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BIOTESTAMENTO: LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI E TUTTE LE RISPOSTE

Di Libera Uscita ONLUSS | 12.09.2018


Il mio Comune non autentica le DAT. Cosa posso fare?

Tutti i Comuni sono obbligati a recepire le DAT, se non lo fanno violano la legge. Prima di procedere a una diffida nei confronti del Comune, il nostro consiglio è quello di stampare e portare all’ufficio di stato civile con sé la circolare del Ministero dell’Interno in cui viene spiegato agli uffici comunali come devono comportarsi per ricevere i Testamenti biologici. Solitamente, una volta davanti alle indicazioni del Ministero, gli uffici comunali si attrezzano per ricevere le DAT.

Ho già espresso le mie DAT con un Biotestamento precedente la legge 219/2017. Lo devo rifare?

No, non è obbligatorio rifarne uno. L’articolo 6 dispone che: “Ai documenti atti ad esprimere le volontà del disponente in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni della medesima legge“. Anche se non è obbligatorio, per evitare contestazioni il nostro consiglio è comunque quello di compilare nuove DAT seguendo le procedure di validazione indicate dalla nuova normativa.

Voglio modificare le mie DAT. Come fare?

Il modo più semplice è quello di compilare un nuovo Biotestamento con le proprie DAT indicando che “il presente modifica/elimina ogni altra disposizione anticipata di trattamento precedentemente depositata”. Questo nuovo documento va validato seguendo le procedure indicate dalla normativa in vigore.

Il Biotestamento serve anche a chi è già malato?

Le DAT sono sempre utili. Nello specifico all’Art. 5.  si entra nel campo della Pianificazione condivisa delle cure.

La pianificazione viene concordata direttamente con il medico che avrà condiviso con la persona malata tutte le informazioni e può essere espressa in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche non lo permettano, attraverso una videoregistrazione e/o con dispositivi tecnologici che consentano alle persone con disabilità di comunicare.

Anche la pianificazione può comprendere la nomina di un fiduciario e può essere aggiornata in base al progressivo evolversi della malattia, su richiesta della persona malata o su suggerimento del medico. Per quanto riguarda gli aspetti non espressamente disciplinati dall’art. 5 si applicano le disposizioni dell’articolo 4 sulle DAT.

Il medico può autenticare il Biotestamento?

No. Il medico – non essendo un pubblico ufficiale – non può autenticare il biotestamento, ma è tenuto al rispetto delle DAT, che possono però essere disattese, in tutto o in parte, in accordo con il fiduciario, in presenza delle condizioni elencate all’art. 4 comma 5, della legge.

Cosa succede se non indico il fiduciario?

L’indicazione del fiduciario non è obbligatoria ma auspicata: nel caso in cui, comunque, non vi sia nel biotestamento indicazione del fiduciario, o questi vi abbia rinunciato, o sia deceduto, o sia divenuto incapace, le DAT mantengono efficacia in merito alle volontà del disponente.

Non posso firmare. Come faccio a fare un Biotestamento?

La legge prevede la possibilità di redigere un biotestamento anche per chi non può fisicamente apporre la sua firma. L’art. 4 comma 6 della legge è molto chiaro a riguardo:

Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l’assistenza di due testimoni.

Posso autenticare il mio biotestamento anche se vivo all'estero?

. All’estero spetta all’Autorità consolare autenticare le DAT, nell’esercizio delle funzioni notarili, ai sensi dell’art. 28 del D. Lgs. 71/2011.

Il testamento biologico è previsto da una legge nazionale e dunque, ove predisposto, produce effetti in Italia. Nel paese terzo, invece, occorre verificare se le modalità previste dalla nostra legge siano compatibili con quelle vigenti – laddove vi sia comunque un analogo istituto di legge.

Per saperne di più andate alla pagina http://www.italialaica.it/documenti/58213

 

 

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