rassegna stampa

29.5.2019, LAICITÀ DELLA SCUOLA news, maggio 2019,

Di Redazione | 29.05.2019


Maggio 2019

Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della scuola. Redazione: Marco Chiauzza, Grazia Dalla Valle, Daniel Noffke, Cesare Pianciola, Stefano Vitale.

Fanno parte del Coordinamento: AEDE (Association Européenne des Enseignants), AGEDO, CEMEA Piemonte, CGD Piemonte, CIDI Torino, COOGEN Torino, CUB-Scuola, FNISM, Sezione di Torino "Frida Malan", MCE Torino.

Portavoce del Coordinamento e referente per le superiori: Fulvio Gambotto (339 5435162)

Referente per gli altri ordini di scuola: Silvia Bodoardo (329 0807074)

UN COMMENTO GRAFICO AI RISULTATI DELLE EUROPEE

(Immagine da Topolino e il mistero di Macchia Nera, 1939)

UNA SINTESI DAL “MANIFESTO” DEL 27.05.2019:

L’Europa non si astiene, sale l’affluenza e la frammentazione del Parlamento che perde la sua vecchia maggioranza Ppe-S&D. Volano i verdi e crescono i liberali, il Psoe frena la discesa dei socialisti. L’estrema destra vince in Italia, Francia, e Ungheria.

Incoronato Salvini, guadagna Fdi, Fi sotto il 10. Crollano i 5Stelle, mentre il Pd risale la china. Male la sinistra.

Editoriale:

Insegnante sospesa a Palermo perchè i suoi alunni hanno accostato il decreto sicurezza Salvini alle leggi razziali del 1938.

Un commento di Ermanno Ferretti@scrip:

Scatta l'ispezione ministeriale: vengono interrogati i ragazzi, la prof e mezza scuola.

Visto che non esiste il reato d'opinione, se ne inventano uno a caso pur di punire quell'insegnante: la prof viene sospesa per "omessa vigilanza".

Non contenti, arriva pure la Digos a indagare. [...]

Tutto questo per cosa? L'intento della Lega pare quello di lanciare un duplice  messaggio:

a) occhio, ragazzi, perché se pensate delle cose che non ci piacciono vi mandiamo la Digos in classe;

b) occhio, prof, perché se i vostri studenti pensano cose negative sul governo ce la prendiamo con voi.

Ora, io ho studenti di tutti i tipi. Certi si professano comunisti, certi leghisti, certi berlusconiani (sì, ci sono ancora)... di tutti i tipi. E ne ho avuti anche di (sedicenti) fascisti. Quando in storia fanno paragoni arditi o assurdi, spiego loro che secondo me sono arditi e/o assurdi, e per quali motivi. Ma non mi sono mai permesso di censurare le loro idee, se non quando erano razziste o violente.

Sono convinto che insegnare significhi insegnare a ragionare meglio; ma per ragionare meglio, bisogna partire da quel che si è, dal modo magari sbagliato e fallace in cui si ragiona ora. Pertanto anche dagli errori o dai presunti errori, che vanno espressi.

Non ho visto il video dei ragazzi di Palermo, ma se l'hanno fatto loro, loro ne sono responsabili. E se hanno detto che per loro alcune scelte di Salvini ricordano quelle di Mussolini, è una loro opinione (tra l'altro sostenuta anche da vari intellettuali) di cui si può discutere, ma che comunque è tutta loro.

Perché un prof dovrebbe essere responsabile di quello che liberamente pensano i suoi alunni, giusto o sbagliato che sia? E in ogni caso: da quando pensare è diventato un reato?

(Twitter.com, 16 maggio 2019)

UN DOCUMENTO DEL CIDI: LA SCUOLA, UN BENE PREZIOSO

Sono passati alcuni giorni da quando è avvenuta l’ormai nota vicenda che ha coinvolto la professoressa Dell’Aria di Palermo. Ci troviamo di fronte a una gravissima prevaricazione da parte dell’amministrazione scolastica, che, in seguito un’ispezione, non ha esitato, con inaudita arroganza, a sospendere la professoressa.

