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I MIEI RICORDI DI MARIO GALIZIA, UNA CRONISTORIA DELLA LAICITÀ ITALIANA

Di Sergio Lariccia | 09.01.2022


1. Premessa - Il 15 novembre 2021 ho partecipato con gioia all’incontro, organizzato dal prof. Fulco Lanchester, destinato a ricordare la vita e le opere di Mario Galizia, un prestigioso collega, caro amico per molti di noi, che ha lasciato un indimenticabile ricordo in tante persone, appartenenti a diverse generazioni.

Prima di uscire da casa, ho ricevuto una telefonata da mio figlio Michele, che, negli anni compresi fra gli anni Ottanta e Novanta, ha studiato nella facoltà di Scienze politiche e ha sostenuto l’esame di Diritto costituzionale italiano e comparato con il suo professore Mario Galizia. Michele mi ha detto: «peccato, sarebbe stato bello anche per noi, suoi studenti del corso di Diritto costituzionale italiano e comparato, potere partecipare a questo importante convegno che ricorda il professore Galizia: avremmo potuto testimoniare l’importanza che per noi ha rappresentato il suo insegnamento».

Il numero dei partecipanti all’incontro, previsti in presenza o in remoto, come si usa dire, era di circa trenta persone: ciascuno, con poche eccezioni, aveva a disposizione 7 minuti per parlare ma potrà inviare un testo scritto per la pubblicazione sulla rivista Nomos.

Ho parlato anch’io, e sono stato uno dei ventidue che hanno preso la parola, con interventi di grande ricchezza e interesse; ricordo in ordine cronologico i colleghi che oltre a me hanno parlato: Tito Marci, Fulco Lanchester, Giuliano Amato, Paolo Grossi, Francesco Durante, Enzo Cheli, Francesco Mercadante, Ernesto Bettinelli, Ugo De Siervo, Achille Chiappetti, Mario Caravale, Angel Antonio Cervati, Stefano Grassi, Fernanda Bruno, Paolo Ridola, Paolo Armaroli, Stefano Ceccanti, Roberto Borrello, Giulia Caravale, Paola Piciacchia, Astrid Zei; li conosco tutti, li ho ascoltati tutti e ho provato una grande soddisfazione per essere riuscito ad essere presente, forse per l’ultima volta, a un’iniziativa nella Facoltà nella quale sono stato chiamato, per l’insegnamento del Diritto ecclesiastico italiano e comparato, con effetto dal 1° novembre 1984, e dove ho lavorato per più di ventisei anni e sono stato proclamato professore emerito di Diritto amministrativo, dopo il mio pensionamento nell’anno 2010.

Erano pochi, troppo pochi, sette minuti per parlare dei miei rapporti con Mario Galizia; ed io approfitto, con grande piacere, di questa occasione (scrivere sulla rivista Nomos), per dedicare più spazio ai miei ricordi dei rapporti con lui e con le sue pubblicazioni.

Nel suo intervento iniziale, Giuliano Amato ha giustamente osservato che questa iniziativa, destinata al ricordo dei cent’anni dalla nascita di Mario Galizia, induce noi tutti a riflettere sulle nostre storie personali e sull’importanza che in esse ha rappresentato la presenza e l’influenza di una persona come lui.

Ho incontrato per la prima volta il professore Mario Galizia, nei primi anni Ottanta, in coincidenza con l’inizio della mia esperienza di professore in questa Facoltà, ed ho subito avuto l’impressione che si trattasse di uno dei professori più … importanti e ascoltati del Dipartimento di Teora dello Stato e della Facoltà: per molto tempo, per motivi di età e di anzianità, ho svolto le funzioni di segretario della Facoltà e ho collaborato con i due presidi di quegli anni, Mario D’Addio e Franco Giusti, ai quali, il giorno dopo le riunioni, consegnavo i verbali dei consigli di facoltà, con i resoconti degli interventi di tutti i colleghi, e anche naturalmente del collega Galizia. Non era un compito semplice, ma io mi sono giovato, per l’adempimento di questo compito, dell’utile esperienza di segretario della Commissione per la revisione del Concordato, presieduta dal ministro di grazia e giustizia Prof. Guido Gonella, nei primi sei mesi del 1969.

Chi vive l’esperienza di un professore universitario sa bene tuttavia che l’incontro fisico con un collega, impegnato per mestiere nella ricerca scientifica, avviene assai spesso molti anni dopo che si è avuto occasione di incontrare e conoscere i risultati della sua ricerca scientifica: in sostanza si conoscono prima le pubblicazioni e poi i loro autori. E in effetti anche per l’incontro con Galizia, con lo studioso Galizia, la mia conoscenza si è verificata, talora in modo del tutto casuale, negli anni nei quali ho potuto conoscere le sue pubblicazioni, il suo lavoro, le sue preferenze e propensioni nello svolgimento della vita accademica: libri, contributi di vario genere a riviste, voci di enciclopedie, relazioni congressuali, articoli scientifici, partecipazioni a convegni e a incontri culturali di vario genere.

2. Gli anni Quaranta e Cinquanta. Mario Galizia e la sua collaborazione alla rivista Il ponte, fondata nel 1945 da Piero Calamandrei, il suo primo Maestro. – Ho avuto spesso occasione di raccontare che devo al mio caro professore Arturo Carlo Jemolo la conoscenza della scuola fiorentina di diritto costituzionale e, in particolare, di Piero Calamandrei e della rivista fiorentina da lui fondata nel 1945, Il Ponte.

Quando avevo ventun anni, abitavo a Roma e studiavo nella Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza (unica facoltà di Giurisprudenza nella Roma di allora): frequentando le lezioni di Diritto ecclesiastico, nel secondo anno del corso di laurea (1954-1955), riuscii ad anticipare di un anno l’esame di questa disciplina, che costituiva un esame del terzo anno. In una delle sue lezioni, il prof. Jemolo[1] ci aveva parlato di Piero Calamandrei, a proposito dell’approvazione, in assemblea costituente, dell’articolo 7 della costituzione e del contributo che il grande giurista fiorentino aveva fornito al dibattito per la scrittura e l’approvazione della Costituzione; in seguito ebbi occasione di leggere numerosi fascicoli della rivista Il Ponte, avendo potuto comprare, in un’edicola di giornali che allora esisteva a Roma in Piazza dei Cinquecento, in corrispondenza dell’incrocio con via Volturno, le annate del primo decennio di tale rivista (in vendita fra i libri   usati), ad eccezione delle due annate 1945 e 1947.

Il Ponte è una rivista fondata nel 1945 e diretta da Piero Calamandrei (il primo Maestro di Mario Galizia) fino a pochi giorni prima di morire[2]; quando appresi la notizia della sua morte, dissi ai miei genitori che volevo partecipare ai suoi funerali e andai a Firenze con l’intento di esprimere, con la mia sola presenza, un forte sentimento di gratitudine nei suoi confronti. In molti anni, nel periodo successivo, quando insegnavo Diritto ed economia politica negli istituti tecnici, in occasione del 25 aprile di ogni anno, facevo ascoltare ai miei studenti il disco che riproduceva il Discorso sulla Costituzione di Calamandrei agli studenti milanesi del gennaio 1955.

Molti anni dopo, consultando un prezioso fascicolo, pubblicato dall’Editoriale Il Ponte nel 1999, contenente l’Indice degli autori 1945-1998, constatai che Galizia, che nella redazione del Ponte collaborava alla rivista diretta dal suo professore Calamandrei, aveva pubblicato sulla rivista tre scritti nel 1945 e uno nel 1991[3].

Di recente, considerando che, nella mia raccolta del Ponte, quella del 1945 è una delle due annate che non ho, mi sono rivolto al mio amico Andrea Becherucci, che mi ha inviato la fotocopia degli scritti di Galizia sulla prima annata, il 1945: nella rubrica Cantiere, nelle pp. 565-69, sono pubblicati una interessate premessa di Calamandrei e il testo di una conversazione tenuta dal Dott. Mario Galizia sull’argomento Chi governerà l’Italia durante la Costituente?, nel circolo di cultura politica “Fratelli Rosselli” di Firenze.

Si tratta di un intervento molto chiaro nel quale Galizia, all’età di ventiquattro anni, esamina con una ampia ed esauriente analisi il problema del rapporto fra potere costituente e potere costituito, osserva che «nella storia difficilmente si incontrano situazioni simili a quella italiana, perché le costituenti dirette a mutare la forma di Stato sono normalmente intervenute quando già una guerra o una rivoluzione avevano eliminato dalla scena politica il precedente capo di stato» e conclude che «il diritto e la storia ci portano ad affermare che l’assemblea costituente che si erge libera da ogni vincolo sul crollo del precedente ordinamento come espressione della sovrana volontà del popolo, deve necessariamente assommare in sé tutti i poteri»[4]. Richiamo l’attenzione sul significato dell’espressione “il diritto e la storia” (quasi un’endiadi): sarà, da allora, l’obiettivo di tutte le ricerche di Galizia negli anni successivi della sua lunga vita[5].

Le due recensioni pubblicate da Galizia nel 1945 sono anch’esse di notevole interesse. La prima, pubblicata nelle pp. 740-41, riguarda un volume di Gustavo Ingrosso[6]. Premesso che, dovendo risalire alle fonti della Costituzione, per poi esaminare l’abiezione in cui lo Stato italiano era stato gettato dal fascismo, la ripubblicazione del volume costituiva una testimonianza di un coraggioso atto di fede nella democrazia e nella libertà, Galizia osservava che la libertà nelle sue varie forme è condizione pregiudiziale della soluzione di tutti i problemi che interessano il mondo del lavoro.

La seconda recensione riguarda un volume di Orrei[7], a proposito del quale Galizia, considerato che, tra i compiti più importanti che si presentavano allora al giurista, vi fosse quello di fissare il concetto e la struttura dello stato fascista, affermava che il volume costituiva una delle prime voci pure che si leva dopo venti anni di prostituzione scientifica, che costituisce anche un grave atto di accusa nei confronti di uno degli aspetti più macabri e sintomatici della tragedia fascista.

