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SI AGGRAVA LA CRISI DEL CLERICALISMO NELLA DIOCESI DI MILANO. Comunicati stampa

Di www.giordanobrunomi.wordpress.com | 09.01.2020


Ormai da vari decenni il saldo preti defunti-preti novelli è molto negativo. Di conseguenza il numero dei preti diocesani milanesi è in continuo calo. I dati statistici del 2017, del 2018 e del 2019 confermano tale tendenza: 43 preti defunti nel 2017, 45 preti defunti nel 2018, 49 preti defunti nel 2019 a fronte di soli 12 preti diocesani novelli nel 2017, 23 nel 2018 e 17 nel 2019.

In soli tre anni sono quindi spariti ben 85 preti diocesani! Tra il 2014 e il 2019 sono spariti ben 148 preti diocesani! E' però da rilevare che sui siti web della diocesi mancano i dati statistici degli abbandoni, cioè non è dato conoscere il numero dei preti diocesani che se ne vanno per i più svariati motivi. Sarebbe bene che sui siti web della diocesi di Milano, sia quello ufficiale sia quello wikipedia, comparissero anche tali dati statistici al fine di una valutazione più esatta dello stato numerico del clero diocesano.

Comunque, calcolato un prevedibile calo numerico di -25 preti diocesani per anno, si può quindi prevedere la totale estinzione della diocesi di milano verso il 2091 (1861 preti diocesani nel 2016 – 25 calo medio annuo x 75 anni = 1875). L'ostinazione della chiesa cattolica nel respingere i preti sposati e il sacerdozio femminile porterà fra qualche decennio alla totale estinzione del clero diocesano in molte grandi città europee! Oltre a tali cause di tipo dogmatico sicuramente può aver contribuito alla crisi del clericalismo la sempre maggior diffusione fra i giovani maschi di ideologie scettico-razionaliste unite a tendenze verso una sempre maggiore libertà sessuale incompatibile con lo stato clericale. Infine è da segnalare il cronico problema della mancata ricongiungibilità dei contributi pensionistici INPS per gli ex preti: abbandonando lo stato clericale essi perdono tutti i contributi al fondo clero dell'INPS e devono ripartire da zero con i contributi connessi al nuovo eventuale lavoro!

Il Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano, avuta notizia dai giornali o via web del suicidio di vari religiosi cattolici nel 2019:

–    don Eduardo Lorenzo, parroco pedofilo, si spara a Buenos Aires

–    suora si getta dalla finestra di una scuola a Valencia, Spagna, nessuna lettera, nessun testimone

–    don Pierluigi Lia, parroco di Milano, ritrovato impiccato, nessuna lettera, nessun testimone

–    don Elia Najjar, frate in Libano, si spara nel suo convento, lascia una lettera in cui chiede perdono per  l'insano gesto

–    don Jethtro Noel, prete ad Haiti, si spara nella sua stanza, lascia un messaggio su facebook

–    don Richard Bilé,prete in Costa d'Avorio, accusato di pedofilia, si impicca nella sua stanza, nessuna lettera

–    don Jaime Cabalin, prete argentino accusato di stupro, ritrovato morto in fondo a un burrone in Cile, aveva chiesto aiuto

–    don Francisco Nunez Calisto, prete cileno pedofilo, si suicida tagliandosi i polsi, nessuna lettera

–    suora messicana ritrovata impiccata nel suo convento a Guanajuato. Nessuna lettera

–    suora ritrovata cadavere ai piedi del campanile della chiesa che si trova all'interno del suo convento a Pedemonte, Pordenone, nessuna lettera, nessun testimone

RIBADISCE

di considerare come un fondamentale diritto umano la libera integrazione  affettiva della persona

CONSIDERA

obsoleto, ingiusto, crudele obbligare i ministri di culto cattolici al celibato e frati e monache alla castità a vita

RITIENE

tale obbligo possibile causa indiretta di pericolo per l'integrità psico-fisica di minori e donne  con cui viene a contatto il religioso cattolico

DELIBERA

di continuare la propria campagna di sensibilizzazione fino a che la chiesa cattolica non si deciderà a rendere celibato e castità solo facoltativi.

 

www.giordanobrunomi.wordpress.com (ascoltaci su radiowombat/palinsesto/notiziarioanticlericale)

Milano, gennaio  2020

Fonti: chiesadimilano.it/news/preti-defunti; wikipedia: arcidiocesidimilano; seminario.milano.it

 

 

3 commenti

pasquale:

A questo punto molto prima, perché non è una linea retta costante ma un ramo di curva, tende ad aumentare. E non credo sia dovuto tanto alle problematiche, alle rinunce, ai sacrifici, almeno non solo o in piccola parte, quei dubbi ci sono sempre stati costanti nei secoli. È dovuto principalmnente all'accelerazione della secolarizzazione, processo inizialmente lento ma continuo e inesorabile, accelerando la progressione come un'iperbole. In breve, se non fosse per i paesi del Terzo Mondo, dove l'arretratezza culturale ha rallentato il processo, la Chiesa sarebbe già finita. Ma anche in quelle "isole felici" la globalizzazione sta già arrecando i suoi danni. Tutto è destinato a finire, è solo una questione di tempi.

ivano:

Non capisco proprio il senso della "delibera": uno sceglie liberamente di farsi prete e a determinate condizioni e non necessariamente è l'essere celibi che comporta distorsioni (pedofili e violenti mi risultano che possano essere anche sposati!). Piuttosto riterrei che lo Stato finanziasse solo organizzazioni che si ispirino a valori laici, quali la democrazia interna, l'uguaglianza uomo-donna, il rispetto dei diritti umani fondamentali.

Elisabetta :

Se si sceglie liberamente di essere preti non significa che non si debba cercare di cambiare le regole. Non si tratta di pedofilia o non pedofilia, ma semplicemente di permettere ai preti di sposarsi, visto che non è richiesto loro di essere casti. Non sono monaci o frati che fanno il voto di castità, semplicemente se fanno sesso commettono peccato non essendo in regime di matrimonio. Peccato dal quale si può essere assolti, basta fare il sacramento della confessione, quindi "pentirsi". Inoltre come furono cambiate le regole per motivi più che altro di eredità, quindi economici, così si possono cambiare per poter tornare al matrimonio. Si tiene sotto silenzio il fatto, ma ci sono dei luoghi dove ai preti "cattolici" è permesso sposarsi per motivi "storici". Sono casi rarissimi, ma ci sono.