Editoriale

GENOVA 2001, GENOVA 2021

Di Marcello Vigli | 26.07.2021


Ci sono eventi che fanno la storia: Genova 20 luglio 2001 è uno di questi. Durante tutto il giorno migliaia di manifestanti avevano invaso la città con scontri, anche violenti, con la polizia. La tregua della notte fu rotta dall’assalto di polizia e carabinieri alla scuola Diaz, dove si erano accampati i manifestanti. Un forte temporale, che aveva reso inagibili i campeggi, aveva indotto il Comune a concederne l’uso.

Fu una vera mattanza: dentro e fuori la scuola gli agenti pestarono i malcapitati, imputati solo essere in disaccordo col governo, violando ogni principio di umanità. Degna conclusione di una giornata di cariche. Sessantanove furono le persone ferite dopo il pestaggio. Tre anni di indagine, concluse con un processo, hanno definito le responsabilità degli agenti, che in questi giorni hanno visto respinto il loro ricorso alla corte di Strasburgo.

La cronaca, i commenti, le valutazioni sono riemerse numerose a vent’anni da quelle giornate, nella comune consapevolezza che i “tempi” sono radicalmente cambiati.

La pandemia e i mutamenti climatici stanno sconvolgendo il “dis-ordine” che ci siamo costruito e che evidentemente non coincide con l’ordine “naturale”. Lo abbiamo spesso costruito, anzi, non rispettando o violando le sue “leggi”, né sempre per esigenze fondate sulla necessità di creare migliori condizioni per la nostra convivenza. Si è visto in Germania dove una pioggia eccezionale, ma preannunciata, ha provocato centinaia di morti e danni irreparabili.

Anche in altri continenti la pioggia può produrre vittime danni anche maggiori, ma in Germania è altra cosa!

La stessa pandemia e la sua rapida diffusione sono certo il frutto di una di tali violazioni. Non sembra, però, giunto il tempo della piena consapevolezza delle conseguenze di questa realtà, come è evidente nelle conclusioni del convegno internazionale sull’argomento, svoltosi in questi giorni a Napoli, con la presenza di ministri e responsabili dei movimenti ambientalisti. Belle parole nei documenti conclusivi e molti impegni per il futuro, ma poche scelte per il presente.

Nel contempo in Italia il governo Draghi fa i conti con i tempi per la necessaria approvazione della riforma del sistema giudiziario, condizione indispensabile per fruire del finanziamento previsto.

 

Roma, 25 luglio 2021

Un commento

Roberto Terlizzi:

Ritengo che il problema principale sia l'esplosivo incremento delle nascite nel terzo mondo favorito anche dalla propaganda irresponsabile dei missionari cristiani e islamici. Prima della fine del secolo molto probabilmente si esauriranno le risorse del pianeta a causa dell'incremento indiscriminato delle nascite e dell'inquinamento. Cerchiamo di recepire gli appelli degli ambientalisti. Cordiali saluti Roberto Terlizzi