In tutta questa storia sono stati lesi i diritti dell’insegnante, degli alunni e dell’intera comunità di quella scuola. Come sappiamo, in questi giorni c’è stata la protesta di intere scuole in tutto il Paese, in un crescendo che ha visto un primo momento di mobilitazione condivisa martedì 21 maggio e che ha dato vita al cosiddetto teacher’s pride, durante il quale vengono letti gli articoli 21 e 33 della Costituzione.

Per dare ancora più voce alla protesta, i sindacati della scuola, che stanno organizzando presidi in tutte le città, hanno indetto una manifestazione nazionale a Palermo per il prossimo venerdì 24 maggio. Infine, si sono raccolte oltre 150.000 firme in pochissimo tempo per chiedere la revoca del provvedimento e il reintegro della professoressa, richiesta che poi è stata formalmente portata avanti dal Consiglio Comunale di Palermo, con un ordine del giorno votato all’unanimità. Alla luce di tutto questo ci sembra importantissimo ribadire che quello che succede in una scuola, in una classe, nell’unicità e nella complessità in continua evoluzione della relazione bilaterale insegnante/alunni, è qualcosa che va difeso come un bene prezioso. Per questo la Costituzione garantisce la libertà di insegnamento. Oggi noi diciamo che, alla luce delle trasformazioni tecnologiche e nell’era dei social network, l’attività nella scuola deve essere ritenuta un dato sensibile e come tale va tutelata, non solo dalla società nel suo insieme, ma dalla legislazione corrente, proprio perché costituisce un bene per tutti, in applicazione dell’art. 33 della Costituzione.

Chiediamo quindi che le forze politiche e tutti coloro che condividono quest’impostazione si facciano carico di avviare un processo in questo senso. Noi per parte nostra ci impegniamo ad approfondire la riflessione in questa direzione e a farci promotori di iniziative su questo terreno.

Come hanno già detto in molti, siamo di fronte a una vera e propria ferita democratica, che non riguarda solo la scuola, riguarda tutti.

La scuola in questo momento ha l’enorme responsabilità di portare avanti una battaglia per la democrazia nell’interesse generale. Per tutte queste ragioni facciamo nostra la richiesta di annullare il provvedimento nei confronti della professoressa Dell’Aria, e invitiamo tutti i colleghi del Cidi ad aderire e a partecipare a tutte le manifestazioni di protesta convocate in questi giorni.

Roma, 23 maggio 2019

RED.

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In evidenza:

La Camera ha approvato il disegno di legge che reintroduce l’educazione civica come materia con voto autonomo.

Il nuovo insegnamento sarà trasversale e inserito nel curricolo di istituto per un numero di ore non inferiore a 33 annuali. Sarà oggetto di valutazioni periodiche e finali.

Il testo unificato è stato pubblicato sul sito della Camera e fra i primi punti prevede anche l’abrogazione dell’art. 1 del D.L. 137/2008 (L. 169/2008). Quest’ultimo aveva introdotto a partire dall’anno scolastico 2008/2009 l’insegnamento della materia Cittadinanza e Costituzione.

Il testo si compone di 12 articoli, l’ultimo dei quali reca la clausola di invarianza finanziaria nell’applicazione della nuova legge, anche se sono previsti 4 milioni di euro l’anno per la formazione dei docenti.

L’insegnamento trasversale dell’educazione civica è attivato nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, a partire dal primo settembre successivo all’approvazione della legge; prevede 33 ore annuali (un’ora a settimana) da ricavare nell’ambito dell’attuale monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti; è impartito, anche in contitolarità, da docenti della classe e, ove disponibili, da docenti abilitati nell’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche; sarà valutata in decimi, in seguito alla proposta della nuova figura del coordinatore, che la formulerà acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti interessati dall’insegnamento.

Nella scuola dell’infanzia saranno avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile.

Il testo passa all'esame del Senato.

Per introdurre la nuova materia verranno sottratte ore di insegnamento ad altre discipline: quali materie si ridurranno?

Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono definite Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, che individuano obiettivi specifici di apprendimento, con riferimento a: Costituzione italiana; istituzioni nazionali, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; educazione alla cittadinanza digitale, anche per valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti e per essere consapevoli di come le tecnologie digitali possono influire sul benessere psicofisico e sull’inclusione sociale, con particolare riferimento ai comportamenti riconducibili a bullismo e cyberbullismo; elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro; educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; formazione di base in materia di protezione civile. Sono altresì promosse l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva.