3. Il mio studio degli scritti di Galizia durante il periodo di preparazione per il concorso a magistrato della corte dei conti (1963-1965). – Dopo la mia laurea in Giurisprudenza nel 1957 e il conseguimento del titolo di avvocato nel 1962, decisi di partecipare al concorso per venti posti di referendario della corte dei conti; ero l’unico candidato proveniente dalla libera professione; prima dell’inizio degli esami scritti si seppe che il professore universitario nominato membro della Commissione sarebbe stato il Prof. Eugenio Cannada Bartoli, un professore autore di importanti studi di diritto costituzionale e amministrativo e noto per la sua severità nello svolgimento degli esami universitari; per la mia preparazione, che era fondata su una buona conoscenza del diritto privato, avendo conseguito la mia laurea in giurisprudenza con una tesi in Diritto civile (relatore il Prof. Francesco Santoro Passarelli) su Frode alla legge, al fisco e ai creditori, decisi di leggere molte voci dei giuristi di diritto pubblico dell’Enciclopedia del diritto edita da Giuffrè, della quale avevo acquistato tutti i volumi: la presenza nella commissione di concorso del prof. Cannada Bartoli mi indusse a ritenere necessario uno studio più impegnativo nelle due discipline del diritto costituzionale e del diritto amministrativo; e proprio in quel periodo era stato pubblicato il volume XII dell’Enciclopedia, nel quale erano state pubblicate molte voci di grande importanza e, tra le altre, le  voci relative al Diritto civile, di Rosario Nicolò, al Diritto amministrativo, di Massimo Severo Giannini, e al Diritto costituzionale (profili storici), di Mario Galizia[8].

Per lo studio di libri e manuali di diritto pubblico, decisi di studiare in particolare tutti gli scritti di Cannada Bartoli[9] e due libri, che già conoscevo molto bene: il Manuale di diritto pubblico di Costantino Mortati[10], che frequentavo, in quel periodo, nella sua casa di piazza Verdi 7, e il Corso di diritto costituzionale di Paolo Barile[11], autore a me molto caro sin dal 6 aprile 1957, quando avevo ascoltato la sua splendida relazione al convegno degli Amici del Mondo su Stato e Chiesa in Italia,  nel teatro Eliseo a Roma[12].

La prima prova scritta (diritto costituzionale e amministrativo) era stata stabilita per il 7 febbraio 1965. In quel giorno la Capitale venne ricoperta da oltre 30 centimetri di neve (si disse che quella fu la nevicata più intensa mai avuta in un solo giorno). Abitavo allora in Via di Torrevecchia, una strada molto lontana da via Marsala, dove era stabilita la sede del concorso. Tutti gli alberi di via Trionfale erano caduti per il peso della neve, non passava alcun mezzo di trasporto, non era immaginabile la soluzione di chiamare un taxi, alle 7,30, affrontai l’impresa di percorrere a piedi, cercando di correre, la strada per la Stazione Termini e arrivai, stanchissimo, poco prima di mezzo giorno; la fortuna volle che poco dopo il mio arrivo arrivò il presidente della commissione, Prof. Giuseppe Cataldi, con i pompieri che lo aiutarono ad arrivare su un’auto dei vigili del fuoco, consentendo così l’inizio delle prove concorsuali.

La pregiudiziale amministrativa era il titolo della prova di diritto costituzionale e amministrativo. Scrissi, direttamente in bella, 42 pagine di fogli protocollo, adottando un criterio simile agli scritti che nel periodo precedente quel giorno avevo adottato per le mie pubblicazioni, con indicazione di un Sommario e ampie citazioni degli scritti ricordati; ottenni il voto di dieci che, insieme ai tre voti molto alti nelle altre tre prove, mi consentì di classificarmi al primo posto nella graduatoria degli ammessi alle prove orali del concorso: secondo e terzo degli ammessi erano Pasquale De Lise, che per molti anni esercitò, negli anni successivi, le funzioni di presidente del Consiglio di Stato,  e Maurizio Steccanella, mio carissimo compagno di università, scomparso il 6 ottobre 2016[13].

Di particolare utilità, in quell’occasione, fu per me la lettura della voce enciclopedica di Mario Galizia del 1962, già ricordata, sul profilo storico del diritto costituzionale italiano e comparato e del suo saggio sulla scienza del diritto costituzionale sulla rivista Archivio giuridico “Filippo Serafini” edita dalla casa editrice Mucchi di Modena. Io, per il superamento dell’esame di diritto costituzionale, avevo studiato all’università un breve saggio di Gaspare Ambrosini, che esaminava in particolare il problema delle autonomie regionali, e le mie nozioni di diritto costituzionale acquisite all’università erano piuttosto modeste; però dal 1962, svolgendo le mie funzioni di assistente nella facoltà giuridica di Modena, collaboravo anche alla redazione dell’Archivio giuridico “Filippo Serafini”, rivista modenese diretta dal Prof. Jemolo e, in pratica, dal suo allievo prediletto, Lorenzo Spinelli, professore ordinario di Diritto ecclesiastico a Modena, con il quale collaboravo in qualità di assistente volontario di Diritto canonico: potetti leggere dunque il grande, fondamentale  saggio scritto da Galizia nel 1963.

Le due letture dei saggi di Galizia mi avevano fatto capire il vero significato della disciplina del diritto costituzionale e, in particolare, dei rapporti fra storia e diritto, che poi costituirono un tema da me prediletto nei decenni successivi[14].

4. La mia lezione per il conseguimento della libera docenza in Diritto costituzionale (1971) e la voce di Galizia su La fiducia parlamentare al Governo (1968). – Nella sessione dell'anno 1967 ho conseguito l'abilitazione alla libera docenza in Diritto ecclesiastico; nel gennaio 1971 ho conseguito l'abilitazione alla libera docenza in Diritto costituzionale, ottenendo l'unanime giudizio positivo dei cinque membri della Commissione (Prof.ri Zangara, Sandulli, Lavagna, Abbamonte, Soprano)[15].

Il titolo della lezione assegnato dalla commissione di libera docenza in diritto costituzionale era La fiducia parlamentare al governo. Tornato a casa, avendo constatato che avevo a disposizione nel mio studio la voce del prof. Galizia pubblicata nel 1968 sul volume XVII dell’Enciclopedia del diritto, lessi, studiai e preparai una lezione da sottoporre alla valutazione alla commissione della mia libera docenza. Ancora una volta avevo un debito di gratitudine nei confronti del prof. Galizia, che ancora non conoscevo di persona.

Un cenno ai ricordi di quell’esperienza: negativa per l’atteggiamento nei miei confronti di un indiscutibile grande maestro del diritto pubblico, Aldo Sandulli, presidente della corte costituzionale e professore di diritto costituzionale e di diritto amministrativo che, all’inizio della prova d’esame mi disse: «Ma, ci scusi, professore, lei ha già conseguito la libera docenza in Diritto ecclesiastico, perché si presenta qui da noi per il conseguimento di una seconda libera docenza?»; gli risposi che, per legge, era compito della commissione, come in tutti gli esami di libera docenza, accertare se come candidato avessi o meno fornito un contributo allo studio della disciplina oggetto d’esame, in questo caso il Diritto costituzionale. Il prof. Sandulli mi disse che era opportuno un rinvio dell’esame e che avrei potuto tornare il giorno successivo, dopo avere valutato se, dopo avere riflettuto sulla sua domanda, mi convenisse o meno insistere nel perseguire il mio obiettivo. Mentre uscivo dall’aula, mi si avvicinò il prof. Peppino Abbamonte, membro della commissione, che, con gli sguardi e pronunciando poche parole, mi fece capire che condivideva il mio punto di vista.

Tornato a casa, turbato per quanto era accaduto, feci due telefonate a persone che conoscevano me e la mia attività di ricercatore: il professore Costantino Mortati, ai quale avevo inviato, quasi sempre portato personalmente, tutti i miei scritti, e l’amico Giuliano Amato. Sia l’uno che l’altro mi dissero che la mia ambizione era giustificata; il giorno successivo tornai davanti alla commissione, confermai la mia volontà di partecipare all’esame per il conseguimento della libera docenza in diritto costituzionale e presentai la lezione sulla fiducia al governo. La commissione espresse all’unanimità un giudizio favorevole. Peccato, Sandulli aveva perso un’occasione per tacere.

Ho da allora un ricordo positivo nei … miei confronti, per avere avuto il coraggio di reagire a un’ingiustificabile e ingiustificata pressione negativa: credetemi, era una questione di coraggio avere una reazione come la mia in quegli anni di vita universitaria.

5. 1° novembre 1984: inizia il mio insegnamento nella facoltà di scienze politiche; io nella stanza n. 2 del Dipartimento di Teoria dello Stato (la stanza di Aldo Moro). Il Movimento della Pantera. –  Dal primo novembre 1984, dopo più di vent’anni anni di insegnamento nelle facoltà giuridiche di Modena, Cagliari, Urbino e Perugia e nella Scuola superiore della pubblica amministrazione a Roma, ha avuto inizio il mio insegnamento del Diritto ecclesiastico italiano e comparato nella facoltà di Scienze politiche. Mi venne assegnata la stanza n. 2 del Dipartimento di Teoria dello Stato, la stanza nella quale aveva a lungo ricevuto gli studenti Aldo Moro: ora in questa stanza lavora il mio caro allievo Fabio Giglioni, titolare del corso di Diritto amministrativo nella nostra Facoltà.

I miei rapporti con Mario Galizia non erano molti ed erano in sostanza limitati agli incontri nei consigli di dipartimento e nei consigli di facoltà: come ho appreso più tardi da Fulco Lanchester, Mario Galizia avevo perso la mamma nel 1974 e viveva in un periodo nel quale cominciava a superare, con grande difficoltà, l’angoscia che lo aveva colpito per quel lutto; con me era sempre molto gentile ma le occasioni di incontro non erano numerose.

Ero molto amico di Maria Rita Saulle e Paolo Vitucci, con i quali, negli anni accademici 1953-57, avevo studiato negli anni precedenti, nel corso di laurea in Giurisprudenza, e di Giuliano Amato, con il quale nell’anno 1969-70 avevamo insegnato insieme (io il Diritto ecclesiastico e lui il Diritto costituzionale) nella facoltà giuridica di Modena; divenni amico di Franco Tritto, assistente alla cattedra di Istituzioni di diritto penale, e di Nicoletta De Luca, assistente alla cattedra di Diritto ecclesiastico italiano e comparato, che lavoravano nella stessa mia stanza. In breve tempo riuscii a trovare molte persone, colleghi e funzionari amministrativi, che mi consentirono di avere ottime relazioni nello svolgimento dei miei compiti.

