Il confronto in tv tra Meloni e Schlein è legittimo? Risponde l’Agcom

Il confronto sarà possibile soltanto se i leader di cinque partiti su otto accoglieranno lo schema proposto da Bruno Vespa, basato sui confronti a coppie

Il tanto atteso confronto tra la premier Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, in programma la sera del 23 maggio su RaiUno rischia di saltare. Questo perché il dibattito potrebbe non rispettere la “par condicio”, ovvero la parità di accesso a determinati spazi in televisione. Il “duello” dovrebbe svolgersi in diretta a Porta a Porta, il talk show di Rai 1 condotto da Bruno Vespa. Nel frattempo si sta discutendo della possibilità di un confronto a due senza i rappresentanti degli altri partiti.

Il dibattito viola la par condicio?

Il confronto è stato organizzato in vista delle elezioni europee dell’8 e 9 giugno. In format però è stato bocciato dagli altri partiti che hanno ribadito: “Non ci sono leader di serie A e leader di serie B“. Gli esponenti hanno infatti parlato di “mancato rispetto delle regole“. La Rai, la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia e il giornalista Michele Santoro hanno chiesto all’AGCOM, di esprimersi a riguardo. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha quindi comunicato che il confronto è realizzabile solo se gli altri partiti sono d’accordo sul modello. In una nota l’Autorità ha chiarito che “la par condicio si può considerare rispettata solo se l’emittente darà pari spazio a tutte le forze politiche e se dunque il formato del confronto sarà accettato da una larga maggioranza delle liste in competizione elettorale e comunque dalla maggioranza delle liste con rappresentanza in parlamento“.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni | ANSA/MOURAD BALTI TOUATI – Italialaica.it

Secondo il Consiglio, che si è espresso con il voto contrario di Elisa Giomi, è necessario garantire parità di trattamento offrendo “a tutti i soggetti politici la medesima opportunità di confronto. Il no è già arrivato da M5S, Forza Italia, Azione, Iv e Avs. Rischia così di saltare il dibattito tra le leader dei due partiti con più seguito in Italia.

Calenda: “Non si può fare. Le elezioni sono proporzionali”

Soltanto se i leader di cinque partiti su otto (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione e Alleanza Verdi Sinistra) accoglieranno lo schema proposto da Bruno Vespa, basato sui confronti a coppie, il dibattito sarà possibile. Le coppie sarebbero state formate sulla base del peso elettorale dei partiti: dopo quello tra Meloni e Schlein ci sarebbe il “duello” tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte, poi quello tra il segretario di Forza Italia Antonio Tajani e i leader di Azione e Italia Viva Carlo Calenda e Matteo Renzi. I leader politici degli altri partiti non sono però d’accordo ad apparire in successione dopo Meloni e Schlein.

Eventuali spazi compensativi per coloro che dovessero rinunciare al format dei confronti dovranno essere organizzati nel rispetto del principio delle stesse opportunità di ascolto“, ha spiegato l’Autorità. Il leader di Azione Carlo Calenda ha detto: Le elezioni sono proporzionali, non ci sono neanche le coalizioni. Non c’è, per semplificare, la leader del centrosinistra e la leader del centrodestra“.

La decisione passerà per la commissione parlamentare nota come Vigilanza Rai, di cui è presidente proprio la senatrice Floridia che aveva chiesto il parere dell’AGCOM.

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