(E chi più ne ha ne metta... Sul prossimo numero pubblicheremo riflessioni e commenti su storia ed educazione civica)

DA:https://www.orizzontescuola.it/

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LA MADONNA IN HOC SIGNO VINCES

http://www.italialaica.it/forum/59723 | 19.05.2019

A Salvini deve essere apparsa la Madonna In hoc signo vinces. Un po’ scettico, il vescovo Eusebio di Cesarea riferisce, poiché a raccontarglielo fu l’imperatore stesso, che Costantino rivoltosi in preghiera alla divinità, ebbe la visione in cielo della scritta ἐν τούτῳ νίκα. Nella notte successiva, all’imperatore sarebbe apparso Cristo per ordinargli di adottare come proprio vessillo il segno che aveva visto in cielo. Qualcosa del genere deve essere capitato a Matteo Salvini. Il ministro, poiché è modesto e riservato, si è limitato a dire che affida l’Italia al cuore immacolato di Maria, sicuro che la Madonna lo porterà alla vittoria. Deve aver visto in cielo i grani luminosi di un rosario. Non lo ha detto, perché è modesto e riservato, ma chi può escludere che non gli sia apparsa la Madonna di Fatima?

Però al cuore immacolato di Maria già furono affidati il Portogallo e la Russia, e Giovanni Paolo II al cuore immacolato di Maria affidò il mondo intero. Era il 25 marzo del 1984. La storia riporterà quest’altra data importante: 19 maggio 2019, giorno in cui Matteo Salvini affidò l’Italia al cuore immacolato di Maria. Gli allocchi credono alla sincerità del buon Matteo, molti criticano il buon Matteo. Nessuno ride. E questa è la cosa preoccupante.

Renato Pierri

INDIETRO TUTTA! In Alabama approvata una legge che vieta alle donne di interrompere una gravidanza, anche in caso di stupro e incesto, colpendo i medici che praticassero laborto con pene fino a 99 anni di carcere.

La legge, approvata da Camera e Senato, è stata firmata dalla governatrice Kay Ivey. Moltissime le proteste in tutti gli Stati Uniti, da parte di associazioni per i diritti delle donne, personalità politiche e dello spettacolo.

https://www.nev.it/nev/2019/05/17/aborto-vietato-inalabama-

usa-pastore-barber-ipocrisia-e-regresso/

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Con Radio Radicale, contro tagli e bavagli: il 28 maggio presidio in piazza Montecitorio

«La decisione assunta dal solo gruppo del Movimento 5 Stelle di impedire la discussione e il voto sulla proroga della convenzione con Radio Radicale e sugli emendamenti sul fondo per il pluralismo dell'informazione è grave e non può trovare giustificazione alcuna. Chi ha negato la discussione, per paura di un libero voto del Parlamento, punta a oscurare le voci delle differenze e a colpire il pluralismo dell'informazione. Una decisione ancora più inquietante perché ha deliberatamente scelto di non ascoltare i ripetuti appelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di ignorare l'invito dell'Agcom a rinnovare la convenzione in attesa della riforma del settore». Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana.

La Fnsi, che ha già ricevuto dal Consiglio nazionale e dall'assemblea dei comitati di redazione il mandato a utilizzare tutti gli strumenti di lotta per bloccare i tagli e i bavagli, chiede ad ogni singolo parlamentare di porre la questione in aula e di rivendicare il diritto a potersi esprimere su una materia che investe direttamente l'articolo 21 della Costituzione.

«Il tentativo di soffocare Radio Radicale e di colpire il Manifesto, l'Avvenire, le cooperative di giornalisti e le voci delle minoranze e delle differenze – incalzano Lorusso e Giulietti – è solo il primo passo verso l'obiettivo di abrogare la funzione critica e il ruolo dei giornalisti. Questo progetto può e deve essere contrastato oltre ogni logica di parte e di partito. L'auspicio è che tutti i media diano voce alle preoccupazioni e alle proteste delle redazioni che rischiano di essere 'oscurate'».

