Lo Scaffale

Pierino Marazzani, IL RAZZISMO NELLA STORIA DELLA CHIESA. DUEMILA ANNI DI AMBIGUITÀ, COMPLICITÀ E CONNIVENZE Edizioni Formamentis, Roma, 2020, pagine 135, euro 9,50

Di Chiroli Palmira | 16.11.2020


Saggio storico tascabile, corredato da bibliografia di circa 130 testi e consultazione sistematica di ampie opere enciclopediche sul mondo clericale come il Dizionario Storico dell'Inquisizione.

Ogni affermazione è rigorosamente basata su note bibliografiche poste alla fine di ogni capitolo. Nell'Introduzione si denuncia come la peggio gioventù cresciuta a slogan salviniani affonda le sue radici nel catechismo in versione integralista predicato da preti di destra e spesso tollerato dalla gerarchia clericale che non vuole giocarsi i milioni di fedeli che votano i partiti razzisti.

È esistito un razzismo paleocristiano-medievale antisemita, contro popoli vari e le donne dei quali è facile rilevarne l'origine in precisi passi biblici ed evangelici citati nel testo. Nel Medioevo era prevista addirittura la pena di morte per i casi, pur rarissimi, di matrimoni misti con gli ebrei. Tali norme razzistiche ricordano chiaramente quelle nazifasciste antisemite e contro neri e mulatti.

Nell'Età Moderna il razzismo clericale permane immutato e le diffamazioni di tipo razzistico contro le genti di paesi vittime di spietate colonizzazioni sono all'ordine del giorno. Ad esempio nell'Enciclopedia Cattolica si accusano i cinesi di essere superstiziosi e avidi: tale sparata clericale da parte di un culto che venerava il cosiddetto “prepuzio di Cristo” nel viterbese fa solo ridere! Quanto all'avidità, basta leggere la Divina Commedia dove Dante così accusa certi papi: “voi rapaci per oro e per argento avolverate” (Inferno XIX, 2-4).

Il razzismo clericale nel XX secolo è attestato perfino da Andreotti in vari suoi testi ricchi di notiziole curiali che solo un laico come lui, introdottissimo in Vaticano, poteva sapere e osare riferire al grande pubblico. Le ambigue connivenze e talora complicità col razzismo nazi-fascista sono ben documentate: i negativi comportamenti di Pio XI e Pio XII sono del tutto indifendibili, ravvisando un peggioramento dei famosi “silenzi” con papa Pacelli. Il razzismo propagandato dal cattolico Hitler, da piccolo fu regolarmente battezzato e cresimato, fu una radicalizzazione fanatica stragista del bimillenario incancrenito razzismo antisemita cristiano!

Ma anche dopo il 1945 si osserva un razzismo clericale volto soprattutto a salvare e promuovere i razzisti italo-tedesco-croati da ogni procedimento penale e amministrativo e ad occultarne gli scritti compromettenti, anche grazie ai regolamenti scolastici che negano alla materia “Storia” ogni dignità autonoma. Comunque, ad esempio, i gesuiti nel 1946 si decidono finalmente dopo circa 400 anni di rigoroso razzismo antisemita, ad abolire il requisito della “purezza di sangue” da antenati ebrei entro la quarta generazione per accedere al loro ordine religioso!

Si presentano alcune truci figure di preti razzisti, sospesi e isolati dal Vaticano, ma non troppo!

Dopo il 2000 la chiesa produce una nuova forma di razzismo contro la comunità Lgbt e contro gli immigrati, trescando più o meno apertamente con i razzisti della Lega di Salvini, spesso difeso da potenti cardinali, nonostante le sue sparate razziste al massimo grado!

Nelle “Conclusioni” l'Autore cita le dichiarazioni della senatrice Liliana Segre a proposito delle complicità statali con i razzisti, dietro le quali c'è comunque sempre la destra clericale.

Se i papi vogliono essere credibili nelle loro affermazioni umanitarie verso gli immigrati e altre minoranze, si decidano una buona volta a fare una precisa e inequivocabile enciclica antirazzista fuori dalle solite ambiguità, ma ciò è impossibile in quanto si giocherebbero il favore di milioni di elettori leghisti e affini e di migliaia di preti razzisti-xenofobi.

Chiroli Palmira, settembre 2020

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