/a magari in un parco o giardino pubblico chiacchieri mangi e beva e parli guardandosi negli occhi, scambiandosi relazioni umane sociali politiche, divertendosi pure. lidia

 

 

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