Faticai a trovare uno spazio per la mia attività didattica. Il professore Pio Ciprotti, che sostituivo nella cattedra dopo il suo pensionamento, aveva stabilito l’orario per le sue lezioni dalle ore otto alle ore nove. All’inizio non avevo nessuno studente, poi, piano piano, gli studenti aumentarono e riuscii a fare corsi di insegnamento soddisfacenti, con un numero sempre maggiore di partecipanti. Ero sempre presente nelle ore di ricevimento, seguivo con impegno l’assegnazione, la preparazione e la discussione delle sempre più numerose tesi di laurea.

Nel 1989 vi fu un evento che mi indusse a prendere una decisione importante nella mia vita: la decisione di abbandonare l’insegnamento del Diritto eccclesiastico nella Sapienza (conservai l’incarico nella facoltà di Giurisprudenza della Luiss) e di presentare domanda per l’insegnamento di un’altra disciplina del diritto pubblico, il Diritto amministrativo: una decisione giustificata dalla delusione che avevo provato dopo l’emissione di un’importante sentenza della corte costituzionale, la sentenza n. 203 del 1989, con la quale i giudici costituzionali, a proposito dei vari significati che può assumere il concetto di laicità in Italia, hanno inteso affermare l’esistenza nel nostro ordinamento della c.d. laicità positiva (ancora una volta un aggettivo per la laicità! Come dimenticare l’espediente di negare validità a un’opinione in tema di laicità ricorrendo alla qualificazione di concezioni ritenute insane, malate, povere, negative, ecc.!) quella cioè della «non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale»[16]; la Corte costituzionale non ha invece accolto quella concezione della laicità-neutralità, considerata «l’espressione più propria della laicità» da un giurista di accentuata sensibilità democratica come Costantino Mortati: una concezione che, al contrario di quella accolta dai nostri giudici costituzionali, comporta l’irrilevanza per lo Stato e per le istituzioni repubblicane dei rapporti derivanti dalle convinzioni religiose dei suoi cittadini, nel senso di considerarli fatti privati da affidare alla coscienza dei credenti. Tale concezione della laicità era bene espressa dalla formula del settimo principio fondamentale della Costituzione della Repubblica romana del 1849, nel quale si stabiliva che l’esercizio dei diritti privati e pubblici dei cittadini non avrebbe dovuto dipendere dalla loro credenza religiosa.

È questa una concezione che, a distanza di tanti anni da allora, tarda ad affermarsi nel nostro paese, come dimostra l’esperienza della vita parlamentare, nella quale, in occasione del voto sulla legge in materia di fecondazione artificiale, e delle discussioni sul riconoscimento delle unioni di fatto e sulla valutazione dei c.d. temi eticamente sensibili, è possibile constatare che le esigenze di laicità della società italiana erano maggiormente rispettate negli anni nei quali furono approvate leggi come quella sul divorzio e sull’interruzione della gravidanza.

Alla fine degli anni Ottanta, nelle università italiane, si verificò un fenomeno che va ricordato per l’importanza che assunse anche nella nostra Facoltà. Nel mese di novembre 1989, dopo le proposte di riforma universitaria del ministro della pubblica istruzione prof. Antonio De Ruberti, c’era stata un’occupazione della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Palermo, motivata dalla grave situazione dei locali di tale facoltà, istituita a Palermo proprio quell’anno; il movimento di protesta degli studenti universitari palermitani nacque da un’assemblea della facoltà di Lettere e filosofia, tenutasi il cinque dicembre 1989, che decise l’occupazione a tempo indeterminato dei locali della stessa facoltà.

La protesta divenne presto una protesta nazionale estesa a molte altre facoltà italiane, compresa quella di Scienze politiche della Sapienza di Roma, che viene ricordata come “Movimento studentesco della Pantera[17].

Sulla base dell’esperienza che avevo avuto quando insegnavo nell’Università di Modena nel 1968, ritenni di dovere partecipare alle riunioni promosse da molti studenti per discutere dei problemi che giustificavano le proteste nei vari Atenei; e mi trovai così insieme ad altri (pochi) colleghi che nella Facoltà dimostravano il mio stesso interesse: ricordo in particolare i colleghi Mario Caravale, Andrea Giardina, Gianni Giacobbe, Totò Cervati e chiedo scusa se non ricordo altri nomi. Non ricordo in particolare quale fosse il giudizio di Mario Galizia, anche se mi sembra vi fosse da parte sua curiosità e interesse per il Movimento degli studenti. Certo vi furono in Facoltà moltissimi dissensi e ricordo in particolare l’orientamento critico nei nostri confronti del preside Mario D’Addio, anche se con quest’ultimo il rapporto di grande fiducia e simpatia reciproche, che si era formato nella relazione fra me e lui, rispettivamente preside e segretario della Facoltà in quegli anni, rimase ottimo.

Tra i miei ricordi, tanti e indimenticabili, è tuttora vivissimo quello di una sera di gran freddo nella quale vi fu una turbinosa riunione nell’aula prima (affollatissima) della facoltà, nella quale gli studenti avevano invitato a partecipare e a parlare il mio carissimo amico Stefano Rodotà[18].

Di recente, nel 2019, quando da nove anni ero in pensione, sono stato invitato a una riunione degli studenti di allora; scrissi una mail a Mario Caravale ma non ricevetti alcuna risposta (avevo evidentemente sbagliato il suo indirizzo di posta elettronica)[19]; il 18 gennaio 2019 ho partecipato a una festa, per il trentennale della ricorrenza del movimento della Pantera, con folla e musica, nella Città dell'Altra Economia a Testaccio, all'interno del Campo Boario dell'ex Mattatoio nel centro di Roma.

6. Gli anni Novanta. La relazione di Mario Galizia nel concorso per la copertura della cattedra di Dritto amministrativo nella facoltà romana di Scienze politiche (1992). – Il 27 giugno 1991, dopo la chiamata del professore ed amico Franco Ledda nella facoltà di Giurisprudenza della Sapienza[20], presentai la mia domanda per il trasferimento alla cattedra di Diritto amministrativo; la stessa domanda era stata presentata dai colleghi (in ordine alfabetico) Vincenzo Cerulli Irelli, Achille Chiappetti, Marco D’Alberti e Paolo Stella Richter (domanda poi ritirata).

Il professore Galizia, decano dei giuspubblicisti della Facoltà, nella seduta del 20 gennaio 1992, presentò a quest’ultima una relazione di sette pagine: nella relazione, premesso che “non sembra che, in occasione di un provvedimento di chiamata, una Facoltà possa limitare il suo esame esclusivamente alle opere degli aspiranti della chiamata direttamente relative alla disciplina per cui è stata dichiarata la vacanza” e che la Facoltà ha sempre “il puntuale dovere di scegliere il candidato con la più ricca personalità didattica e scientifica dei concorrenti”; ricordato che “il primo Trattato del diritto amministrativo dell’Orlando includeva ( … ) in modo significativo intere parti dell’opera dedicate a temi di diritto pubblico ecclesiastico e che quello che può dirsi il testo base della scienza amministrava, il “Corso di diritto amministrativo di Federico Cammeo, insegna che il diritto ecclesiastico pubblico non è che una branca del diritto amministrativo, il relatore sottopose a un esame approfondito la questione della comparazione fra i vari candidati e ritenne doverosa per la facoltà la scelta del mio nome proponendo la mia chiamata alla cattedra[21].

I risultati della votazione per appello nominale furono i seguenti: presenti e votanti 31; prof Lariccia voti 26; prof. Cerulli Irelli voti 0; prof. Chiappetti voti 0; prof. D’Alberti voti 0; astenuti 5[22].

7. I luoghi di lavoro e la mia amicizia con Mario Galizia negli anni di comune lavoro nella stanza n. 3 del Dipartimento di Teoria dello Stato: la “stanza di Costantino Mortati e delle sue due poltrone Frau. – Sono trascorsi quasi vent’anni da quel giorno del gennaio 1992, nel quale si realizzò la mia aspirazione a insegnare una disciplina del diritto pubblico che lo stesso Mario Galizia aveva insegnato, per un breve periodo, dopo la sua laurea in questa materia, con la relazione del prof. Silvio Lessona.

Dopo la conclusione di quella complessa vicenda, a causa soprattutto del mio spostamento nella stanza dove lavorava il prof Galizia, iniziò un periodo nel quale nacque e via via si consolidò un’amicizia affettuosa tra noi due.

Tutti i professori che vivono l’esperienza di vita lavorativa in una stanza con altri colleghi sanno cosa significhi questa esperienza: assistere reciprocamente a incontri, colloqui e discussioni con tante persone che vengono in Facoltà per avere un aiuto, un consiglio, un suggerimento da professori e assistenti (gli studenti, i colleghi, il personale amministrativo) e soprattutto la possibilità di parlare insieme e commentare le notizie e le novità del lavoro quotidiano di un professore universitario e della vita politica e sociale che lo circonda.

Quando ritorno con il ricordo alle tante persone con le quali ho convissuto ed ho condiviso le nostre esperienze, nei diversi luoghi della mia vita universitaria (Modena, Cagliari, Urbino, Viterbo, Perugia [23], il pensiero va a tanti cari amici: Paolo Tardini, Luciano Guerzoni, Giorgio Berti, Roberto Gianolio, Giuliano Amato, Antonio Amorth, Gladio Gemma, Checco Cavazzuti, Gastone Cottino, Renzo Costi e Luigi Vannicelli a Modena, Roberto Frau, Giuliana D’Amelio, Alessandro Pace, Antonio Masi, Filippo Lubrano e Filippo Satta a Cagliari, Giorgio Peyrot, Giovanni Barberini, Sergio Panunzio, Alberto Barettoni Arleri, Angelo Lener, Franco Scoca, Franco Coppi, Sandro Giuliani, Nicola Picardi e Pasquale Sandulli  a Perugia: quanti bei ricordi!

