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UNA CULTURA LAICA

Di Paolo Mario Buttiglieri | 05.11.2019


Il laicismo è un fenomeno rarissimo, proprio come il cannibalismo. Non appartenere ad un gruppo è quasi contronatura. Siamo atomi alla perenne ricerca di una molecola.

Appartenere ad un gruppo di per sè non è negativo, ma dipendere da un gruppo è catastrofico.

Si può essere parte di un gruppo senza rinunciare alla propria libertà? Si è possibile.

Ma accade raramente. Ho visto tanti amici sposarsi, aderire a d una religione o ad un partito e cambiare improvvisamente, cominciare a ragionare come persone che stanno annegando.

Ogni gruppo ha una sua ideologia, che in parole è “o stai con noi o sta con loro”.

Il gruppo separa, ma non è tanto il gruppo a separare ma chi comanda nel gruppo. Senza capi o leader un gruppo non può esistere.

Ma come dice il sociologo Alberoni il dramma è sempre la trasformazione di un movimento (gruppo informale) in istituzione (gruppo formale).

Lo Stato preferisce le istituzioni, proprio perché è anch’esso una istituzione e tra istituzioni ci si capisce meglio.

Il segreto è rimanere eternamente movimento, divenire istituzione, gruppo formale è la fine della vitalità.

Molti leaders però dopo aver lottato preferiscono accomodarsi in comode poltrone. E proprio sedendosi pongono fine al movimento e creano qualcosa di antitetico al movimento, cioè il suo contrario.  Dalla rivoluzione si passa alla reazione, dal cambiamento alla conservazione.

(paolo mario buttiglieri) 2019

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