Editoriale

IL PD: UNA DC SENZA LA "C"?

Di Attilio Tempestini | 31.03.2021


Quali caratteristiche di fondo sono attribuibili, nel nostro paese, al Partito Democratico? Quella naturalmente di aderire ad un quadro, di democrazia liberale: certamente il PD non simpatizza per le attuali derive dell'Ungheria e della Polonia (dalle quali, invece, ampi settori del nostro parlamento non prendono le distanze). Va da sé però che tale caratteristica e la connessa etichetta, di "democratico" tout court, hanno una portata assai generale.

Consideriamo allora il profilo, che di questo partito delineano le dichiarazioni dei suoi dirigenti: sostanzialmente direi che si limitano a tre "ismi" cioè europeismo, atlantismo, riformismo. Tutti e tre richiederebbero, però, precisazioni. L'europeismo infatti segna sì una differenza, rispetto al nazionalismo -o sovranismo, con termine di attualità- ma può essere declinato in tanti modi: per esempio, nel Manifesto di Ventotene non è che si parlasse di Patto di Stabilità. L'atlantismo poi ha come base un Patto Atlantico in cui ci si richiama alla democrazia ed alle libertà individuali, ma che fu stipulato con la firma pure di una dittatura come il Portogallo; mentre negli anni seguenti, ecco che a quella NATO cui il Patto dette vita partecipa senza problemi anche la Grecia durante la cosiddetta dittatura, "dei colonnelli". Infine, riformismo significava un tempo muoversi per via non rivoluzionaria, in una prospettiva marxista o quanto meno di maggior uguaglianza sociale. Dagli ultimi decenni del secolo scorso, tuttavia, significa soprattutto cancellare i risultati che in tale prospettiva si erano conseguiti (quando non ha il significato spicciolo, di cambiare secondo la propria convenienza le leggi elettorali).

Ci si può chiedere, d'altra parte: ma europeismo ed atlantismo non erano riferimenti fondamentali della DC? La quale, nel contempo, qualche passo verso una maggiore uguaglianza sociale l'aveva pur mosso (già prima che nascesse negli anni '60, il centro-sinistra nell'originario senso del termine): si pensi, pur con i loro limiti, alla riforma agraria, alla Cassa del Mezzogiorno. La DC peraltro aveva un nome in cui il riferimento alla democrazia e quello al cristianesimo si affiancavano; un confronto fra PD e DC possiamo appunto svilupparlo in rapporto a tale secondo, riferimento.

Ebbene, nel PD senza dubbio non si trovano atteggiamenti antireligiosi, o anticlericali. Si è assai lungi -per limitare il discorso, all'antireligiosità- da quel personaggio di un romanzo di Zola, secondo il quale "prima della questione sociale, prima della questione politica, v'è la questione religiosa che s'oppone ad ogni cammino". Neppure si potrà parlare di un PD laico nel senso di prendere iniziative, verso una uguale libertà in campo religioso; nel senso per esempio di, se torniamo al Manifesto di Ventotene condividerlo laddove dice "il concordato... andrà senz'altro abolito, per affermare il carattere puramente laico dello stato".

Quanto si può rinvenire, nel Partito Democratico, è una laicità non di principi; ma di riflesso. Allorché cioè alcuni gruppi sociali risultano in difficoltà per una situazione, al cui mutamento la Chiesa cattolica è contraria per motivi specificamente confessionali, il PD varie volte si è impegnato per tale mutamento. È stato il caso, negli anni scorsi, della legge sulle unioni di fatto e della legge sul testamento biologico. Così come -su scala regionale- dell'introduzione nel Lazio di modalità, per l'assunzione di personale medico, che in materia di aborto contrastassero obiezioni di coscienza opportunistiche.

Insomma mi pare calzante solamente fino ad un certo punto, parlare del PD come di un partito per il quale rispetto alla sigla "DC", manca la lettera "C". Questa lettera manca sì ma non c'è una linea politica, per cui tale mancanza balzi agli occhi. D'altro canto (come dicevo) una linea politica nitida manca anche più in generale: ed è plausibile che ciò abbia il suo peso, se il PD quanto a risultati elettorali rischia di trovarsi o già si trova sulla via del tramonto percorsa da forze politiche -di simile collocazione, nel rispettivo sistema partitico- come il partito socialista greco, il partito laburista israeliano, il partito socialista francese...

Nessun commento