Con Mario Galizia, i temi e problemi  dei quali parlare e per i quali appassionarci insieme erano tanti: le comuni esperienze giovanili nell’esercizio dell’attività giudiziaria, la considerazione della peculiarità della professione di  giudice, considerata alla luce degli insegnamenti tratti dalla lettura del grande volumetto di Piero Calamandrei Elogio dei giudici scritto da un avvocato, le tante iniziative del grande giurista fiorentino maestro di diritto processuale civile e costituzionale, il contributo delle battaglie combattute per una visione e una realizzazione di una società democratica in Italia, la comune amicizia con Paolo Barile, Paolo Grossi, Stefano Grassi, Sergio Panunzio e Alessandro Pace, la fiducia di noi professori nei confronti dei giovani studiosi e ricercatori e degli studenti, anche per quanto apprendevo da mio figlio Michele e dalla sua ragazza di allora, Betta Canitano, che poi divenne sua moglie, appassionata nel lavoro di ricerca nelle materie del diritto costituzionale comparato.

Mentre io avevo conosciuto Mario tanti anni dopo avere letto alcune delle sue pubblicazioni più significative, Mario aveva dovuto esaminare e studiare tutte le mie pubblicazioni in una prospettiva di valutazione comparativa di tutti i miei scritti (148 pubblicazioni, ricorda Mario nella sua Relazione del gennaio 1992), pubblicati nel lungo periodo compreso fra il 1959 e il 1991 insieme agli scritti di tre bravi colleghi concorrenti nell’aspirazione di ottenere una chiamata per una importante cattedra della Facoltà; e dopo la mia chiamata avvertii non soltanto il mio debito di gratitudine nei suoi confronti ma anche il valore dell’impegno che avrei dovuto esercitare per corrispondere alla fiducia che Mario aveva avuto nei confronti miei e del mio insegnamento.

Mario mi telefonava, quasi sempre alle 14 e alle 23, e in lunghissime telefonate mi poneva problemi e interrogativi su tante questioni oggetto di piacevoli chiacchierate.

Il 5 settembre 2013, a causa di una brutta caduta che avevo avuto il 13 agosto di quell’anno, nel giardino della nostra casa in campagna a Cervaro, dovetti subire un intervento chirurgico per la frattura del bacino. Quando Mario morì e fu ricordato da Fulco Lanchester nella cappella universitaria della Sapienza, ero ancora nell’impossibilità di potermi muovere.

La maggior parte delle persone che ho citato in questo mio scritto non sono più tra noi; da otto anni è morto il nostro caro Mario Galizia.

Grazie, Mario, anche a nome di mio figlio Michele e di mia nuora Betta Canitano, che, a causa di una grave malattia, è purtroppo scomparsa il 10 marzo 2016: sei stato un importante riferimento per le nostre vite!

 

Supplemento al numero 98 di nonmollare quindicinale post azionista, supplemento on line di “critica liberale” scaricabile da www.criticaliberale.it.

 



[1] Al ricordo di Jemolo e del suo insegnamento ho dedicato il mio ultimo libro, pubblicato nel 2015: Arturo Carlo Jemolo. Un giurista nell’Italia del novecento, Roma, Carocci.

[2] Calamandrei morì a Firenze il 27 settembre 1956. In una lettera inviata al figlio Franco il 10 settembre 1956, Calamandrei scriveva: «… la sera del 20 devo entrare in clinica per farmi operare della prostata, e evitare il ripetersi di quei disturbi che mi afflissero anche a Pechino. È un’operazione ormai diventata banale»: cfr. P. Calamandrei, Lettere 1915-1956, a cura di G. Agosti e A. Galante Garrone, 2 tomi, 2, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1968, p. 506. Nel suo ultimo articolo, pubblicato in Il Ponte, 7, 1956, pp. 1633-34, Calamandrei richiamava l’attenzione sul carattere programmatico della nostra costituzione, «cioè contenente un vero e proprio programma di trasformazione sociale della società», e sul compito della corte costituzionale, «che ha il potere di annullare le leggi contrarie» (ivi, p. 1634). L’articolo è riportato in facsimile, tra le pp. 1644 e 1645.

[3] Nel 1945 nei fascicoli 6, p. 564, 8, p. 740 e 9 p. 847: nelle pp. 7 40 e 847 sono pubblicate due recensioni; nel 1991, fascicolo 12, pp. 3-5, con il titolo Sette punti per il Presidente (Francesco Cossiga): si tratta di un documento che cinquantuno professori di diritto costituzionale, e fra essi Mario Galizia, avevano stilato il 2 dicembre 1991, richiamando il presidente della Repubblica ai compiti che la Costituzione gli attribuisce: chiaramente il documento aveva una valenza politica oltre che di diritto costituzionale, si inseriva nella vasta problematica riguardante il comportamento che il presidente Cossiga aveva suscitato in quel periodo e ricordava antiche battaglie combattute da Calamandrei per l’attuazione della Costituzione.

[4] Ivi, p. 568

[5] Sull’importanza della storia, mi limito a ricordare un libretto (per numero di pagine) uscito in questi giorni: M. Salvadori, In difesa della storia. Contro manipolatori e iconoclasti, Saggine/360, Donzelli, Pomezia (Roma), 2021: un piccolo libro dedicato agli insegnanti.

[6] La crisi dello Stato, Napoli, Jovene, 1945.

[7]E. Orrei, La monarchia fascista, Roma, Marviana, 1945.

[8] In Enc. dir., XII, Milano, Giuffrè, 1962, pp. 962-76.

[9] L'inapplicabilità degli atti amministrativi, Milano, Giuffrè, 1950; Osservazioni intorno all'art. 33 della legge sul Consiglio di Stato, in Rass. dir. pubbl., 5, 1950, I, p. 379 ss.;
Il diritto soggettivo come presupposto dell'interesse legittimo, in Riv. trim. dir. pubbl., 3, 1953, pp.334-62; Motivazione “per relationem” ad atto non approvato, in Foro amm., 28, 1962, I, pp. 527-9; Principio soggettivo nel processo amministrativo e legittimazione a ricorrere, in Foro amm., 39, 1963, pp. 331-5; La tutela giudiziaria del cittadino verso la pubblica amministrazione, Milano, Giuffrè, 1964; Imparzialità e buon andamento in tema di scrutini di merito comparativo, in Foro amm., 40, 1964, II, pp. 72-75.

[10] Padova, Cedam, 1962.

[11] Padova, Cedam, 1962: la prima edizione del suo Corso di diritto costituzionale edito dalla Cedam fu da subito un punto di riferimento fondamentale degli studenti e degli studiosi di diritto costituzionale.

[12] P. Barile, Concordato e Costituzione, in L. Salvatorelli, R. Pettazzoni, P. Barile, C. Falconi, L. Borghi, Stato e Chiesa, a cura di V. Gorresio, Bari, Laterza, 1957, pp. 50-94.

[13] Cfr. le pagine della Prefazione del caro Pietro Rescigno ai miei cinque tomi Tutti gli scritti 1959-2015, Cosenza, Pellegrini, 2015, pp. I-XX. Questi erano gli scritti che avevo pubblicato prima del giorno 7 febbraio 1965, data della mia prima prova scritta nel concorso per magistrati della Corte dei conti: Sulla natura giuridica della domanda di trascrizione e in particolare sugli effetti della omessa trascrizione del patto costitutivo di una servitù, in Giust. civ., 5, 1959, I, pp. 49-54; Osservazioni in tema di prescrizione delle azioni dirette all’impugnativa del matrimonio per vizio di consenso, in Riv. dir. matrim., 6, 1963, pp. 733-39; Recensione a F. Della Rocca, Diritto matrimoniale canonico, ivi, 1964, pp. 106-7; Tutela dei culti e libertà di offendere. Considerazioni intorno al reato di offese a culto ammesso nello Stato mediante vilipendio di chi lo professa, in Giur. it., 117, 1964, II, cc. 47-56; Ordine pubblico e delibazione di sentenze straniere di annullamento matrimoniale, in Riv. dir. internazionale, 59, 1964, pp. 667-87; Osservazioni in tema di autorizzazione agli acquisti degli enti ecclesiastici, in Giur. it., 117, 1964, III, cc. 101-109; Sull’imprescrittibilità dell’azione di invalidazione del matrimonio per impotentia coeundi, in Rivista di dir. matrim. e dello stato delle persone, 7, 1964, pp. 120-33; Sulla tutela penale delle confessioni religiose acattoliche, in Giur. it., 117, 1964, II, cc. 241-252; In tema di acquisti degli enti ecclesiastici per interposta persona, in Giust. civ., 10, 1964, I, pp. 1865-70; Osservazioni in tema di disposizioni fiduciarie a favore di enti ecclesiastici non riconosciuti, in Foro italiano, 90, 1965, I, cc. 654-60; Osservazioni in tema di matrimonio civile simulato e di disparità tra il diritto canonico ed il diritto statuale circa la validità del matrimonio, in Rivista del dir. matrim. e dello stato delle persone, 8, 1965, pp. 195-205; Sull’illegittimità di un provvedimento di sospensione a titolo cautelare disposto da un preside nei confronti di un alunno, in Foro amm., 32, 1965, II, 67-70.

[14] Cfr. in particolare il mio scritto Storia, ideologia e dogmatica nello studio del diritto ecclesiastico, in Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno, 13, 1984, pp. 657-81.