La Giunta esecutiva della Fnsi e la Consulta delle Associazioni regionali di Stampa ne discuteranno in una riunione straordinaria convocata dal segretario generale Lorusso per martedì 28 maggio. La riunione proseguirà in forma pubblica nel pomeriggio della stessa giornata, a partire dalle ore 15, in piazza Montecitorio, dove in concomitanza con i lavori dell'aula della Camera si terrà un presidio per chiedere che l'Assemblea dei deputati possa pronunciarsi sugli emendamenti.

@fnsisocial

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→ UN RICORDO DI GIUSEPPE PANELLA

Ci ha lasciati Giuseppe Panella. Si era laureato con Remo Bodei presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha insegnato. Ha studiato la nozione di sublime (Prove di sublime e altri esperimenti. Letteratura e cinema in prospettiva estetica, Clinamen, 2013) ed è autore di monografie su Arbasino, Dürrenmatt, Foucault (in collaborazione con Giovanni Spena), Zola e Pasolini. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, vincendo anche il Fiorino d'oro del Premio Firenze. Ha collaborato con la rivista «école» e con la sezione torinese della Fnism. Nel 2013 inviò un testo per il Laboratorio di filosofia Fnism su Rousseau (notevole il suo saggio Jean-Jacques Rousseau e la società dello spettacolo, Pagnini, Firenze 2010). Era una persona che univa una vastissima cultura all'impegno politico e a una cordiale disponibilità a tenere stretti rapporti tra università e scuola. Ci mancherà.

(CP)

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→ UNIONE CULTURALE FRANCO ANTONICELLI

A giugno, l'Uc cura il ciclo di incontri Dire, fare, sovvertire il genere presso il Polo del '900 che si terranno tutti i giovedì nell'ambito del progetto Polo Presente. Si comincia il 6 giugno alle 18 in Sala Novecento (via del Carmine 14) con una lecture del linguista Luca Greco (Université de Metz) dal titolo: Insurrezioni linguistiche: il linguaggio come risorsa politica ed estetica in contesto femminista. Si prosegue il 13 giugno con un laboratorio pratico su genere e vita quotidiana condotto da Marco Pustianaz.

Iscrizione obbligatoria, vedi programma

Programma | Evento Facebook.

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→ CENTRO STUDI PIERO GOBETTI ( centrogobetti.it)

- IL POTERE TRA DUE SECOLI

28 maggio | H. 17.30 | Centro Gobetti (Via A. Fabro 6, TO)

Relazione di Pietro Polito su Omnicrazia: potere e nonviolenza in Aldo Capitini.

- 29 maggio | H. 17 | Fabbrica delle “E” (Corso Trapani 91/b, TO) |

Ingresso ad inviti

LE STAGIONI DI BIANCA. TRIBUTO IN PAROLE, IMMAGINI E MUSICA A BIANCA GUIDETTI SERRA

Si avviano le attività del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Bianca Guidetti Serra con la presentazione del programma delle celebrazioni. Evento caratterizzato da uno spettacolo multimediale con esecuzione live di una colonna sonora originale, letture di diari inediti e di testi su Bianca, proiezioni di immagini e filmati sulla sua vita professionale e personale.

- 30 maggio | H. 18 | Polo del ‘900 (Sala Didattica-Via del Carmine

14, TO)

Poteri e contropoteri: intervento di Cesare Panizza

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→ CONVEGNO MCE

Venerdi, 31 Maggio 2019 (ore 8,30 / 116,30)

Sala Consiglieri, Palazzo Cisterna (Città metropolitana di Torino), via Maria Vittoria 12, Torino

CONVEGNO

IERI E OGGI ALLA RICERCA DELLE "INVARIANZE"

Esperienze, riflessioni per chi crede in una “EDUCAZIONE SCONFINATA”

a cura di Mariliana Geninatti Nuccia Maldera Donatella Merlo ( MCE Piemonte)

Intervengono: Michel Mulat (storico e ricercatore del Movimento Ecole Moderne, Francia) - Claude Altobelli (Amis de Freinet, Francia)

Giornata di studi rivolta a insegnanti ed educatori

Il MCE è soggetto qualificato dal MIUR per la formazione del personale della scuola Direttiva n° 170/2016 (R.Q. n° 753 1-dic-2016)

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→ AGEDO TORINO

Incontri ogni martedi sera dalle 20:30, esclusi i giorni festivi e prefestivi, presso CasArcobaleno, via Lanino 3, 10152 Torino (Zona Porta Palazzo). Se lo desideri puoi contattarci, ogni giorno, al numero: 388 95.22.971.

