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I LUOGHI DELLA LIBERTA'

Di Redazione | 06.10.2018


Roma,  13 ottobre 2018, ore 10.00 incontro nazionale presso Casa Internazionale delle Donne,  Via della Lungara 19, Centro congressi

I luoghi delle donne hanno in Italia una storia lunga e difforme rispetto ai tempi della fondazione, alle forme di gestione e alle attività realizzate. Tuttavia, il loro tratto comune è costituito dalla volontà di dare vita a spazi di politica e di pensiero femminista basati sulla relazione tra donne. “Mondi a parte” che in molti casi hanno cercato di inventarsi il loro modo di “mettere al mondo il mondo”, previlegiando l’incontro e la reciproca trasformazione nella vita delle persone.

Anche se, nel corso degli anni, è divenuto sempre più difficile sottrarre spazi al crescente indebolimento del legame sociale sociale e alle dinamiche del mercato culturale e politico, i luoghi delle donne sono riusciti a conservare la propria autonomia e, anzi, in molti casi hanno moltiplicato la loro presenza, sfruttando le nuove tecnologie digitali per creare connessioni tra realtà diverse impegnate a far esistere “una buona vita” e nuove forme di convivenza.

La Casa Internazionale delle Donne di Roma è frutto di una lunga storia, che trae origine dal movimento delle donne degli anni Settanta ed è passata attraverso diverse fasi di confronto e di riflessione sulle vicende politiche italiane e interazionali. Fa parte di quelle aggregazioni nazionali e internazionali che non hanno mai escluso nella loro autonomia forme di mediazione istituzionale. Da quando è sorta, nel suo continuo riconvertirsi e modificarsi, ha provato a rompere – talvolta riuscendoci - “l’impermeabilità” dell’Amministrazione comunale creando uno spazio di socialità capace di influenzare la fisionomia della città.

La Casa ha scelto di essere una comunità aperta. Prima femminile e poi accogliente per tutte e per tutti quelli che accettano il confronto con la politica delle donne. Si è così inserita a pieno titolo nella memoria della città, producendo un dialogo e assumendo la forma del bene comune.
Noi del Gruppo del Mercoledì, che in questo “separatismo critico”, aperto e ospitante, riconosciamo uno dei tratti fondamentali della nostra pratica politica, ci sentiamo direttamente impegnate contro la pretesa del Comune di Roma di “allineare” il percorso della Casa agli obiettivi dell’Amministrazione.

L’ “allineamento” non solo costituisce la negazione della pratica politica che sta all’origine della vicenda della Casa Internazionale delle Donne, ma rivela la volontà di questa Amministrazione e del cosiddetto “Governo del cambiamento” di azzerare, attraverso la cancellazione di una delle esperienze collettive più conosciute, la storia del femminismo italiano.
Sotto l’apparente razionalità funzionale si intende, infatti, rimuovere la storia dei Movimenti, delle lotte combattute, delle conquiste ottenute, del pensiero femminista e femminile che tanto hanno contribuito in mezzo secolo ad affermare e a consolidare la libertà di tutte e che ha avuto nella Casa delle Donne una delle sedi simbolicamente più significative.

A questa inimicizia intendiamo opporci con un incontro che renda visibile la forza delle nostre relazioni e delle nostre pratiche che fanno la nostra differenza politica.

Casa Internazionale delle Donne
Gruppo del Mercoledì: Fulvia Bandoli, Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Letizia Paolozzi, Bianca Maria Pomeranzi, Bia Sarasini, Stefania Vulterini

 

Un commento

Paolo de Sanctis:

Gentile Redazione, il rincrudire dei giudizi emessi dal Papa in questi mesi nei confronti delle donne, per il loro essere nella società - con parità di diritti , cosa questa inconcepibile dal suo pensiero - e per i comportamenti, a suo dire fuori dagli schemi in merito a quella che invece dovrebbe essere la sua figura e i suoi compiti nella Società, ci imporrebbe una levata di scudi e la loro difesa ad oltranza. Intitolerei a questo proposito una campagna 2019. Alcuni esempi: Il più recente di alcuni giorni fa in merito all'interruzione di gravidanza nel caso di una malformazione del feto. L'atto del concepimento è squisitamente privato e le decisioni spettano ai due interpreti. Lo Stato italiano ha reso possibile scelte anche drastiche, per cui il Papa non deve fare terrorismo mediatico. C'erano molte donne in Piazza s. Pietro, sembravano rapite, da cosa? Non lo so. Mesi or sono, ne ha parlato anche Micromega, il Papa è tornato alla carica contro le sue vittime, le donne. È una vera fobia, dicendo loro, parola più parola meno, di sopportare eventuali mancanze del marito, di perdonare. Di non intervenire nelle decisioni prese dal marito, di portargli rispetto ed ubbidienza. Quasta concezione e sudditanza della donna vigeva 2500 anni fa circa in Galilea e nelle Società arcaiche e maschiliste. Infatti la scala dei valori era l'uomo poi il cammello e gli armenti e infine la donna che era considerata solo per fare figli, per accudire e per concedersi ai favori maschili. Forse al Papa non è giunta notizia dell'evolversi del pensiero, dei benefici effetti della rivoluzione francese. Ancora ha paragonato ad una azione nazista l'aborto. Spett.le Redazione, aiutiamo tutte le donne? Ci facciamo portavoce di giustizia e civiltà?