[15]Questi i miei scritti del periodo 1966-1971, presentati alla commissione per la libera docenza in Diritto costituzionale, oltre alle pubblicazioni ricordate nelle note 13 e 15: Gruppi sociali ed eguaglianza giuridica, in Foro amm., 33, 1966, III, pp. 117-21; L’istituto della rimessione dei procedimenti per gravi motivi di ordine pubblico o per legittimo sospetto e la garanzia costituzionale del giudice naturale precostituito per legge, in Riv. it. Dir. e proc. Pen., 19, 1966, pp. 1097-111; Principio costituzionale di eguaglianza e tutela penale dei culti, in Arch. giur.“Filippo Serafini", 171, 1966, pp. 103-35; Sull’irrilevanza, nell’ordinamento italiano, del matrimonio canonico non trascritto nei registri dello stato civile, in Foro amm., 33, 1966, III, pp. 191-4; Sulle finalità delle disposizioni in tema di autorizzazione agli acquisti degli enti ecclesiastici, con particolare riferimento alla condizione giuridica degli enti acattolici, ivi, 33, 1966, III, pp. 41-6; La rappresentanza degli interessi religiosi, Milano, Giuffrè, 1967, pp. VIII-198; L’affiliazione nella riforma degli istituti di diritto familiare, in Studi in tema di diritto di famiglia, a cura dell’istituto di Diritto pubblico dell’Università di Roma, Milano, Giuffrè, 1967, pp. 273-317; La rilevanza giuridica dell’interesse religioso, in Atti del congresso celebrativo del centenario delle leggi amministrative di unificazione, in La legislazione ecclesiastica a cura di P. A. d’Avack, Vicenza, Neri Pozza, 1967, pp. 293-323; Sull’illegittimità costituzionale delle norme in tema di nomine “politiche” dei consiglieri della Corte dei conti, in Temi, 1967, pp. 3-19; Sulla natura giuridica dell’autorizzazione agli acquisti delle persone giuridiche ecclesiastiche, in Dir. eccl. e rass. di diritto matrimoniale, 77, 1967, II, pp. 305-17; Tutela penale della religione cattolica e libertà di pensiero, in Giur. it., 120, 1967, II, cc. 337-45; Esecutorietà delle pronuncie ecclesiastiche in materia matrimoniale ed art. 24 della Costituzione, in Giur. cost., 13, 1968, pp. 1494-509; Sulla qualifica giuridica del ministro del culto cattolico nell’adempimento delle formalità concordatarie preliminari alla celebrazione del matrimonio canonico con effetti civili, in Giur. it., 121, 1968, II, cc. 391-99; Giurisdizione ecclesiastica, in Enc. dir., 19, Milano, Giuffrè, 1969, pp. 469-89; Immunità ecclesiastiche, ivi, 19, Milano, Giuffrè, 1970, pp. 225-39; La potestà di giurisdizione e di magistero della Chiesa cattolica nell’ordinamento italiano, in Studi per la revisione del Concordato a cura dell’Istituto di diritto pubblico dell’Università di Roma, Padova, Cedam, 1970, pp. 300-47.

[16] Cfr. il testo della mia relazione, Furbizie e ambiguità della giurisprudenza costituzionale in materia ecclesiastica, in 30 anni di Laicità dello Stato: fu vera gloria?, in Atti del Convegno di Firenze del 27 e 28 settembre 2019 nel trentennale della s. n. 203/ 1989 della Corte costituzionale, a cura di A. Cardone e M. Croce, Prefazione di P. Caretti, pp. 83-104, Roma, Nessun dogma /Iura, 2021.

[17] Cfr. M. Denaro, Tesi di laurea su 1990. Il Movimento studentesco della Pantera, Relatore Prof. A. Volpi, discussa nella Facoltà di scienze politiche dell’Università di Pisa, Anno accademico 2005-2006, consultabile in internet.

[18] Cfr. S. Rodotà, Pantera. E’giunto il momento di trattare, in la Rep., 1 febbraio 1990.

[19] Gli avevo scritto: «Caro Mario, quanto tempo che non ci vediamo./ Ti disturbo, e ti chiedo scusa, per una richiesta che ho ricevuto, della quale mi fa piacere sentire la tua opinione./Nel 2019 mi hanno chiesto se me la sento di partecipare a una iniziativa con la quale si vuole ricordare l’esperienza della Pantera nella nostra università, a trent’anni da quando  in più occasioni abbiamo parlato con gli studenti di Scienze politiche, quando era Preside Mario D’Addio. / Per favore mandami il tuo numero di telefono in modo che possa riferirti quanto mi hanno detto e quel che vorrebbero fare nelle due giornate del 17 e del 18 gennaio 2019».

[20] A. Pubusa, Franco Ledda, un uomo inattuale (ossia, un uomo controcorrente), in Riv. giur. sarda; Id., In ricordo di Franco Ledda, in Jus, 2005.

