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Raffaele Carcano (a cura),“LE VOCI DELLA LAICITÀ”, EDUP, euro 15

Recensione di Antonia Sani

“Le voci della laicità” è il bel titolo di un volume di circa 300 pagine pubblicato da Edup Roma nello scorso mese di febbraio per iniziativa della Consulta per la libertà di pensiero e la laicità delle istituzioni del Comune di Roma. (1)

Si tratta di 22 saggi sui grandi temi della laicità, scritti da autori e autrici impegnati /e in altrettante associazioni laiche facenti parte della Consulta.

Gli autori e le autrici:

M.A.Manacorda, F.Coen, F.M.Colorni, A.Buttaglieri, L.Campagnano, A.Baraldi Sani, V.Pegna ,G.Fornari, A.Cardente, M.Staderini, F.Patané, L.Pesce, A.M. Agugliaro, M.Barbalato, F.Galluccio, G.Ercolessi, A.Maccarrone, E.Spinelli, M.Fumo, C.Flamini, G.C.Vallocchia, V.Pocar, M.Zela.

Le aree d’intervento:

Concordato, Definizioni (laicismo e laicità), Discriminazioni, Donne, Educazione, Ricerca scientifica, Europa, Eutanasia,Testamento biologico, Famiglia, Procreazione responsabile, Omosessualità, Unioni civili, Finanziamenti alla religione, Libertà religiosa, Ritualità, Memoria storia, Relativismo.

Al prof. Sergio Lariccia è stato attribuito il compito non facile di introdurre lettori e lettrici in terreni così specifici facendone emergere il filo rosso che li accomuna rappresentato dal punto di vista laico.

Il volume è completato da una breve antologia di scritti sulla laicità a partire dall’epoca medioevale, testi rappresentativi di culture europee e di popoli orientali curata da Raffaele Carcano,giovane studioso al quale va il merito principale della struttura dell’opera. In appendice, oltre a una preziosa guida bibliografica “per ulteriori approfondimenti” a cura del prof. Sergio Lariccia, trovano posto il protocollo d’intesa sull’istituzione e il funzionamento della Consulta, e schede biografiche riferite agli autori e alle autrici, nonché alle associazioni della Consulta.

L’importanza di “Le voci della laicità” sta nella varietà e nell’ampiezza dei temi trattati, spesso con riflessioni originali e accenti critici nei confronti delle istituzioni civili della nostra Repubblica, incapaci di garantire concretamente il rispetto dei valori laici .

Il volume può essere acquistato tramite email a cristina@edup.it indicando il numero di copie e il proprio indirizzo; versamento su bollettino conto corrente postale n.35524008 (15 euro a copia) intestato EDUP srl. Invio Ricevuta c/c via fax 06. (Antonia Sani)



(1) La Consulta è nata nel 2004 con un protocollo d’intesa sottoscritto dalla consigliera Franca Eckert Coen delegata del sindaco ( Walter Veltroni) alle Politiche della Multietnicità e i rappresentanti di associazioni laiche con sede a Roma. (Precedentemente era stata istituita una Consulta delle religioni che prendeva le mosse da un tavolo interreligioso al quale avevano aderito alcune confessioni religiose presenti nella capitale, ad eccezione della Chiesa cattolica (!) ).

Alla “Consulta per la libertà di pensiero e la laicità delle istituzioni” parteciparono subito in gran numero associazioni laiche , atee, agnostiche, che per la prima volta trovavano una sede di confronto e di iniziativa per lavorare insieme.

L’impresa dimostrò tuttavia alcune difficoltà a livello operativo. Associazioni gelose del proprio “livello di laicità”, orientate verso diversi settori di attività (scuola, diritti umani, laicità delle istituzioni, recupero della memoria storica del Risorgimento….), ciascuna intenzionata a imporre le proprie priorità, non potevano non incorrere in litigiose contrapposizioni. Collaborare o no con la Consulta delle religioni? E se sì, limitatamente a quali ambiti? Inoltre, l’essere la Consulta un’emanazione del Campidoglio presenta aspetti positivi e negativi insieme.. Positivi, perché il Comune dà indubbiamente un sostegno (assai minimo, in verità) in termini di servizi, e in più la consigliera delegata è in grado di presentare subito in Consiglio Comunale le istanze emerse dalle riunioni; negativi perché la Consulta è nel suo insieme dipendente dall’iniziativa della sua presidente. L’impressione di alcune associazioni più battagliere è che questo organismo serva un po’ come fiore all’occhiello per il Comune facendo da contraltare alla “Consulta delle religioni,” senza godere dell’autonomia –ad es.- della “Consulta torinese,” la quale è del tutto esterna alle istituzioni e quindi più libera di agire ….

Va comunque affermato senza mezzi termini che un risultato positivo la Consulta lo ha raggiunto promuovendo la pubblicazione di quest’importante volume.

(A.S.)

(21-9-2006)