editoriale

DA CHARLIE AD ALFIE: MIRACOLI ZERO, IPOCRITI TANTI.

Di Alessandro Chiometti | 24.04.2018


È nella ricerca dello scoop umanitario che l'ipocrita dà il peggio di sé, coprendosi di ridicolo.

Se già con il caso Charlie, poco meno di un anno fa, le grancasse dei sedicenti movimenti per la vita si erano riattivate trovando il “caso umano” che poteva dar fiato alle loro campagne di disinformazione, oggi con il “caso” Alfie Evans abbiamo un capolavoro di ipocrisia del governo italiano.

Minniti,  ovvero l'autore di decreti e leggi che hanno negato l'accoglienza umanitaria verso tanti migranti e il redivivo Al-Fano che tanto ha combattuto contro lo ius soli (quindi difendendo una situazione discriminatoria verso tanti bambini e ragazzi che dovrebbero essere italiani a tutti gli effetti), sono riusciti nel loro capolavoro prima di dover essere sostituiti dai nuovi ministri del futuro governo.

Hanno concesso la cittadinanza italiana a Alfie Evans fermando così l'iter burocratico inglese della sospensione delle cure che l'avrebbe portato presto a morte.

Bravi, scroscianti applausi francescani e franceschisti.

Cosa ci dimostra questo?

a) Che la classe politica italiana resta la più antiscientifica dell'occidente, seguendo, a seconda di come tira il vento (leggi opinione pubblica) la promessa o la ricerca di inesistenti miracoli. Sia che siano di improbabili santoni laici (caso Stamina) sia che indossino le tuniche bianche e siano tanto buoni e già santi in vita. Il fatto che il cervello del bambino, o per lo meno buona parte di esso, non esista più da un pezzo e continuare nell'accanimento terapeutico significa condannarlo a una vita da vegetale, non interessa a nessuno.
Lasciando perdere il dramma dei genitori di cui strumentalmente Papa Francesco dice di ascoltare la sofferenza, quello che occorrerebbe capire è che l'uomo non è una pianta ornamentale per cui basta che cresca e che respiri in modo da potergli fare una carezza ogni tanto per rallegrare la nostra giornata.
L'amore spesso diventa egoismo, il che è umanamente comprensibile. Non è comprensibile invece chi sfrutta questa sofferenza per farsi pubblicità elettorale o acquisire credibilità nel proprio gregge di creduloni.

b) Che per suscitare l'interesse dei politici italioti, come i due testé citati, devi essere morto o clinicamente morto. Se sei un bambino vivo che cerchi di realizzare la tua vita scappando dalla fame e dalle guerre tutti se ne fregano di te; anzi! Rischi pure che ti affondino il barcone su cui sei in viaggio.

Se invece sei in coma da mesi e sei destinato a morire presto o a vivere come un vegetale ti danno la cittadinanza italiana.

No, per favore, non cercate “logiche” o “motivazioni” umanitarie nell'azione di questi due politicanti in cerca di verginità politica in quanto reduci dai disastri dei governi Renzi-Gentiloni.

Fareste un torto ad Alfie e a tutti i ragazzi, i bambini e i migranti da loro condannati a perpetua sofferenza.

Un commento

LUIGI TOSTI:

Commento perfetto, di linearità logica ineccepibile e, quindi, scarsamente comprensibile dagli italioti. Se mi si consente, lo diffondo sul mio blog. citando la fonte.