rassegna stampa

8-10-2020. RECOVERY FUND PER EDIFICI DI CULTO? IL GOVERNO SI CONCENTRI SU SCUOLA E RICERCA, uffstampa@uaar.it

Di redazione | 19.09.2020


«Destinare un miliardo di euro al patrimonio privato di un'organizzazione già miliardaria – la Chiesa – che potrebbe e dovrebbe usare le sue risorse per salvaguardare i propri edifici di culto? Sarebbe meglio che il governo si concentrasse su scuola, ricerca e patrimonio pubblico».

Il segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), Roberto Grendene, commenta così la notizia che tra i progetti candidati a entrare nel piano italiano per il Recovery Fund – il fondo di aiuti che l’Unione europea mette a disposizione degli stati membri per l’emergenza Covid – c’è anche la messa in sicurezza antisismica degli edifici di culto, per un miliardo in tre anni.

«Non vogliamo mica che il patrimonio artistico cada a pezzi», precisa Grendene. «Vogliamo però evitare che lo Stato, non contento di regalare alla Chiesa tasse già riscosse ai contribuenti, si metta addirittura a far debiti (che i contribuenti dovranno ripagare) per ristrutturare proprietà immobiliari private. Sarebbe come ristrutturare a spese dei contribuenti ville di proprietà privata che sono patrimonio artistico. Perché quello che sembra non essere chiaro è che la Chiesa è una multinazionale miliardaria. E allora che ristrutturi a spese sue, visto che ha i soldi e sue (e sotto la sua gestione, visto che le usa per le funzioni religiose) sono le proprietà in questione».

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