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EUROPA

Di Lidia Menapace | 17.03.2018


Il territorio non grande e non molto ben definito, tranne che dove finisce in mare, e che ha nome Europa occupa nella storia un posto molto maggiore che nella geografia.

Infatti contiene la storia di popoli e lingue e culture e religioni e ordinamenti che si sono conservati a lungo, intrecciati, allineati, sotto o sovra ordinati e trasmessi (appunto lingue diffuse, culture egemoni, religioni dominanti e ordinamenti che segnano uno dei due modelli noti e considerati massimi dell'intero pianeta). Di volta in volta ciò che si è fatto detto pensato agito in Europa è diventato il mondo.

Possiamo perciò usare le definizioni dei fenomeni che capitarono o càpitano in Europa come anticipazioni di ciò che sarebbe avvenuto o memoria di ciò che era avvenuto sul pianeta.

L'impronta forse più significativa di tutto ciò è il monoteismo, che segna tutte e tre le religioni più diffuse e considerate più evolute sul pianeta, Ebraismo, Cristianesimo, Islam.

Esso monoteismo produce o favorisce culture belliche e riduzioniste, bisogna ridurre tutto all'UNO, inseguire la SINTESI, respingere la MOLTEPLICITÀ non riducibile, sconfiggere chiunque pretenda di essere l'UNO UNICO. Per questo le guerre vengono dichiarate SANTE, i generi diseguali, i sistemi gerarchici. Anche le attività svolte dai generi che compongono la specie umana, considerata superiore, sono messe in gerarchia, prima le attività del genere maschile, detto "più nobile", prima il potere di popoli unici o del colore considerato migliore (il bianco) ecc. ecc. Sicché l'eguaglianza è la massima bestemmia.

Un bel casino, a volerla prendere alla leggera: atteggiamento che consiglio a noi donne, a scanso di guai peggiori. E poi peggiori di che? ci sono voluti dieci milioni di firme raccolte e la preparazione di una Convenzione internazionale per definire una inedita figura di reato, cioè il FEMMINICIDIO, assai diffuso tutt'oggi e che ebbe per millenni il nome di "delitto d'onore", comunque lo si dicesse nelle varie lingue.

Per concludere oggi con la bocca buona parlerò appunto del delitto d'onore. E come lo incontrai. Facevo parte delle prime associazioni femminili che si agitarono nel Sessantotto, protestando contro alcuni tragici fatti di cronaca, come l'uccisione di ragazze caricate in macchina o stupri di operaie impiegate, ecc. ecc. Non avevo e non ho una cultura giuridica, i miei studi sono storici o letterari, perciò anche le minime nozioni sul diritto mi capitarono al seguito di fatti di cronaca. Appresi così che la fedeltà coniugale deve essere assoluta da parte della moglie che per il Codice Rocco, monumento non da poco del diritto, è sospettabile di adulterio anche se fa entrare in casa il garzone che porta il pane; quella del marito deve configurarsi invece come azione pubblicamente offensiva per la moglie, bastava che avvenisse in altra città e non era punibile. In tutta la materia non vi è traccia di amore, nemmeno di piacere, si intravvede una nozione terapeutica dell'amore e della famiglia che somma culture maschiliste e cultura religiosa sessuofobica. Mi è sempre parso che il capolavoro di questa cultura sia stato quello di chiamare "debito coniugale" far l'amore col proprio marito o con la propria moglie e che invece se si provava gusto o piacere era il caso di vergognarsene. Per cominciare basta, ciao lidia.

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