[21] Oltre agli scritti indicati nelle note nn. 13 e 15, questi erano gli scritti da me pubblicati nel periodo 1971-1991 e inviati alla Segreteria della Facoltà per il concorso alla chiamata per la cattedra di Diritto amministrativo: Considerazioni sull’elemento personale dell’ordinamento giuridico canonico, Milano, Giuffrè, 1971, pp. 135; I rapporti tra Stato e Chiesa in Italia. Saggio bibliografico (1° gennaio 1948 - 30 settembre 1971), in Dir. eccl. e rass. di dir. matrimoniale, 81, 1971, I, pp. 348-500; La questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 della legge sul divorzio: “manifesta infondatezza” e motivazione “superflua”, in Giur. it., 124, 1971, I, 1, cc. 981-90; Patti lateranensi e principi costituzionali, in Dir. eccl. e rassegna dir. matrim., 1971, I, pp. 327-47; Problemi in tema di assistenza ospedaliera degli enti ecclesiastici, in Arch. giur. “Filippo Serafini", 180, 1971, pp. 47-64; Richiami in tema di legittimità costituzionale della legge n. 898 del 1970, in Dir. eccl.  e rass. Dir. diritto matrim., 81, 1971, II, pp. 472-4; Uguaglianza giuridica ed effetti civili dei matrimoni canonici tra affini in linea retta, in Foro it., 96, 1971, I, cc. 1187-90; Bibliografia sulle minoranze religiose in Italia (1929-1972), in Arch. giur. “Filippo Serafini", 183, 1972, pp. 189-216; Il communis christifidelium status nell’ordinamento della Chiesa, ivi, 181, 1970, n. 1-2, pp. 50-8 e in Atti del I congresso internazionale di diritto canonico, II, 2, Milano, Giuffrè, 1972, pp. 862-68; Le garanzie della libertà religiosa, in Arch. giur.“Filippo Serafini”, 182, 1972, pp. 429-46; Libertà delle Università ideologicamente impegnate e libertà di insegnamento, in Giur. cost., 125, 1972, pp. 2177-200; L’assistenza ospedaliera degli enti ecclesiastici, in Rassegna A. R. I. S., 1972, n. 1, pp. 22-30; Il principio del contraddittorio nel procedimento di esecutorietà dei provvedimenti ecclesiastici in materia matrimoniale, in Foro it., 98, 1973, I, cc. 2080-85; L’eguaglianza delle confessioni religiose di fronte allo Stato, in Atti del primo convegno nazionale di diritto ecclesiastico a cura di A. Ravà, Milano, Giuffrè, 1973, pp. 421-32; Ventotto magistrati nominati dal governo, in Dem. E dir., 14, 1973, pp. 27-33; Diritto ecclesiastico italiano. Bibliografia 1929-1972, Milano, Giuffrè, 1974, pp. VII-333., Lezioni di diritto ecclesiastico. I principi costituzionali, Padova, Cedam, 1974, («Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza della Università di Cagliari»), pp. 168 (Recensione di G. Amato, in Riv. trim. dir. pubbl., 1975, pp. 407-11); La libertà di insegnamento nelle Università confessionali. Il “caso Cordero”, in D. Favi, M. Gigante, S. Lariccia, Questione cattolica e scuola clericale, Roma, Officina, 1974, pp. 178-201; Legge 1° dicembre 1970, n. 898 e referendum per la sua abrogazione. Bibliografia 1970-1974, in Dir. eccl. e rass. Dir. matrim., 84, 1974, I, pp. 218-82; Considerazioni sul rapporto tra persona e società religiosa nel diritto canonico, in Studi in onore di M. Magliocchetti, Roma, Officium Libri Catholici, 1975, pp. 771-78; La libertà religiosa nella società italiana, in Teoria e prassi delle libertà di religione a cura di P. Bellini, Bologna, il Mulino, 1975, pp. 313-22; L’assistenza spirituale, in La revisione del Concordato, Bologna, il Mulino, 1976, pp. 243-58; La politica ecclesiastica italiana nel secondo dopoguerra, in Studi in onore di Pietro Agostino d’Avack, II, Milano, Giuffrè, 1976 e in Pol. dir., 7, 1976, pp. 37-58; Regioni, autonomie locali e interessi religiosi, in Città & Regione, 2, 1976, pp. 89-95; Vecchie proposte e nuovi problemi, in Pol. dir., 7, 1976, pp. 283-86; Garanzie di libertà, non garanzie di privilegi, in Dir. eccl. e rass. dir. matrim., 87, 1977, I, pp. 282-92; Libertà della Chiesa e giurisdizione matrimoniale, in Il Ponte, 33, 1977, pp. 327-34; Scuola pubblica e scuola privata confessionale. Trent’anni di conflitti e di polemiche (1945-1977), in Città & Regione, 3, 1977, pp. 60-77; Diritti civili e fattore religioso, Bologna, il Mulino, 1978, pp. 211; Garanzie costituzionali dei magistrati della Corte dei conti e rapporti informativi sulla loro attività, in Giur. cost., 23, 1978, I, pp. 921-36; La politica ecclesiastica della sinistra storica in Italia dal 1943 al 1977, in queste istituzioni, 6, 1978, n. 21, pp. 28; Revisione dei patti lateranensi ed esigenze di armonizzazione costituzionale, in Annali della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia, a. a. 1977-’78, n. 14, pp. 7-16; Bibliografia sui Patti lateranensi (11 febbraio 1929-11 febbraio 1979), in Il Ponte, 35, 1979, fascicolo su Cinquant’anni di Concordato, pp. 335-77; I provvedimenti del giudice nel procedimento di nullità matrimoniale, in Aa. Vv., Il Motuproprio “Causas matrimoniales" nella dottrina e nell’attuale giurisprudenza, Roma, Officium Libri Catholici, 1979, pp. 61-77; Diritto ecclesiastico italiano e comparato. Bibliografia 1973-1979, Perugia-Firenze, Università di Perugia-Licosa, 1981, pp. X-302; Stato e Chiesa in Italia. 1948-1980, Brescia, Queriniana, 1981, pp. 358. («Dipartimento di Scienze religiose», n. 15); L’attuazione dei principi costituzionali in materia religiosa, in Dir. eccl. e rass. dir. matrim., 91, 1981, I, pp. 3-11 e in Scritti in onore di Orio Giacchi, Milano, Vita e Pensiero, 1984, I, pp. 302-08; La legislazione italiana in tema di insegnamento della religione. Per una ricostruzione storica del periodo concordatario (1928-1981), in Religione e scuola, 10, 1981, pp. 102-07; Diritto ecclesiastico, II ediz., Padova, Cedam, 1982, pp. XIV-523; Esecutorietà delle sentenze ecclesiastiche in materia matrimoniale e ordine pubblico italiano, in Foro italiano, 107, 1982, I, cc. 2800-10; Gli enti centrali della Chiesa nell’ordinamento italiano: quali garanzie e quali limiti, in queste istituzioni, 10, 1982, n. 52, pp. 8-13; Nuove soluzioni al problema degli effetti civili del matrimonio canonico, in Dir. eccl. e rass. dir. matrim., 92, 1982, I, pp. 455-68; Prime decisioni della Cassazione dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 18 del 1982 sul matrimonio “concordatario”, in Foro it., 107, 1982, I, cc. 1883-90: Problematica extra-concordataria dei rapporti tra Stato e Chiesa, in Città & Regione, 8, 1982, pp. 173-84; Qualcosa di nuovo, anzi d’antico, nella giurisprudenza costituzionale sul matrimonio «concordatario, in Foro it., 107, 1982, I, cc. 939-50; Trasformazione della società e mutamenti della dimensione religiosa, in Annali della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata (Studi in onore di Attilio Moroni), 1982, pp. 289-300; Banche e opere di religione. La questione Ior-Banco Ambrosiano, in Bozze, 83, 2, 1983, pp. 107-13; Conferme e novità nella politica ecclesiastica della Corte costituzionale, in Riv. dir. civ.29, 1983, I, pp. 168-79; Interesse della Repubblica e interesse delle confessioni religiose in tema di tutela del patrimonio storico ed artistico in Italia, in Aa. Vv. Beni culturali e interessi religiosi, Napoli, Jovene, 1983, pp. 317-23; La religione nella scuola secondaria, in Com-Nuovi tempi, 1983, n. 13, p. 14; L’insegnamento della religione tra concordato e legislazione unilaterale dello stato, in Atti del convegno su “Società civile, scuola laica e insegnamento della religione (Roma, 17-19 novembre 1982), Brescia, Queriniana, 1983, pp. 43-78 e in Dir. eccl. e rass. dir. matrim., 93, 1983, I, pp. 3-37; Valori costituzionali e sistema italiano del diritto ecclesiastico, in Dir. e società, 6, 1983, pp. 252-7 e in Aa. Vv., Influenza dei valori costituzionali sui sistemi giuridici contemporanei a cura di A. Pizzorusso e V. 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Bibliografia (1985-1986), in Il diritto ecclesiastico e rassegna di diritto matrimoniale, 96, 1986, n. 2, I, pp. 370-92; Il diritto all’onore delle confessioni religiose e dei loro fedeli, in Il diritto dell’informazione e dell’informatica, 2, 1986, n. 3, pp. 466-73; Istruzione pubblica e istruzione privata nella Costituzione italiana: i principi, la realtà, in Aa. Vv., Stato e scuola oggi: l’opinione laica a cura della fnism, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1986, 49-62 e in Dir. eccl. e rass. dir. matrim., 97, 1987 (Raccolta di scritti in onore di Luigi De Luca), n. 2, pp. 687-708; La libertà delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, in Aa. Vv., Il pluralismo confessionale nell’attuazione della Costituzione, Napoli, Jovene, 1986, pp. 33-82 e in Studi in memoria di Mario Condorelli, I, t. 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Editoriales de derecho reunidas, 1987, pp. 145-58; La posizione e le attività dell’Istituto per le opere di religione (IOR) e la responsabilità dei suoi dirigenti, in Giur. cost., 32, 1987, II, n. 7, pp. 126-38; Le riviste di diritto ecclesiastico (1890-1925), in Quad. fiorentini per la storia del pensiero giuridico, 16, 1987, [Riviste giuridiche italiane (1865-1945)], pp. 285-341; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 4, 1987, pp. 341-65; Diritto amministrativo, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1988, pp. 345; Intervento, in Aa. Vv., Nuovi moti per la formazione del diritto, Atti del Convegno internazionale (Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 3 giugno 1987), Padova, Cedam, 1988, pp. 437-9; Tutela penale dell’“ex religione dello Stato” e principi costituzionali, in Giur. cost., 33, 1988, I, n. 4, pp. 4311-9; Libertad ideològica y libertad religiosa en el ordenamiento jurìdico de Italia, Relazione presentata al convegno su La libertà religiosa, svoltosi a Valledolid (Spagna) nel novembre 1988; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 5, 1987, pp. 363-92; Limiti costituzionali alla libertà delle confessioni religiose, in Giur. cost., 33,1988, I, n. 2, pp. 120-7; Presupposti politici e sociologici nello studio del diritto ecclesiastico, in Dottrine generali del diritto e diritto ecclesiastico, Atti del convegno di Napoli (19-22 novembre 1986), Napoli, Istituto Italiano per gli studi filosofici, 1988, pp. 125-65; Rapporti di lavoro e fattore religioso, in Aa. Vv., Rapporti di lavoro e fattore religioso, Napoli, Jovene, 1988, pp. 241-44; Ecclesiastici, in Enc. giur., 12, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1988, pp. 1-9; Interesse religioso, ivi, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana-Treccani, 1988, pp. 1-4; Coscienza e libertà. Profili costituzionali del diritto ecclesiastico italiano, Bologna, il Mulino, 1989, pp. 402; Il problema dei limiti costituzionali alla libertà delle confessioni religiose, in Raccolta di scritti in memoria di Mario Petroncelli, Napoli, Jovene, 1989, pp. 347-59; Diritti civili e fattore religioso in quarant’anni di regime repubblicano, in Studi in onore di Lorenzo Spinelli, 1, Modena, Mucchi, 1989, 805-18; Intervento, in Delibazione delle sentenze ecclesiastiche matrimoniali e ordine pubblico, Atti della tavola rotonda (Roma, 20 aprile 1988), a cura di L. spinelli e G. Dalla Torre, Padova, Cedam, 1989, pp. 67-9; Patti da non ripetere e da non imitare, in a sinistra, 1, 1989, n. 2, 50-1; Le formule del separatismo in Italia, in queste istituzioni, 17, 1989, n. 778, pp. 113-20; La libertà religiosa in regime concordatario, in Studi sui rapporti tra la Chiesa e gli Stati, a cura di S. Gherro, Padova, Cedam, 1989, pp. 11-36 e in Scritti in memoria di Agostino Curti Gialdino, Padova, Cedam, 1990; La giurisprudenza della corte di cassazione in materia matrimoniale. 1988-1989, in Quad. dir. e politica eccl., 6, 1989/1, pp. 373-401; La questione del Concordato, Intervento al dibattito nella redazione della rivista su La Chiesa nella società contemporanea, in queste istituzioni, 17, 1989, n. 778, pp. 125-28; L’obiezione di coscienza nel diritto italiano, in Quad. e dir. politica eccl., 6, 1989/2, pp. 61-102; La libertà religiosa, in Trattato di diritto amministrativo diretto da G. Santaniello, 12, Libertà costituzionali e limiti amministrativi, Padova, Cedam, 1990, pp. 227-41; Il contributo di Costantino Mortati per l’attuazione delle libertà di religione in Italia, in Il pensiero giuridico di Costantino Mortati, a cura di M. Galizia e P. Grossi, Milano, Giuffrè, 1990, pp. 491-510; Il contributo di Piero Calamandrei per la laicità dello Stato e la libertà religiosa in Italia, in Piero Calamandrei. Ventidue saggi su un grande maestro a cura di P. Barile, Milano, Giuffrè, 1990, pp. 455-88; Le libertà in materia religiosa tra garanzie costituzionali, discipline giuridiche positive e processi di trasformazione sociale, Relazione svolta al convegno su Nuovi studi di diritto canonico ed ecclesiastico, in Atti del convegno (Sorrento, 27-29 aprile 1989), Salerno, Edisud, 1990, pp. 345-89; Le garanzie delle libertà di religione: il contributo di Paolo Barile, in Scritti in onore di Paolo Barile, Milano, Giuffrè, 1990, pp. 90-8; Vecchie e nuove prospettive nello studio del diritto ecclesiastico, in Scritti in memoria di Antonino De Stefano, Milano, Giuffrè, 1990, pp. 199-233; Stato e Chiesa cattolica (rapporti tra), in Enc. dir., 43, Milano, Giuffrè, 1990, 890-924; Statuti delle confessioni religiose, ivi, XLIII, Milano, Giuffrè, 1990, 1071-83; Enti e beni ecclesiastici (1984-1989), in il tetto, 26, 1990, pp. 7-24; Intervento al convegno su Concordato e legge matrimoniale, in Atti del Convegno, Napoli, Jovene, 1990, pp. 517-20; Il problema e la pratica delle libertà nell’attività scientifica e accademica di Lorenzo Spinelli, in Arch. giur. “Filippo Serafini, 220, 1990, fasc. n. 4, pp. 567-76; Acattolici, in Enc. giur., Roma, 1991, pp. 1-5; Stato e confessioni religiose diverse dalla cattolica, ivi, Roma, 1991; I diritti delle minoranze religiose in Italia, in J. Goti Ordenana (a cura di), Aspectos socio-juridos de las sectas desde una perspectiva comparada, Atti del Convegno, Onati, I.I.S.I, pp. 149-84; Conscientious objection in the Italian law, Relazione per il colloquio organizzato a Bruxelles nei giorni 7-8 dicembre 1990 dall’“European Consortium for Church and State research sul tema Conflict between obedience to the law and freedom of conscience, in Aa. Vv., L’obiezione di coscienza nei paesi della Comunità europea, Milano, Giuffrè, p. 45 ss.; Diritto privato e legislazione ecclesiastica, in Trattato di diritto privato diretto da P. Rescigno, 26, Torino, Utet, 1991, pp. 713-42; Nuove tecniche dei pubblici poteri per ostacolare l’esercizio dei diritti di libertà delle minoranze religiose in Italia, Due interventi al convegno di Roma del 3 aprile 1990, in Atti del convegno, Napoli, Jovene, 1991, pp- 97-116, 209-11.

