forum

ISTRUZIONE, NON ESTINZIONE

Di Il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani | 01.10.2019


Riceviamo con favore la lettera del Ministro Fioravanti del 23 settembre e, con la presente lettera aperta, desideriamo contribuire al dialogo dando il nostro apporto alla costruzione di una cultura diversa, rispettosa delle persone e delle cose, nella consapevolezza che il momento storico ci chiama a prendere posizione per la salvaguardia dell’ambiente.
Il Ministro ha sintetizzato efficacemente il suo pensiero nelle parole: “istruzione non estinzione” e noi, insegnanti evangelici, impegnati su diversi fronti nell’educazione in generale e nella scuola pubblica in particolare, aggiungiamo che la sfida di consegnare alle future generazioni un mondo vivibile, e possibilmente migliore, comporta una trasformazione radicale del nostro modo di pensare al mondo e di agire nel mondo, sia come singoli, sia come comunità, di cui la scuola è parte di primaria importanza.
Bisogna dire inoltre che l’impegno evangelico in favore dell’ambiente non è solo di questi ultimi giorni, ma inizia a delinearsi almeno a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, come dimostrano le dichiarazioni pubbliche sottoscritte in occasione di vari convegni internazionali. In linea con coloro che ci hanno preceduto, vogliamo ripercorrere e rendere note le riflessioni, le idee, i principi e le azioni intraprese nella direzione auspicata del rispetto e della tutela dell’ecosistema.
La Dichiarazione di Hoddesdon, per uno stile di vita semplice (1980)*, è un documento in cui ciò che comunemente chiamiamo “ambiente” è chiamato “creazione”, e questo per rendere nota la nostra fede in un mondo creato che riceviamo in dono: “La creazione di Dio è segnata da una grande abbondanza e diversità, e Dio vuole che le sue risorse siano usate a beneficio di tutti. Denunciamo perciò la distruzione dell’ambiente, lo sperpero e l’accumulo di beni. Deploriamo la miseria dei poveri che soffrono a causa di questi mali… Se l’amministrazione dei beni è fatta in modo infedele, se non conserviamo, sviluppiamo e distribuiamo giustamente le risorse limitate della terra, disobbediamo a Dio e priviamo le persone del suo piano per loro… noi tutti siamo decisi a sviluppare uno stile di vita più sobrio. Intendiamo riesaminare le nostre entrate e uscite per vivere con meno e dare di più… decidiamo di rinunciare allo spreco e di opporci al dispendio esagerato nel modo personale di vivere, di vestire e di abitare, nei viaggi e nei locali … siamo altresì convinti che la situazione attuale di ingiustizia sia così odiosa a Dio che è necessario un cambiamento di vaste dimensioni. Non si tratta di credere in una utopia terrena, ma non bisogna neppure essere pessimisti… povertà e ricchezza eccessiva, militarismo e industria bellica, la distribuzione ingiusta del capitale, della terra e delle risorse sono problemi di potere e di mancanza di potere. Senza un cambiamento di potere attraverso un mutamento strutturale questi problemi non possono essere risolti”.
Con queste parole, gli insegnanti evangelici si impegnano anche oggi a perseguire questo cambiamento di vaste dimensioni, con un orizzonte aperto e che guarda lontano, per offrire ai giovani un avvenire e una speranza.
Tutti i temi che oggi sono all’ordine del giorno sono stati affrontati nel corso del convegno evangelico denominato Forum per l’ambiente (1992): l’alterazione dello scambio energetico della terra con il sole (che produce il riscaldamento globale); il degrado territoriale; il degrado della qualità delle acque; la deforestazione; l’estinzione delle specie; la produzione di rifiuti e l’inquinamento globale; il degrado umano e culturale. A proposito di questi temi dichiara: “tutte le creature sono profondamente interdipendenti e gli uomini non hanno alcun diritto di distruggere o saccheggiare altre specie… l’universo, così com’è stato creato da Dio, è buono… gli uomini sono chiamati allo speciale compito di occuparsi della creazione… per sviluppo sostenibile intendiamo tutto ciò che contribuisce a procurare condizioni ambientali che favoriscano il benessere e una vita dignitosa, compatibile con la conservazione e l’integrità degli ecosistemi di supporto…. Le benedizioni materiali dovrebbero essere disponibili a generazioni future, come un diritto fondamentale dato da Dio… alla base di questa idea esistono valori assoluti di giustizia, equità e responsabilità umana… la comunità cristiana… deve insistere nella proclamazione della piena verità
