Lo Scaffale

Piero Meucci, ETTORE BERNABEI IL PRIMATO DELLA POLITICA (LA STORIA SEGRETA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEI DIARI DI UN PROTAGONISTA)

Di Recensione di Pierino Marazzani | 11.08.2021


Marsilio, Venezia, 2021, pagine 358, euro 17,00

Il libro andrebbe reintitolato “Ettore Bermabei il primato del Vaticano” in Italia, a causa di decine di sue pesanti ingerenze nella nostra vita politica, perfettamente documentate in questo libro dal 1966 al 1981, tratto dai diari di questo alto esponente democristiano (1921-2016):

–     nel 1966 si accenna ad una legge sulle scuole materne “contro cui si erano scagliati i vescovi”

–     nel 1968 in una crisi di governo “c'è di mezzo anche la pressione d'Oltretevere” e lo stesso Bernabei è definito “ambasciatore informale del Vaticano”

–     nel 1969 il Vaticano si oppone alla legge sul divorzio in discussione in Parlamento poiché “Il Concordato fa parte della Costituzione, dunque la legge è incostituzionale”

–      nel 1970 “il Vaticano resta fermo sulla posizione intransigente della violazione del Concordato, con una nota dettagliata del papa a Rumor” e addirittura “il papa fa sapere di non disapprovare il tentativo” di svuotare la legge sul divorzio trattando con i comunisti

–     nel 1973 Bernabei scrive che “tutti i laicisti di estrazione capitalista o comunista ritengono che i democristiani siano perennemente guidati dal Vaticano”

–     nel 1974, a proposito del referendum sul divorzio, il Vaticano oscilla “da una posizione di apparente distacco dalle scelte del partito a un vero e proprio ultimatum” alla DC, per cui in vista di una nuova legge che eviti il referendum “la DC si consulterà con chi di dovere (Santa Sede)”, “Fanfani vuol conoscere il parere della Santa Sede” poi “Rumor chiede a Fanfani di andare dal papa per chiedergli un'autorizzazione a non fare il referendum”!! Le ingerenze sono chiarissime per cui infine “bisogna fissare la data, lo vuole il Vaticano”

–     la RAI concorda sempre col Vaticano ogni trasmissione che lo riguarda come scrive lo stesso Bernabei a proposito di un presunto attacco del papa contro la RAI: “le trasmissioni erano state concordate preventivamente con chi di dovere e che quella trasmessa era stata rivista e autorizzata dal Centro cattolico italiano”

–     in più passi del diario sono commentate le sue visite in Vaticano e Castel Gandolfo, telefonate e altri contatti con potenti cardinali e monsignori il cui fine era chiaramente quello di recepire le continue ingerenze politiche clericali

–      risulta addirittura che Fanfani inviò un questionario al cardinal Benelli (1921-1982) per “verificare le posizioni della chiesa” sui rapporti politici col PCI e su “Chi deve guidare la DC? Risposta: Fanfani con la collaborazione di tutti gli altri”

–     nel 1975 risulta un “monito diplomatico della Santa Sede” contro la linea aperturista di Moro al PCI: “La minaccia non potrebbe essere più esplicita”!! Il ricatto del Vaticano è evidente: “sta sorgendo una presenza autonoma dei cattolici parallela alla DC” aizzata dalla destra clericale

–     nel 1978 risulta “una severa requisitoria alla dirigenza DC” fatta da un inviato del Vaticano in una riunione privata alla Certosa di Firenze, subita in silenzio ossequioso dai suoi alti dirigenti

–     nel 1979 il Vaticano ritiene che un’eccessiva presenza della sinistra democristiana in Parlamento sia pericolosa: “Benelli ritiene che tale progetto vada contrastato con ogni mezzo sapendo che questo è anche il pensiero del papa” Giovanni Paolo II.

L'uso dei termini “con ogni mezzo” indica chiaramente il placet papale all'assassinio di Moro, per recidere definitivamente “un cordone ombelicale, quale era quello Montini-Moro”

–     la segreteria di Stato vaticana ribadisce che auspica “possibili combinazioni parlamentari per esempio della DC con PSDI e PRI” più ingerenza di così!

–     Nel 1980 “Il papa è d'accordo” dopo un colloquio segreto di ben 45 minuti tra Wojtyla e Fanfani in cui si ottiene l'autorizzazione pontificia ad un futuro governo Craxi. Assolutamente grottesca appare la frase in cui i due capi cattolici auspicano una “società basata sulla dignità dell'uomo” quando in quegli anni a migliaia, 5.000 circa solo negli USA, i preti stupravano minorenni con la connivenza dei loro politici, magistrati e poliziotti (1). Inutile dire che nel libro non c'è un rigo sul problema dei preti pedofili, i democristiani non potevano non sapere ma tacquero sempre!

