Rassegna stampa

LA LAICITÀ SAREBBE ISLAMOFOBA?

Di Pierre Galand | 02.05.2013


Gli autori delle opere che cer­ca­no di spie­ga­re l’i­slam si sfor­za­no spesso di fare ri­fe­ri­men­to al­l’i­slam dei lumi o al­l’ap­por­to delle ci­vil­tà ara­bo-mu­sul­ma­ne al pa­tri­mo­nio scien­ti­fi­co e cul­tu­ra­le mon­dia­le, col ri­schio di for­ni­re una sorta di giu­sti­fi­ca­zio­ne alla si­tua­zio­ne pre­va­len­te nel mondo ara­bo-mu­sul­ma­no di oggi.

Nei nostri paesi si col­ti­va­no di­ver­se idee equi­vo­che e con­fu­se in questo campo. Ci si può recare, ancora oggi, in qual­sia­si paese della sponda sud del Me­di­ter­ra­neo ed essere ac­col­ti con cor­te­sia, in­con­tra­re per­so­ne con un ele­va­to li­vel­lo cul­tu­ra­le, un’in­tel­li­gen­te con­sa­pe­vo­lez­za sugli av­ve­ni­men­ti di questo mondo, una vi­sio­ne del futuro, delle com­pe­ten­ze, uno spi­ri­to cri­ti­co… È quindi un pec­ca­to che, at­tra­ver­so i media, le im­ma­gi­ni e i fatti che ci sono tra­smes­si si nu­tra­no di un re­gi­stro sfa­vo­re­vo­le a questi popoli. È un danno non so­la­men­te per le re­la­zio­ni e gli scambi che noi ab­bia­mo in­te­res­se a in­trat­te­ne­re tra le due sponde, ma anche per coloro che, con te­na­cia, com­bat­to­no per far avan­za­re la de­mo­cra­zia e lo svi­lup­po in questi paesi.

Rispettare la fede

Im­pe­gno comune a far pro­gre­di­re la de­mo­cra­zia e la difesa dei di­rit­ti umani

È in­di­spen­sa­bi­le che l’Eu­ro­pa sia in grado di ri­co­strui­re un pro­get­to eu­ro-me­di­ter­ra­neo, pro­get­to ab­ban­do­na­to molto in fretta dopo gli ac­cor­di di Bar­cel­lo­na nel 1995, per li­mi­tar­si ai soli ac­cor­di di libero scam­bio eco­no­mi­co. Questi ac­cor­di fir­ma­ti tra l’U­nio­ne Eu­ro­pea e i paesi che si af­fac­cia­no sul Me­di­ter­ra­neo pre­ve­de­va­no espli­ci­ta­men­te un im­pe­gno comune a far pro­gre­di­re la de­mo­cra­zia e la difesa dei di­rit­ti umani fon­da­men­ta­li.

È un’ur­gen­za e la sola ma­nie­ra per com­bat­te­re l’in­ten­si­fi­car­si del raz­zi­smo e della xe­no­fo­bia negli uni e negli altri, cioè nello sguar­do re­ci­pro­co tra gli abi­tan­ti delle due sponde del Me­di­ter­ra­neo. È anche il solo modo per fre­na­re la re­cru­de­scen­za degli in­te­gra­li­smi re­li­gio­si e po­li­ti­ci che ani­ma­no una parte del mondo arabo, del mondo oc­ci­den­ta­le e di Israe­le.

L’in­te­gra­li­smo mu­sul­ma­no non ha niente da in­vi­dia­re al­l’in­te­gra­li­smo dei cat­to­li­ci del­l’O­pus Dei, del­l’Or­di­ne di Malta, dei Le­gio­na­ri di Cristo, né di certi evan­ge­li­ci pro­te­stan­ti, e non di meno a quello di una parte della chiesa or­to­dos­sa e dei suoi pope con­ser­va­to­ri. Tra i re­li­gio­si e i cre­den­ti delle di­ver­se cor­ren­ti mo­no­tei­ste esiste un numero con­si­de­re­vo­le di per­so­ne che, pur ri­ven­di­can­do la loro fede e la loro ap­par­te­nen­za re­li­gio­sa, sono con­vin­te della ne­ces­si­tà di ri­spet­ta­re le con­vin­zio­ni re­li­gio­se o fi­lo­so­fi­che dei loro vicini o dei loro con­cit­ta­di­ni. Noi, laici, che di­fen­dia­mo il di­rit­to di questi cre­den­ti a pro­fes­sa­re la loro fede in tutta li­ber­tà e il nostro di­rit­to al­l’a­tei­smo o al­l’a­gno­sti­ci­smo, dob­bia­mo ri­flet­te­re più at­ti­va­men­te su come con­di­vi­de­re in­sie­me una vi­sio­ne serena della se­pa­ra­zio­ne tra Chiese e Stato. Tra le nu­me­ro­se pro­po­ste laiche nes­su­na è contro la fede e le cre­den­ze di altri cit­ta­di­ni: che si tratti di ga­ran­ti­re il pro­ces­so della ri­cer­ca sulle cel­lu­le em­brio­na­li, di as­si­cu­ra­re una mag­gio­re ugua­glian­za di genere, di ga­ran­ti­re ad ogni umano più di­spo­ni­bi­li­tà e re­spon­sa­bi­li­tà di scelta re­la­ti­va alla ge­stio­ne del pro­prio corpo, delle sue scelte di vita e di fine vita… Queste pro­po­ste sono sempre og­get­to di ampio di­bat­ti­to de­mo­cra­ti­co aperto a tutte le opi­nio­ni. Non è nello spi­ri­to di nessun laico che si ri­spet­ti far votare leggi li­ber­ti­ci­de che ob­bli­ghi­no qual­cu­no ad agire contro la pro­pria co­scien­za. In nome della li­ber­tà in­di­vi­dua­le noi ne­ghia­mo a chiun­que il di­rit­to di er­ger­si a mae­stro as­so­lu­to e det­ta­re il nostro com­por­ta­men­to in nome di una verità ri­ve­la­ta. Coloro che ac­cet­ta­no di sot­to­met­ter­vi­si sono evi­den­te­men­te liberi di farlo, purché ri­spet­ti­no i di­rit­ti uni­ver­sa­li di tutti gli umani; non sono abi­li­ta­ti a im­por­re le loro scelte e le loro con­vin­zio­ni a tutta la co­mu­ni­tà.

