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BASTA MENZOGNE E (criminali) FALSIFICAZIONI STORICHE SUL NARODNI DOM (Casa storica simbolo della comunità slovena)!

Di Redazione | 18.02.2020


Trieste, Martedì 18 febbraio 2020, ore 16.30 - dinnanzi al Narodni Dom

Si corre il rischio di ingannare la buona fede di intere nuove generazioni, capovolgendo la verità. Vogliamo essere certi che le autorità dello Stato che saranno presenti durante la riconsegna del Narodni Dom alla comunità slovena sapranno ben distinguersi da questi stravolgimenti della verità.

Alcuni quesiti che noi e crediamo l'opinione pubblica ci poniamo e ai quali chiediamo risposta: come mai sono stati aspettati tanti anni prima della restituzione dopo una legge del 2001? Di quali forze politiche è la responsabilità di questi ritardi e dell'inadempienza nell'applicazione della legge? Pur essendo una legge dello Stato, può aver centrato qualche resistenza da parte delle istituzioni regionali o della città di Trieste? Si temeva le reazioni di ambienti locali sensibili a queste tematiche?

RICORDARE IL PASSATO PER COSTRUIRE FUTURO

INCONTRO PUBBLICO IN STRADA: per rispondere all'insegna del BASTA MENZOGNE SUL NARODNI DOM!

Nell’anno del centenario del rogo squadrista del Narodni Dom di via Filzi 14, il Comune di Trieste nel “Giorno del Ricordo” (10 febbraio 2020) promuove due incontri dichiaratamente revanscisti, antistorici e slavofobi: “Il fasullo vittimismo sloveno usato contro gli italiani da Austria-Ungheria” ed “Il centenario 1920-2020. I terroristi jugoslavi del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni responsabili dell’eccidio di Spalato, di quello di Trieste e dell’incendio del Balkan, fermati dai legionari di d’Annunzio a Fiume”͘. Come motiva il Comune queste scelte? Come mai è stata data così scarsa attenzione dal mondo dell'informazione sul ritardo della riconsegna e sulla falsificazione storica?

Un tale ribaltamento delle vicende storiche che hanno preso atto nel nostro territorio non è accettabile, e che ad organizzare e patrocinare tali iniziative siano le istituzioni rende il tutto ancora più grave. Il 13 luglio 2020 avverrà la restituzione del Narodni Dom alla comunità slovena, prevista dalla legge dello Stato italiano (Legge 23 febbraio 2001, n. 38) che in esteso ritardo solo quest’anno troverà attuazione, alla presenza dei presidenti della Repubblica Italiana e Slovena Sergio Mattarella e Borut Pahor.

Potrebbe essere un'occasione di maggior avvicinamento tra le varie componenti linguistiche e culturali di questa città. Sarebbe compito delle realtà democratiche, slovene e non, ragionare insieme sul futuro utilizzo dell'edificio in una Trieste Plurale.

Essendo nato il Narodni Dom come luogo di aggregazione e partecipazione e diventato poi simbolo di violenza e soprusi subiti, potrebbe opportunamente aprire i suoi spazi ad altre comunità storiche e di recente insediamento presenti in città, a realtà democratiche, giovanili e non, impegnate a costruire una cultura di costruttiva convivenza. Affinchè Trieste diventi davvero un laboratorio di pace, in sintonia con i valori della Costituzione italiana e contribuisca a irrobustire gli ideali di un'Europa unita che argini tentazioni sovraniste e razziste.

Proprio qui infatti si fermerà la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza il 26 febbraio 2020 dopo aver attraversato più di 90 paesi di tutti i continenti: alle ore 16.00 in piazza Oberdan in un flash mob i marciatori e i cittadini comporranno insieme il simbolo della pace, alle ore 17.00 nell'Aula Magna del Narodni Dom l'équipe base internazionale illustrerà i motivi e gli obiettivi della Marcia: tra di essi l'attivazione delle Ambasciate di Pace con le quali contribuirà a consolidare Trieste come capitale di incontri e scambio interculturale. Centro Italo Sloveno - Ente italiano per la conoscenza della lingua e della cultura slovena

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Sede originaria nel 1970 in via San Francesco 20 III piano, dal 1976 sede storica in via Valdirivo 30 II piano, ora sede provvisoria in via Valdirivo 15/b.

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