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IL LIBRO

Franco Sbarberi, Pensatori e culture politiche del Novecento italiano e dintorni, Edizioni Helicon, Arezzo 2018, pp. 299, € 18,00

Questo di Franco Sbarberi non è un volume organico, ma non è nemmeno una semplice raccolta di saggi. O, meglio, i saggi che lo compongono, scritti tutti negli ultimi quindici anni, rispondendo ad una unità di metodo e di ispirazione, vengono a delineare quasi una storia delle ideologie che hanno dato corpo e sostanza, spesso aspramente conflittuale, alla politica novecentesca. La centralità dei pensatori che hanno mosso l’interesse dell’autore è indubbia: chi se non Antonio Gramsci e Benedetto Croce, nella prima metà del secolo, o Norberto Bobbio, nella seconda, hanno saputo farsi interpreti di idealità politiche e visioni del mondo che hanno segnato nel profondo la nostra storia? Di Gramsci, Sbarberi approfondisce il pensiero e l’azione nel periodo della guerra (1914-1919), che coincide con quello della sua formazione intellettuale e politica; di Croce, il suo modo di coltivare un’opposizione morale al fascismo che fu elogiata anche da Piero Gobetti (un altro dei riferimenti ideali dell’autore di queste pagine) e che era tesa, prima di tutto, a salvaguardare la minacciata “autonomia dela cultura”; di Bobbio, il rapporto critico ma non liquidatorio con Karl Marx e quello altrettanto ambivalente con Croce. Se, infatti, i “motivi neoilluministici” presenti nel filosofo torinese cozzavano con l’idealismo crociano, è pur vero che il modo in cui i due concepivano il rapporto fra intellettuali e potere era meno lontano di quanto si possa immaginare. Entrambi si muovevano infatti lungo il crinale di una filosofia non monastica, cioè non rinchiusa in se stessa, aperta alla politica e all’impegno civile, ma non per questo partigiana, cioè disposta a prostituire la verità per obiettivi politici ritenuti superiori. Bobbio richiama la cultura azionista, a cui pure è dedicato un capitolo. In esso, Sbarberi sembra interessato a cogliere gli aspetti problematici della reductio ad unum di quello che giudica un arcipelago quanto mai composito di pensatori e idee, ma nel contempo ne individua l’eredità più viva nell’esigenza di coniugare libertà e giustizia sociale. I capitoli sul Sessantotto, di cui qui viene data una lettura originale fra lo storico e l’autobiografico, e quelli su Piero Calamandrei e Claudio Pavone, confermano l’ispirazione generale liberalsocialista del volume. Il quale si apre con una molto interessante, e sostanzialmente condivisibile, tassonomia delle culture politiche del secolo scorso.

Le sei famiglie culturali individuate sono, nell’ordine, quelle: dell’antagonismo sociale e del superamento del conflitto per via rivoluzionaria; dell’equilibrio sociale o dell’integrazione per via elitaria; della mobilitazione nazionalistica e della gerarchizzazione sociale; del blocco nazionalpopolare e del consociativismo di classe; del conflittualismo regolato e dell’alternanza politica; del dispotismo post-totalitario (a cui, volendo, se ne può aggiungere una settima: quella della conciliazione sociale per via religiosa). È evidente, anche se Sbarberi lo lascia solo intuire, che la partita dell’oggi si gioca fra gli ultimi due modelli, cioè fra la democrazia liberale e rappresentativa e il cosiddetto “populismo”. E che la battaglia forse trasformerà entrambi i contendenti. D’altronde, oltre ogni tassonomia, l’ultima parola nelle cose umane, e in primo luogo nella politica, è sempre quella della storia, che, al contrario di quel che pensavano le teologie politiche novecentesche, non segue altre traiettorie se non quella che imprime ad essa la libertà umana.

