Cari senatori, cari prelati perché gioite mentre vengono negati dei diritti ai nostri figli LGBT?

Il 27 ottobre 2021 in Senato il ddl Zan è stato seppellito tra gli applausi e le dichiarazioni di giubilo di numerosi senatori e di alcuni alti prelati. Fa strano vedere tanta gioia mentre si nega alle persone LGBT, alle donne e ai disabili il diritto di essere protetti dalla cieca violenza dell’intolleranza, dell’omotransfobia e della misoginia.

Come cittadini, come credenti, come figli e genitori siamo basiti e indignati. Come volontari de La Tenda di Gionata vogliamo raccontare, senza rabbia, ma con chiarezza, cosa sta suscitando tutto questo nella vita di tante persone.

Scrive Tiziana, una madre con un figlio LGBT: “Cari Senatori che pure per votare preferite nascondervi, sono una madre, ci siamo anche noi madri e padri di ragazzi e ragazze gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, ecc.. … non lo so se vi rendete conto che ogni vostro applauso è uno schiaffo in faccia ai nostri figli e a noi genitori, ci avete schiaffeggiati ieri, ci avete feriti, ma non ci avete uccisi perché l’amore è una forza molto più grande del vostro odio, potete ferirci fin che volete, ma non smetteremo di lottare per la libertà e la dignità dei nostri figli”.

Aggiunge Paolo di Bologna: “mi ha colpito vedere membri del Senato esultare scompostamente… pensando al mio vissuto di un uomo di quasi 40 anni, che ancora porta le vive ferite … vissute in vari ambiti, da quello parrocchiale a quello scolastico” dove “… capitava che un compagno di classe mi dicesse non guardarmi da frocio o mi sputassero addosso”.

Riflette Carmine del Progetto Giovani CristianiLGBT: “L’impressione che io ho avuto è che per loro non sia altro che un gioco atto a dimostrare chi abbia più potere, un urlo trionfale che acclama a gran voce “Io ho vinto e tu no!”. Tuttavia, su quali basi poggia questo potere? Su quali allori si adagia questa grande dimostrazione di forza? … Loro hanno esultato davanti alle violenze, io invece, nel mio piccolo scrivo queste parole, non perché debbano essere lette o prese per vere da tutti. Ma perché sia la mia vita a parlare per me”.

Ricorda Marco, un padre di unragazzo gay di Agedo Roma: “Ovviamente ero pronto all’insuccesso dell’approvazione del Ddl Zan… ma non credevo che al momento della visione dei risultati sullo schermo del Senato, avrei avuto per alcuni istanti i battiti del cuore accelerati. … Un voto meschino, un voto segreto non potrà impedire per sempre il diritto di esistere ai nostri figli”.

Per Gloria “il ddl Zan non è la legge che ci avrebbe risolto il problema del vivere, perché quello lo può risolvere solo Cristo. Ma essere trattati come oggetti senz’anima nella discussione di tale legge, quello sì, non aiuta a vivere”.

Mentre Corrado e Michela Contini, genitori cattolici del Gruppo Davide di Parma e della Rete 3VolteGenitori, nella lettera aperta inviata ai senatori italiani gli hanno chiesto, ora “Chi difenderà i nostri figli e figlie LGBT? Chi li/le difenderà dalle ingiurie, dalle violenze (fisiche e psichiche), dai soprusi, dalle percosse dopo che il ddl Zan è caduto?”.

Il Gruppo del Guado, cristiani LGBT+ di Milano constata amaramente che questa è “l’ennesima entrata a gamba tesa della gerarchia cattolica contro qualunque riconoscimento del fatto che l’esperienza degli omosessuali e dei transessuali debba essere non solo tollerata, ma anche riconosciuta, tutelata e valorizzata” così mentre “i nostri vescovi e i nostri preti si ritrovano sempre più soli in chiese sempre più vuote, la vita germoglia e fiorisce in luoghi inaspettati, come le tantissime piazze in cui all’inizio dell’estate scorsa, centinaia di migliaia di persone, in prevalenza giovani eterosessuali, hanno chiesto che venisse approvato subito quello stesso Disegno di Legge la cui bocciatura i vertici della gerarchia cattolica oggi salutano con favore”.

E aggiunge don Paolo Cugini: “Mi rattrista il pensiero che una fetta di Chiesa abbia esultato per il risultato di ieri. Come si fa a non capire che c’è in gioco un pezzo di Vangelo? …  per far sì che nella comunità nessuno si senta escluso, anzi per mettere proprio le persone più emarginate al centro, proprio come faceva Gesù (cfr. Mc 3,1-6). Perché esultare, allora?”.

Se volete ascoltare tutte le testimonianze che ci stanno giungendo, cliccate su https://www.gionata.org/tag/pauradichi/ . Aprite il vostro cuore a chi con pazienza continua a “sognare” per rendere migliore la nostra società e le nostre chiese, anche col tuo aiuto. Perché se non lo faremo noi in primis, chi lo farà per noi?

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