riguardo alla crisi ambientale, presso i potenti, le istituzioni e tutti coloro che traggono profitto occultando la verità”.
Gli insegnanti evangelici si sentono responsabili della denuncia dei soprusi e della proclamazione della piena verità, secondo quei valori assoluti di giustizia, equità e responsabilità umana. Questo senso di responsabilità deriva dalla consapevolezza che “Al Signore appartiene la terra e tutto ciò che è in essa” (Sal. 24,1).
Inoltre, secondo la Dichiarazione di Oxford (1994), “Dio ha affidato la terra agli esseri umani affinché ne siano responsabili per conto suo. Essi devono operare come suoi amministratori, nella creatività, nella gestione fedele del mondo, riconoscendo che sono responsabili verso Dio per ciò che fanno con il mondo e al mondo. Molte delle aggressioni umane verso la creazione provengono da una falsa comprensione della sua natura e del ruolo che l’uomo ha in essa… una visione del mondo che pone l’umanità al centro e che riduce la creazione materiale a semplice strumento… quando noi abusiamo e contaminiamo la creazione diventiamo amministratori infedeli causando il disastro nell’ecosistema globale… ricordiamoci che autorità non è dominio… l’autorità umana sulla creazione consiste nel doppio compito di lavorare e custodire il giardino. Quindi tutta l’attività non deve avere soltanto un aspetto produttivo, ma anche protettivo. I sistemi economici devono essere concepiti in modo da mantenere un sistema ecologico sano attraverso il tempo. Tutto il lavoro umano svolto da amministratori di Dio deve contenere un elemento di cooperazione con l’ecosistema”.
Noi insegnanti evangelici abbiamo ben chiaro che la scuola e l’istruzione, benché molto importanti, non sono le uniche agenzie da chiamare in causa per cambiare direzione, ma che c’è tutto un sistema malato da risanare, e quindi la scuola deve ricollegarsi e fare appello alle famiglie, alle aziende, alle altre istituzioni e autorità, affinché il cambiamento sia autentico e profondo.
Pur senza indottrinare o reclamare spazi pubblici dentro la scuola, che deve rimanere uno spazio laico, pluralista e aperto ad accogliere persone di ogni cultura e ogni fede, gli insegnanti evangelici ribadiscono, insieme alla Dichiarazione di Filadelfia – Sulla salvaguardia della creazione (1996): “Noi crediamo che la fede biblica sia essenziale per la soluzione dei problemi ecologici… noi e i nostri figli ci troviamo di fronte alla crescente crisi dello stato della creazione in cui viviamo e attraverso la quale, per la grazia di Dio, siamo sostenuti, ma continuiamo a danneggiarla…. Noi invitiamo i cristiani a operare per economie in grado di riflettere la sovrana economia di Dio e che permettano agli uomini, alle donne e ai bambini di prosperare accanto alla straordinaria diversità della creazione. Riconosciamo che la povertà obbliga le persone a deteriorare la creazione per poter sopravvivere, sosteniamo pertanto lo sviluppo di economie giuste e libere che diano potere al povero e creino abbondanza senza intaccare la bellezza della creazione. Ci impegniamo ad operare per politiche responsabili che facciano propri i principi biblici dell’amministrazione della creazione. Invitiamo i cristiani ad ascoltare e lavorare con tutti coloro che sono interessati alla cura della creazione, sia per imparare da loro, che per condividere le proprie convinzioni”.
Il richiamo a lavorare insieme a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’ambiente e degli esseri viventi che lo abitano, è quello che ci spinge ad aprire dialoghi e confronti aperti e franchi sia con i singoli che con le istituzioni, prima fra tutte la scuola pubblica di cui Lei, signor Ministro, è oggi rappresentante.
Ci auguriamo che questa lettera le giunga gradita e che possa essere solo l’inizio di una collaborazione intensa e fruttuosa.
Il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani
www.insegnantievangelici.it
* Tutte le citazioni sono ricavate da: P.Bolognesi (a cura di), Dichiarazioni Evangeliche. Il movimento evangelicale 1966-1996, EDB (BO), 1998.

Nessun commento