[22] Risulta dal verbale: «il Consiglio di Facoltà visto l’esito della votazione, favorevole all’accoglimento della domanda presentata dal prof. Lariccia, delibera a maggioranza con 26 voti favorevoli e 5 astensioni, di chiamarlo per trasferimento a coprire la cattedra di Diritto amministrativo, a decorrere da 1° novembre 1992».

[23] Libri e riviste, in Quad. dir. politica eccl., 7, 1990/2, Padova, Cedam, 1992, pp. 385-418; Pubblici poteri e nuovi movimenti religiosi, in Studi in ricordo di Elodia Baldelli, Roma, Europa, 1992, pp. 229-68; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 8, 1991-92/2, Padova, Cedam, 1992, pp. 285-307; Interessi individuali e collettivi e garanzie delle libertà di religione, in Diritti umani e civiltà giuridica, a cura di S. Caprioli e F. Treggiari, Perugia, Centro studi giuridici e politici, 1992, pp. 109-12; L’obiezione di coscienza in Italia: vent’anni di legislazione e di giurisprudenza, in La objeciòn de conciencia, Actas del VI Congreso Internacional de Derecho Eclesiastico del Estado, eds. V. Guitarte Izquierdo, J. Escriva Ivars, Valencia, Generalitat Valenciana, 1993, pp. 37-74 e in Dir. eccl., 102, 1992, I, pp. 261-304; Dalla ”riserva” di giurisdizione dei tribunali ecclesiastici al concorso delle giurisdizioni civile e canonica: una giusta (ma tardiva) affermazione della sovranità statale in materia matrimoniale, in Foro it., 118, 1993, I, cc. 734-45; La dottrina italiana di diritto ecclesiastico, in Dir. eccl., 103, 1993, I, pp. 4125-53; Tutela dei beni culturali ecclesiastici e nuovi principi in tema di procedimento amministrativo, in La tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti agli enti ecclesistici. L’art. 12 del nuovo concordato oltre la prima “bozza” di intesa attuativa, I quaderni di Italia Nostra, 1993, pp. 24-35; Dopo Corte cost. 421/93 è urgente la riforma del sistema matri-moniale concordatario, in Foro it., 119, 1994, I, cc. 22-8; Due sentenze in tema di libertà matrimoniale e di libertà di insegnamento nelle scuole confessionali, in Studi in memoria di Italo Mancini; Laicità e politica nella vicenda dello Stato italiano contemporaneo, in Behemoth, 9 (1994), n. 16, 75-84 e in Quad. dir. e politica eccl., 12, 1995, I, p. 11 ss.; La dottrina italiana di diritto ecclesiastico, in Dir. eccl., 104, 1994, pp. 681-714; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 11, 1994, 397-430; La dottrina italiana di diritto ecclesiastico [Informazione biblio- grafica: 1° gennaio 1994 - 30 aprile 1995], in Dir. eccl., 105, 1995, pp. 415-53; Problemi connessi all’ipotesi di una riforma, in Aa. Vv., Fondazioni e associazioni. Proposte per una riforma del primo libro del Codice Civile, a cura del Gruppo di Studio Società e Istituzioni, Rimini, Maggioli, 1995, pp. 81-116; Una speranza per il futuro. Una maggiore tutela dei diritti umani nel mondo, in queste istituzioni, 23, 1995; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 12, 1995, n. 2; Sul riconoscimento in Italia di un lodo arbitrale emesso dalla Congregazione per il clero nella Città del Vaticano, in Riv. dell’arbitrato, 6, 1996, n. 2, pp. 273-84; I capisaldi del dibattito dottrinale sugli articoli 7 e 8 della Costituzione, in Politica e dir., 27, 1996, pp. 29-47; Laicità dello Stato e democrazia pluralista in Italia, in Il principio di laicità nello Stato democratico, a cura di M. Tedeschi, Soveria Mannelli, Rubettino, 1996, pp. 143-96; L’efficienza della burocrazia tra riforme legislative e attese dei cittadini, in Crit. liberale, 3, 1996; La questione dei beni culturali nei rapporti tra lo stato italiano e la chiesa cattolica, nel volume della rivista Laicità a cura di C. Ottino, Torino, Claudiana, 1996; Il limite costituzionale dell’art. 33, 3° comma, in Crit. liberale, 3, 1996; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 13, 1996, n. 2; Tutela del patrimonio culturale ecclesiastico e nuovi principi in tema di procedimento amministrativo, in Aa. Vv., Studi in onore di Feliciano Benvenuti, Modena, Mucchi, 1996, pp. 935-54; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 14, 1997, n. 2; Aspetti civilistici delle fondazioni, in Le fondazioni casse di risparmio, a cura di F.A. Roversi Monaco, Rimini, Maggioli, 1998, pp. 31-52; Vecchi e nuovi problemi in tema di enti pubblici e privati, in Aa. Vv., Scritti in onore di Giuseppe Guarino, Padova, Cedam, 1998, pp. 563-99; Problemi in tema di autonomie normative. L’autonomia normativa delle confessioni religiose, in Aa. vv., Studi in onore di Gaetano Catalano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1998, pp. 871-95; Norma e stato, per tradizione sistematica e nella realtà operativa, in Sulle trasformazioni dei concetti giuridici per effetto del pluralismo, a cura di F. Spantigati, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1998, pp. 57-67; Intervista a cura di Gianna Tangolo, in Laicità, 10, 1998, n. 3, pp. 1 e 8; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 15, 1998, n. 2; Vecchi e nuovi problemi in tema di scuola pubblica e scuola privata, in Studi in onore di Piero Bellini, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1999, 381-96; La Costituzione della Repubblica romana del 1849, in Giur.  cost., 44, 1999, 453-82; Obiezione di coscienza (in collaborazione A. Tardiola), in Enc. Dir., agg., 3, pp. 815-31; Esigenze di laicità della società italiana, in Manifesto laico, a cura di E. Marzo e C. Ocone, Roma-Bari, Laterza, 1999, pp. 59-67; Il contributo di Piero Bellini allo studio del diritto pubblico italiano, in Riv. Corte dei conti, 1999, n. 2, pp. 138-50; G. Dalla Torre, L. Guerzoni, S. Lariccia, Ricordo di Lorenzo Spinelli, in Dir. eccl., 110, 1999, pp. 2-5; L’indipendenza del giudice, in Atti dell’incontro di studio in ricordo di Alfonso Ferrucci (Palermo 19 settembre 1998), Quaderni della Riv. Corte dei conti, 1999, 1, pp. 49-63 e in Scritti in onore di Sebastiano Cassarino, 2, Padova, Cedam, 2001, pp. 890 ss.; Principi democratici della costituzione della repubblica romana del 1849, Relazione nell’Università di Montevideo (1999); Diritto amministrativo, Padova, Cedam, 2000, XVII+902pp.; Una costituzione avanzata, in Crit. liberale, 7, 2000, n. 58, pp. 27-29; Leggi sulla base di intese e garanzie di libertà religiosa, in Foro it., 125, 2000, 5, cc. 273-9; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 8, 2000, pp.373-90; Evoluzione del sistema italiano di giustizia amministrativa, in Aa. Vv., Il sistema della giustizia amministrativa dopo il decreto legislativo n. 80/98 e la sentenza delle sezioni unite della corte di cassazione n. 500/99, Atti dell’incontro di studio svoltosi a Roma - Palazzo Spada 18 novembre 1999, Milano, Giuffrè, 2000, pp. 257-61; Partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, in collaborazione con F. Giglioni, in Enc. dir., Aggiornamento, 4, pp. 943-79; A 150 anni dalla Costituzione ella Repubblica Romana. Continuità e innovazione nella costituzione repubblicana del 1948, in 150 anni della Repubblica Romana, Atti del Convegno 10 febbraio 1999, Laboratorio di ricerca storica realizzato dalle scuole, a cura di L. Di Ruscio e L. Francescangeli, Roma, Comune di Roma, Fnism, 2000, pp. 31-48; A cinquant’anni dalla convenzione europea dei diritti dell’uomo: l’articolo 9, in Studi in onore di Francesco Finocchiaro, Padova, Cedam, 2000; Art. 9, in Commentario alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (cedu), a cura di S. Bartole, B. Conforti e G. Raimondi, Padova, Cedam, 2001, pp. 319-35; Minoranze in Europa, in Enc. dir., Agg., 5, pp- 762-7; Nuove dimensioni delle istituzioni e dei diritti in un mondo senza confini, in Studi in memoria di Guglielmo Negri e in Studi parlamentari e di politica costituzionale, 34, 2001, nn. 132-133, pp. 37-45; Libri e riviste, in Quad.  dir.  e politica eccle., 9, 2001, n. 2, pp. 351-73; Il principio democratico nella costituzione della repubblica romana del 1849, in Scritti in onore di Umberto Pototschnig, 2, Milano, Giuffrè, 2002, pp. 681 ss.; Laicità, garanzia di libertà per tutti, in Confronti, 14, 2002, n. 3, p. 4; Intervento in ricordo di Livio Paladin, in Corte costituzionale  e principio di eguaglianza, Atti del Convegno in ricordo di Livio Paladin (Padova 2 aprile 2001), Padova, Cedam, 2002, pp. 153-4; Libri e riviste, in Quad. dir. e politica eccl., 10, 2002, n. 2, pp. 369-87; Stato di attuazione della riforma didattica [“3+2”. 