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LETTERA AL MINISTRO VALDITARA

Di Comitato Insegnanti Evangelici in Italia | 15.11.2022


Ill. mo Dott. Giuseppe Valditara,
il Comitato Insegnanti Evangelici (Associazione costituita nel 2006) accoglie con speranza
e aspettazione la notizia del suo insediamento alla carica di Ministro dell’Istruzione e del
Merito, carica comportante un’alta responsabilità per il futuro del Paese.
Il momento storico che La vede investito di tale responsabilità è cruciale per molti aspetti, i
timori per il futuro e la stanchezza per un presente sempre più caotico si riflettono e sono
amplificati nella scuola, che è uno specchio della società. In particolare, la scuola pubblica
è stata da molti anni e da molti governi investita da ripetute riforme, spesso incompiute,
che volevano "migliorarla" privandola però di risorse fondamentali.
Ora più che mai la scuola può essere lo strumento per difendere, trasmettere e rilanciare i
valori più alti, così come espressi nella Carta Costituzionale e nelle Dichiarazioni universali
dei diritti umani, ai quali saggiamente accostare anche i doveri di cittadinanza e di legalità.
Crediamo che una prudente e lungimirante amministrazione dovrebbe favorire la pratica
quotidiana dell'apprendere e del convivere di tutti i bambini e le bambine, di tutti i ragazzi e
le ragazze "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali" (Art.3 della Costituzione). Nella scuola le diverse
componenti sociali e culturali possono dialogare su un piano di parità ed è la scuola a
fornire gli strumenti culturali per "il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione"
alla vita sociale e professionale. Questi valori umani e civili possono essere insegnati solo
in un clima di equità e libertà, equità e libertà che la scuola pubblica in un paese
democratico dovrebbe essere in grado di tutelare ed esprimere. Perciò auspichiamo che
dalla retorica dell’accoglienza, che ha caratterizzato i suoi predecessori, si passi a una
reale uguaglianza di opportunità, e che gli alunni portatori di identità religiose diverse non
siano discriminati dalla presenza della religione cattolica, ma siano rispettati i valori che
vincolano le loro coscienze.
Non si vuole togliere l’opportunità alla religione cattolica di esprimersi culturalmente,
questo sarebbe tra l’altro impossibile nel nostro Paese, in cui ogni segno e ogni aspetto
culturale recano le tracce di tale religione. Si chiede però di collocarne lo specifico
insegnamento nei tempi e secondo i modi consoni a una materia facoltativa, cioè fuori dal
curricolo e dall’orario scolastico.
Noi non siamo contrari all’istruzione religiosa, anzi crediamo che sia così importante che
dovrebbe essere impartita fin dalla tenera età dagli stessi genitori e dai rappresentanti
della religione professata dai genitori. Lo Stato e la sua scuola dovrebbero invece
mantenersi imparziali, per poter garantire a tutti, anche ai cattolici, la piena libertà di
pensiero, di coscienza e di religione. Siamo infatti convinti che la libertà religiosa sia di
importanza primaria, perché è “la madre di tutte le libertà”.
Il primato della famiglia nell’educazione dei figli dovrebbe inoltre essere tenuto ben
presente, soprattutto nei casi in cui la scuola voglia farsi promotrice di progetti sull’identità
di genere, tema della massima sensibilità e delicatezza, che deve essere salvaguardato
da ideologie od orientamenti culturali estranei all’etica famigliare.

Sappiamo che questi non sono gli unici nodi problematici della nostra scuola, ma che sono
molti i fronti sui quali Lei, in qualità di Ministro, è chiamato a intervenire. Dal reclutamento
degli insegnanti alla formazione continua, dal rinnovamento della didattica all’edilizia, dalla
dispersione scolastica all’analfabetismo di ritorno, e tutto ciò di fronte alle sfide di un futuro
sempre più incerto.
Per quanto ci riguarda, il nostro impegno come insegnanti evangelici è stato e sarà ancora
quello di perseguire ciò che crediamo essere il bene comune. Il nostro auspicio per Lei è
che, in qualità di Ministro della scuola pubblica, sappia rappresentare con giustizia ed
equità le istanze di tutti coloro che hanno diritto all’istruzione e sappia difendere e
promuovere un bene pubblico così importante qual è la scuola statale italiana.
Nell’augurarle di tutto cuore un buon lavoro, la salutiamo distintamente.
Il Comitato Insegnanti Evangelici in Italia
www.insegnantievangelici.it

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