Nessuna crociata laica

In­te­res­se comune di di­fen­de­re lo spazio per una cit­ta­di­nan­za non set­ta­ria

È per as­si­cu­ra­re questa con­vi­ven­za di pen­sie­ro e di scelte plu­ra­li che lo Stato dovrà essere im­par­zia­le. Esso ga­ran­ti­sce la li­ber­tà di pen­sie­ro e di­bat­ti­to al­l’in­ter­no dello spazio de­mo­cra­ti­co e fa ri­spet­ta­re le leggi ap­pro­va­te da as­sem­blee elette nel ri­spet­to delle con­ven­zio­ni in­ter­na­zio­na­li come la Di­chia­ra­zio­ne uni­ver­sa­le dei di­rit­ti umani e le con­ven­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to in­ter­na­zio­na­le e uma­ni­ta­rio. Si, c’è un’ur­gen­za, perché la ten­ta­zio­ne è grande, tra certe alte ge­rar­chie re­li­gio­se e adepti di di­ver­se sette, per esem­pio Scien­to­lo­gy, di uti­liz­za­re i sen­ti­men­ti re­li­gio­si per in­ve­stir­li in campo po­li­ti­co. Con­cen­trar­si sul­l’in­te­gra­li­smo mu­sul­ma­no, sot­to­va­lu­tan­do l’in­fluen­za evan­ge­li­ca, vet­to­re del crea­zio­ni­smo, o l’Opus Dei, brac­cio se­co­la­re del Va­ti­ca­no, sa­reb­be un grave errore. Peggio, ri­spon­de­re al­l’of­fer­ta di queste cor­ren­ti re­li­gio­se rea­zio­na­rie per com­bat­te­re l’i­slam ra­di­ca­le, in nome dei valori oc­ci­den­ta­li, sa­reb­be aprire la porta a po­pu­li­smi ri­schio­si.

La ri­spo­sta può essere tutto tranne una cro­cia­ta laica an­ti­re­li­gio­sa. Vi­via­mo in un’Eu­ro­pa sempre più se­co­la­riz­za­ta e nu­me­ro­si cre­den­ti hanno preso le di­stan­ze dalle ge­rar­chie, dai dogmi e dai testi sacri. Ge­sti­sco­no la loro fede con in­tel­li­gen­za e hanno uno sguar­do di­stan­te da chi vor­reb­be im­por­re loro un com­por­ta­men­to. Sono, an­ch’es­si, spi­ri­ti liberi in co­stan­te ri­cer­ca. È nel corso di questo cam­mi­no che noi do­vrem­mo po­ter­li in­con­tra­re per scam­bia­re con loro delle idee sui valori con­di­vi­si e sull’in­te­res­se comune di di­fen­de­re lo spazio per una cit­ta­di­nan­za non set­ta­ria, idonea a ne­go­zia­re il pro­gres­so della nostra so­cie­tà, nel senso della con­vi­ven­za pa­ci­fi­ca e del pro­gres­so del­l’u­ma­ni­tà.

Due esi­gen­ze a questo fine. La prima, smet­te­re di as­si­mi­la­re tutti i cre­den­ti a degli in­te­gra­li­sti, perché nu­me­ro­si tra loro vivono la loro fede pa­ca­ta­men­te. La se­con­da, essere noi stessi, in quanto laici por­ta­to­ri di una straor­di­na­ria storia di pro­gres­so delle idee, capaci di di­fen­de­re e di pro­muo­ve­re, nella tol­le­ran­za, una lai­ci­tà ca­ta­liz­za­tri­ce di di­rit­ti umani e de­mo­cra­zia.

Lot­tia­mo fer­ma­men­te, in Europa, af­fin­ché l’e­du­ca­zio­ne e l’in­se­gna­men­to ri­di­ven­ti­no un con­si­de­re­vo­le sup­por­to della lai­ci­tà. Di­fen­dia­mo la scuola pub­bli­ca come il luogo per ec­cel­len­za per l’ap­pren­di­sta­to della cit­ta­di­nan­za, dei valori del ci­vi­smo e del ri­spet­to del­l’al­tro nelle sue dif­fe­ren­ze. In quanto ge­ni­to­ri e nonni im­pe­gna­mo­ci con gli in­se­gnan­ti per una ri­for­ma del­l’in­se­gna­men­to dove i nostri ra­gaz­zi si ar­ric­chi­sca­no e fac­cia­no espe­rien­za di spi­ri­to cri­ti­co e libero esame.

Pierre Galand, pre­si­den­te della Fe­de­ra­zio­ne Uma­ni­sta Eu­ro­pea

Tratto dalla ri­vi­sta “Espace de li­ber­tés”.

Tra­du­zio­ne in ita­lia­no a cura di An­to­niet­ta Des­so­lis.

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