È altrettanto inutile dire che in tutto il diario non si riscontra nemmeno un briciolo di vergogna per una grande nazione come l'Italia sottoposta a così pesanti ingerenze da un microscopico Stato estero.

Da approfondire è la misteriosa frase sui “grossi massaggi” in Vaticano subiti da Rumor e Leone nel 1973. Essendo entrambi fin da giovinetti attivi nelle organizzazioni cattoliche non si può a priori escludere alcunché.

Le vere origini della loggia clerico-fascista P2 gestita dall'ex repubblichino Licio Gelli si possono trovare in una eloquente frase del 1958 che identifica nei cardinali Ottaviani e Tardini e nei nipoti di papa Pacelli i promotori di “una feroce opposizione di destra”. L'aggettivo “feroce” non è usato a caso!                            Nel 1963 un riferimento alle manovre politiche del reazionario cardinal Siri lascia intendere che anche lui possa essere uno dei padrini di Licio Gelli. Anche il cardinal Casaroli definito “punto di riferimento costante nella contrapposizione al marxismo” potrebbe aver appoggiato la P2. Nel diario Gelli è chiamato “l'Insonne” ma potrei sbagliarmi, non vedo però chi altro possa essere così bene informato e introdotto nella politica italiana, ma il cui vero nome non possa essere fatto circolare a causa soprattutto dei suoi imbarazzanti trascorsi repubblichini e militaristi.

I partiti laici in quegli anni si limitano ad impedire il finanziamento delle scuole e università cattoliche e a condurre gloriose battaglie parlamentari pro divorzio e aborto. Talvolta osano addirittura criticare la RAI per il suo filo-clericalismo: nel 1963 Saragat l'attaccò ritenendola “organo di diffusione della politica vaticana”. Mai frase fu più vera, non per caso noi laicisti l'abbiamo rinominata Radio Apostolica Italiana.                                 Il diario documenta un breve tentativo di creare un “fronte laico” nel 1977 proposto da “esponenti socialisti e qualche comunista ma il tentativo fallì”.

Anche questo libro documenta i legami fra neofascismo e Democrazia Cristiana:

–     si accennano alle “conoscenze del vecchio leader popolare Zoli con Rachele Guidi e altre persone della famiglia Mussolini” inserite in un dossier fatto su ordine del ministro democristiano Tambroni che fu poi presidente del Consiglio con i voti del MSI, protagonista di un’“avventura totalitaria clerico-fascista”

–     la DC nel 1959 sarebbe stata in mano a una segreteria succuba della “destra padronale e fascista”

–     la moglie di Fanfani ospita in casa sua il vecchio leader democristiano La Pira mentre rilascia un’intervista a “un mensile dell'estrema destra vicina ai neofascisti” nel 1965

–     il testo ricorda come i voti dell'MSI furono “determinanti” per eleggere il presidente della Repubblica Leone

–      il testo ricorda anche come la legge sul divorzio fu approvata col “voto contrario” della Democrazia Cristiana e dell'MSI

 

Riesaminando tutti i contatti tra Dc e Vaticano citati nel libro risulta in maniera inequivocabile come cardinali e monsignori fossero sempre preoccupati da una eventuale presa di potere comunista in Italia ma mai per un possibile golpe fascistoide!

Il costante ruolo retrivo del Vaticano indusse Aldo Moro a fare

“una apocalittica filippica contro la Chiesa e i vescovi che non hanno capito la situazione italiana e mondiale e vogliono riportare i cattolici italiani indietro di mille anni” alleandosi anche con i neofascisti in occasione del referendum contro il divorzio del 1974. Tale discorso di chiaro significato anticlericale fatto in una riunione riservata di alti esponenti democristiani, una volta risaputo in Vaticano, potrebbe aver provocato aspri risentimenti con l'attivazione di un complotto con depistaggi ai suoi danni, orchestrato all'insaputa del papa dalla P2.

La mancanza dell'Indice dei Nomi rende il testo un po' difficile da inquadrare. Le foto riportate dimostrano le sue potenti entrature in Vaticano e quindi l'autorevolezza e l'affidabilità delle notizie riportate nel libro.

Pierino Marazzani, luglio 2021

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