editoriale

LAICITÀ CONCRETA E LAICITÀ SIMBOLICA

Di Attilio Tempestini | 23.02.2016


L' “unione civile” fra persone dello stesso sesso, che già rappresentava un compromesso rispetto a quel matrimonio fra tali persone ormai vigente in vari paesi, passa altresì per un evidente ridimensionamento con l'esito cui, in Senato, si avvia il relativo disegno di legge.

In effetti il fronte a difesa del testo originario mostrava, varie falle. Cominciando dal Presidente del Consiglio il quale è venuto sì, come fa abitualmente, a dichiarazioni del genere “noi tireremo dritto” -ignora probabilmente, chi fu a dire così prima di lui- ma ha pur sempre partecipato anni fa alla manifestazione organizzata, contro una proposta di legge in materia, durante il governo Prodi. Vi è davvero da chiedersi se il governo Renzi si impegnerebbe su questo tema, se l'Italia non fosse stata chiamata ad agire dalla Corte di Strasburgo.

Quanto poi, al Movimento 5 Stelle, nulla da ridire sul suo rifiuto di forzature nel dibattito parlamentare. Ma è stato davvero clamoroso il suo revirement, dall'impegno a votare per tale disegno di legge purché non ridimensionato, al disimpegno rispetto a quell'adozione di un figlio del partner che ne rappresenta il nodo maggiore: e che si avvia, a venire stralciata.

Peraltro, su vicende come quella delle unioni civili, le istanze laiche trovano pur sempre più spazio che allorché da questioni “concrete”, nel senso di investire direttamente rilevanti gruppi sociali, si passa a questioni “simboliche” come quelle che si sono recentemente poste in due città italiane. A Bologna, il TAR ha annullato la delibera con cui una scuola accettava una benedizione pasquale, della scuola stessa. Ebbene rispetto a tale sentenza (motivata, in termini di classica laicità) la responsabile del PD per la scuola ha manifestato dissenso. Mentre non mi risultano commenti in merito, del Movimento 5 Stelle.

Nelle stesse settimane, a Torino un consigliere comunale del PD ha fatto sì che venisse messa ai voti la proposta di rimuovere dall'aula di tale Consiglio, il crocifisso che vi si trova esposto. La proposta ha ottenuto solamente tre voti; fra i quali per il PD vi è stato unicamente il voto del proponente, per il Movimento 5 stelle il voto di uno soltanto dei suoi due consiglieri -e non è quello, anzi quella, che si candida a sindaco-. C'è poi, chi ha scelto di uscire dall'aula: come i due consiglieri di SEL, per i quali il capogruppo ha dichiarato che in materia di laicità a contare sono non simili questioni, ma questioni come la legge sulle unioni civili.

Un'affermazione cui, evidentemente, si può ribattere che laicità e clericalismo risultano dimensioni politiche entrambe articolate su piani, sia simbolici sia concreti: cosicché tanto conta per un modo di pensare laico che il crocifisso non vi sia, quanto conta per un modo di pensare clericale che vi sia.

Ma anche se si accettasse, per un attimo, di circoscrivere l'orizzonte ideale laico a questioni concrete, come non accorgersi che ammettere per una religione riconoscimenti di ufficialità su un piano istituzionale rende più difficile contrastare chi, alla religione stessa, fa appello su qualunque altro piano?

Il punto -ed il problema- è, che nel nostro paese l'ultimo partito di rilievo a fare della laicità uno dei propri valori di fondo è stato il PSI, prima dell'avvento di Craxi: intendo il PSI il quale, con personalità come Codignola, giungeva ad affrontare una crisi di governo sulla questione del finanziamento pubblico alla scuole private. Oggi mi pare si possa soltanto sperare che in quel processo verso la formazione di una nuova forza politica, una tappa del quale è stata la nascita del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana, la grande cautela (presente d'altronde, nei suddetti esponenti torinesi di SEL) con cui il testo diffuso alla nascita di tale gruppo non è andato oltre un impegno, per i diritti civili, ceda il passo ad un dichiarato impegno e ad una conseguente azione in senso laico.

2 commenti

Giacomo Grippa:

Il cosigliere comunale di Torino riportato come proponente la defissione del crocifisso dalla sala consiliare non è del PD, ma è il radicale Silvio Viale, salvo che si sia candidato con la lista del PD. Il richiamo al Partito Socialista, come solo partito laico, non è esatto perchè successivamente alla crisi di governo, aperta dal PSI, per opporsi al finanziamento delle scuole private, negli anni '70, poi si è arrivati alla segreteria Craxi che ha salvato il concordato fascista del '29, apportando solo la modifica sulla religione cattolica non più religione di Stato, in stridente contrasto con la nuova Costituzione repubblicana ed aconfessionale, con l'aumento di presenza e privilegi per la casta vaticana. Per aggiornamento sarà bene tenere presente che solo il nuovo partito, fondato dal 2008, Democrazia Atea, ha assunto come primo impegno programmatico l'abolizione dei Patti Lateranensi.

Attilio Tempestini:

1) Quanto al consigliere comunale Viale, per brevità l'ho attribuito al PD, senza fare questione di tessera. Comunque, non soltanto è stato eletto nella lista del PD (e, a mio parere, ci si candida in liste di partiti per i quali si simpatizza), ma in Consiglio comunale fa parte del gruppo di tale partito. 2) Ho appunto parlato, del PSI "prima dell'avvento di Craxi". A.T.