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Il "comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale" ha presentato una sua protesta formale all'Agcom sul mancato rispetto dell'equilibrio informativo in tv

Di Redazione | 23.05.2016


il "comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale" ha presentato una sua protesta formale all'Agcom sul mancato rispetto dell'equilibrio informativo in tv

comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale

Spett.le AGCOM

Roma 23 maggio 2016

Nelle scorse settimane in numerosi talk-show, alcuni autorevoli esponenti del Governo hanno partecipato senza contraddittorio a programmi con lo scopo di sostenere il “si” all’imminente Referendum Costituzionale confermativo.

A titolo esemplificativo e non esaustivo: partecipazione del Presidente  Renzi a "Porta a Porta" e a "Che tempo che fa"; partecipazione del ministro Boschi a "Mezz'ora" di Lucia Annunziata. Il Presidente emerito Napolitano  a "Che tempo che fa".

La peculiare particolarità di questa consultazione imporrebbe un’attenzione particolare, anche prima della formale convocazione dei comizi, al fine di garantire un’informazione corretta e plurale ai sensi dell’articolo 2 della legge 22 febbraio 2000 n. 23 e dell’articolo 2 della Delibera AgCom 22/06/CSP.

Con la presente intendiamo segnalare l’evidente disparità di trattamento tra i sostenitori del “SI”, in particolare, ed in modo non politicamente  corretto, il Governo, e i sostenitori del “NO”.

Pertanto chiediamo formalmente che, da questo momento in poi, siano monitorate ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera b, n. 13 della legge n. 249 del 31 luglio del 1997 separatamente i tempi di parola e di notizia, del Governo, riferiti al Referendum Costituzionale,  stante la posizione evidentemente “di parte” assunta dal Governo in questa vicenda, e  sia garantito il rispetto della pluralità nelle trasmissioni televisive.

Nondimeno, si richiama codesta Agenzia al monitoraggio della correttezza nell’informazione, da parte dei giornalisti. A titolo esemplificativo, riteniamo inaccettabile che un giornalista, come è più volte accaduto, dia, come informazione, la notizia che il “Senato sarebbe stato abolito”, cosa di fatto assolutamente priva di qualsiasi fondamento.

Auspichiamo quindi un intervento immediato di codesta Agenzia, al fine di riequilibrare dal punto di vista quantitativo gli interventi dei fautori del “NO” e di maggior vigilanza nei prossimi mesi.

Cordialmente

Per il Comitato

Riccardo Mastrorillo

{Pubblicato il: 24.05.2016 }

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