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Veronesi, Torino, Giappichelli, 2004, pp. 330-6; Limiti costituzionali alla discrezionalità del legislatore ordinario nella disciplina della giustizia amministrativa, in Giur. cost., 48, 2004, pp. 2220-9; A ciascuno il suo compito: non spetta alla Corte costituzionale disporre la rimozione del crocefisso nei locali pubblici, in Giur. costituzionale, 48, 2004, pp. 4287-92; Introduzione agli Atti del convegno La laicità indispensabile, a cura di V. Pegna, suppl. del periodico L’Avvenire dei lavoratori, 2004, 1, pp. 11-22; Origini storiche e fondamento costituzionale del principio di imparzialità delle pubbliche amministrazioni, in Studi in onore di Giorgio Berti, Napoli, Jovene, 2005; Politiche pubbliche e clericalismo, in Crit. liberale, 10, 2005, n. 49, p. 12 ss.; Leggi sulla base di intese e garanzie di libertà religiosa, in Studi in onore di Gianni Ferrara, Torino, Giappichelli, 2005; Nuove prospettive per la tutela delle persone, in Studi in onore di Adriano De Cupis, Milano, Giuffrè, 2005, pp. 169-83; Meglio la costituzione che una legge dello stato a garanzia dell’u- guaglianza e della libertà in materia religiosa; Le radici laiche dell’Europa, in I diritti fondamentali e le Corti in Europa, a cura di S. Panunzio, Napoli, Jovene, 2005, pp.  247-66; Il modello del Concordato nell’evoluzione della società e delle istituzioni dell’Italia democratica, in Libertà di coscienza e democrazia reale, a cura di Carta 89, Manduria, Piero Lacaita, 2005, pp. 15-28; Principio di laicità e compiti della scuola, convegno cemea, Napoli; Vecchi e nuovi problemi in tema di fonti del diritto, in Ritorno al diritto. I valori della convivenza, 2005, 2, pp. 20-50; Diritto amministrativo, II edizione, Padova, Cedam, 2006, I vol., XVI+516pp.; II vol., X+272pp.; Gli articoli 33 e 34 della Costituzione, in “Treccani scuola”, 2006 e in www.sergiolariccia.it; Libertà delle confessioni e simboli religiosi, in Studi per i cinquant’anni della Corte costituzionale: il diritto ecclesiastico, a cura di R. Botta, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, pp. 217-29; La laicità della Repubblica italiana, in Studi per i cinquant’anni della Corte costituzionale, a cura di A. Pace, Milano, Giuffrè, 2006, pp. 415-44; Intese con le confessioni religiose, in Diz. diritto pubbl., a cura di S. Cassese, I, Milano, Giuffrè, 2006, pp.  3220-27; L’impegno di Piero Calamandrei per la lacità dell’Italia democratica, in Il Ponte, 62, n. 12, pp. 78-94; La laicità delle istituzioni repubblicane italiane, in Democrazia e dir., 44, n. 2 (Laicità e stato), pp. 89-110; Intervento al convegno organizzato deall’andu su temi e problemi dell’università, Roma, 2006; La laicità della scuola e nella scuola, Relazione al convegno della fnism (Napoli, 29 aprile 2006), in Atti del convegno; Alla ricerca dei provvedimenti amministrativi mediatamente riconducibili all’esercizio del potere pubblico: un nuovo avverbio per il dibattito tra i giudici, gli avvocati e gli studiosi della giustizia amministrativa italiana, in Giur. cost., 51, 2006, pp. 1935-45; Un parere contro queste proposte di legge in materia religiosa, in Indagine conoscitiva della Camera dei deputati, XV legislatura, I commissione, seduta dell’11 gennaio 2007, pp. 101-3; Intervento in merito alle proposte di legge in materia religiosa, in Indagine conoscitiva della Camera dei deputati, XV legislatura, I commis- sione, seduta dell’11 gennaio 2007, Resoconto stenografico, pp. 32-36, 38-39; Laicità e confessionalità nella vita scolastica, in I diritti dell’uomo, 2007, n. 2; Pericoli crescenti per la laicità, in Laicità, 19, 2007, n. 3; Laicità e confessionalità dello Stato nel pensiero di Costantino Mortati, nel volume a cura di M. Galizia, Milano, Giuffrè, 2007, pp. 699-716; Imparare ad essere laici nella scuola italiana, Relazione al convegno sul tema Laicità, scuola, educazione (Bologna, 25 ottobre 2006), in Aa.Vv., Idee per una scuola laica, a cura di F. Frabboni, Roma, Armando, 2007, pp. 109-20; Garanzie di libertà e di uguaglianza per i singoli e le confessioni religiose, oggi in Italia, in Dir. eccl., 2007, 1-2, pp. 111-6; Intervento al dibattito su «Fonti e ordinamento del diritto. Problemi della Costituzione, in Ritorno al diritto. I valori della convivenza, fascicolo su Contro il pluralismo: fonti della norme e rigidità della Costituzione, a cura di G. Crifò, 2007, n. 6, pp.  56-57; La laicità nello stato, Relazione al convegno di Firenze del 5 maggio 2007; Indipendenza dei giudici amministrativi e unità della giurisdizione, in Sergio Panunzio. Profilo intellettuale di un giurista, Atti del convegno di Perugia (16 giugno 2007), a cura di F. Cerrone e M. Volpi, Napoli, Jovene, 2008, pp. 161-82; Problemi in tema di insegnamento, istruzione, scuola, in Per saturam. Studi per Severino Caprioli, Spoleto, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, 2008, pp. 521-38; Le autorità amministrative indipendenti, in Studi in onore di Santi Romano: L’ordinamento giuridico, Appendice: due lettere di Filippo Satta e Sergio Lariccia, in Ritorno al diritto. I valori della convivenza, 7, 2008, pp. 82-109. Lo scritto è stato anche pubblicato, con il titolo Riflessioni sull’opera di Santi Romano a sessant’anni dalla morte, in Il diritto fra interpretazione e storia, Liber amicorum in onore di Angel Antonio Cervati, III, a cura di A. Cerri, P. Haberle, I.M. Jarvad, P. Ridola, D. Schefold, Roma, Aracne, 2010, pp. 1-66; Giuseppe Capograssi: conoscenza colloquio coscienza, in Ritorno al diritto. I valori della convivenza, 7, 2008, pp.178-87; Un ricordo di Pio Fedele, in Ritorno al diritto. I valori della convivenza, 7, 2008, pp. 227-34 e in www.statoechiese.it, settembre 2009; Gaetano Salvemini: un compagno di strada per future battaglie di democrazia, in Scritti in onore di Michele Scudiero, Napoli, Jovene, 2008, 2, pp. 1137-74; Buon andamento ed economicità: nuovi criteri per definire la funzione del diritto e il mestiere del giurista?, in Atti del convegno a cura di A. Cerri, Il principio di buon andamento, Roma, 2008; Laicità dello Stato: le prospettive di un principio costituzionale, relazione al convegno su L’articolo 7 della Costituzione sessant’anni dopo: interpretazioni odierne e prospettive future a confronto (Roma, Palazzo Valentini, 12 dicembre 2008), a cura dell’uaar; Vecchi  e nuovi problemi dell’insegnamento universitario,  in “Et si omnes …”, Scritti in onore di Francesco Mercadante, a cura di F. Lanchester e T. Serra, Milano, Giuffrè, 2008, pp. 537-42; Conclusioni, in Poteri pubblici e laicità delle istituzioni. Giornata di studi in onore di Sergio Lariccia (Roma, 7 novembre 2007), a cura di R. Acciai e F.  Giglioni, Roma, Aracne, 2008, pp.  247-58; La scuola laica nella Costituzione, in L’eco della scuola nuova, 41 (2008), n. 3, pp. 8-11; Riflessioni sulla storia costituzionale italiana, in Nova Juris interpretatio in hodierna gentium comunione, Quad. n. 1, 2008, pp. 73-82; Università, fede e ragione, Intervento nell’incontro organizzato nella Facoltà di Scienze politiche della Sapienza Università di Roma, in www.statoechiese.it, a cura di G.   Casuscelli; Il mio ricordo di Franco Tritto, in Danila Barbara, Raffaele Marino (a cura di), La lezione. 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Guazzarotti, A. Pugiotto, P. Veronesi, amicus curiae, Atti dei Seminari “preventivi” ferraresi, 13, Torino, Giappichelli, 2010, pp. 222-27; Battaglie di libertà. Diritti civili e democrazia in Italia (1943-2011), Roma, Carocci,  pp. 281; Carta canta, Intervista a cura di C. Lalli, in Il mucchio selvaggio, 2011, marzo, pp. 52-55; Laicità delle istituzioni e garanzie dei cittadini nella Repubblica italiana democratica, in Studi in onore di Alessandro Pace, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2012, pp. 1525-51; La disposizione dell’art. 12 della legge n. 241 del 1990 sui prov- vedimenti attributivi di vantaggi economici, in Studi in onore del prof. Alberto Romano;Stato e chiesa cattolica in Italia nella seconda metà dell’ottocento, in Studi in onore di Franco Modugno, 3, Napoli, Editoriale Scientifica, 2011, pp. 1871-94; La politica ecclesiastica sui rapporti fra stato e chiesa nella seconda metà dell’ottocento, in Quaderni laici, 4-5, novembre 2011, La laicità nel risorgimento italiano, pp. 15-52; La chiesa cattolica nella storia costituzionale d’Italia. Statuto albertino. Legge delle guarentigie. Patti lateranensi. Revisione concordataria del 1984, Relazione al convegno su Libera Chiesa in libero Stato: ieri, oggi. E domani?, Roma, Sezione anpi “Agostino Raponi”, Presidio III Municipio, Ex Vetreria Sciarra, Sapienza Università di Roma, Via dei Volsci 112, Roma, 14 ottobre 2011; Laicità di Arturo Carlo Jemolo, in Laicità, 23, 2011, n. 4, pp. 4-5; Il riconoscimento dei diritti civili nella prospettiva europea, in Alle frontiere del diritto costituzionale, Scritti in onore di Valerio Onida, Milano, Giuffrè, 2011, pp. 1123-59; Laicità dello Stato, principio di, in Enciclopedia Treccani on line, 2013; Arturo Carlo Jemolo: una voce di “coscienza laica” nella società italiana del Novecento, Relazione al convegno Maestri del Novecento (Torino, 18 aprile 2013), in Quaderni laici, 2013, 10-11, pp. 177-96; L’articolo 7, comma 2, della Costituzione: lunga vita di una disposizione normativa e ragioni che rendono necessaria e urgente la sua abrogazione, in Atti del convegno svoltosi a Ferrara, 2013, pp. 237-48; Per una riforma del sistema di rapporti tra stato e confessioni religiose, in Percorsi costituzionali, 2013, 2/3, Costituzione e religione, pp. 23-31; Postfazione alla nuova edizione del libro di Piero Bellini, Principi diritto ecclesiastico, Roma, Aracne, 2013, pp. 345-65.

 

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