Corrado Ocone

(da “L'Indice dei libri del mese”, n. 10, ottobre 2018)

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IL FILM

DOLOR Y GLORIA

Regia: Pedro Almodovar

Principali interpreti:

Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano, Penélope Cruz, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Eva Martín, Susi Sánchez

Durata 113 min. – Spagna 2019.

L’apertura del film è insolita e originale: scorrono davanti ai nostri occhi gli eleganti disegni animati che illustrano l’anatomia umana, mentre la voce del protagonista, Salvador Mallo, di professione regista (Antonio Banderas, grandissimo alter ego di Almodovar) spiega l’interdipendenza dei nostri organi e accenna ironicamente alla difficoltà di trovare la giusta armonia fra loro: muscoli, scheletro, visceri e cervello sono strettamente collegati, così da risultare difficile comprendere se i nostri guai siano dovuti a improvviso incepparsi del meccanismo di funzionamento, o se dipendano invece da stati d’animo che ci portano a somatizzare le nostre paranoie.

Salvador ne sa qualcosa, infatti, ora che sta attraversando un momento difficile psicologicamente e che sta invecchiando nella malattia e nel dolore. È un cineasta famoso in difficoltà: una profonda crisi creativa, accompagnata da disturbi gravi, forse di origine organica, da tempo lo affligge (e lo apparenta a Marcello, l’immortale alter ego di Fellini in 8 e 1/2), privandolo delle idee necessarie per riconquistare il suo pubblico.

Il film alterna l’angoscioso presente con l’evocazione di un passato felice, quasi una recherche proustiana di sé, che passa attraverso il percorso a ritroso nel mondo favoloso della propria infanzia povera, nella casa di Paterna, sfondo della sua educazione sentimentale, e delle prime manifestazioni dei propri orientamenti sessuali, in cui la giovane madre, amatissima, (Penelope Cruz) aveva voluto trasferirsi per raggiungere il marito, emigrato per lavorare, nella Spagna ancora franchista e miserabile degli anni ’60.

Dal soffitto di quella grotta, Salvador vedeva solo piccoli quadrati di cielo, ma sognava e viaggiava con l’ immaginazione, alimentata dalle letture e dalla magia del cinema, per il quale egli aveva sempre nutrito un profondo e appassionato interesse.

Evocare quel cinema è riportare alla memoria la stagione dell’estate con i suoi afrori “di gelsomino e di pipì” in uno struggente e commovente viaggio di riconquista della propria identità, che gli fa ritrovare l’amicizia dell’attore Alberto Crespo, (Asier Etxeandia) e l’affetto profondo per Federico, primo vero e grande amore (Leonardo Sbaraglia) della sua vita.

La madre ormai vecchia (ora è Julieta Serrano), suo riferimento costante, da poco lo aveva lasciato per sempre: con lei egli aveva condiviso gioie e dolori nella bella e stravagante casa di Madrid; ora, davvero solo, si tormentava per non averle dedicato maggiormente il proprio tempo ed era assediato da sensi di colpa, forse inevitabili quando si perdono le persone che maggiormente si amano.

Un racconto semplice e tranquillo, senza colpi di scena, poetico e quasi intimo; una confessione a cuore aperto come forse non era mai accaduto, contenuta nei limiti di un rigoroso equilibrio formale che ci riporta alla mente i migliori mélo del regista, che con leggerezza gentile, sa come mantenere alta l’emozione del pubblico, che lo ripaga, alla fine della visione, con la commozione sorridente di chi da tempo attendeva da lui una nuova grande prova. Un grazie davvero sentito.

https://laulilla.wordpress.co m/

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Supplemento on line a “école”, Registrazione Tribunale di Como, 10 gennaio 2001;

direttrice responsabile Celeste Grossi.

diffuso via mail il 27/05/2019

Un commento

michele:

VA TUTTO BENE,MA SE NON SI NARRA QUELLO CHE AVVENNE IN ITALIA DA MAGGIO A SETTEMBRE 1943 I RAGAZZI NON POSSONO CAPIRE LA STORIA. CONFUSA OGGI DA MOLTE PARTI. ATTENZIONE QUELLO CHE AVVENNE ORA PER ORA, COMPRESE LE REPUBBLICHETTE O GLI ESERCITUZZI FONDATI DALLA SERA ALLA MATTINA