
Enzo Forcella se n’è andato a 91 anni, lasciando un vuoto difficile da colmare. Per decenni è stato il cuore pulsante dell’editoria europea, un punto di riferimento per chi credeva nel valore della cultura e dell’informazione libera. La sua voce, ferma e autorevole, ha guidato un settore in continua trasformazione, segnando tappe decisive nella storia della stampa. Dietro ogni sua parola c’era la lotta per la libertà di stampa, una battaglia che ha portato avanti con tenacia per proteggere il ruolo cruciale degli editori nelle democrazie di oggi.
Una vita tra editoria e unità europea
Nato nel 1932, Forcella ha ricoperto tanti ruoli: giornalista, scrittore, dirigente culturale. Ma è stato soprattutto alla guida della Federazione europea degli editori che ha lasciato il segno. Da quella posizione ha lavorato per costruire un mercato editoriale più coeso e competitivo a livello internazionale. Ha promosso iniziative per tutelare il diritto d’autore e per sostenere una cultura europea unita.
Ha saputo mettere in relazione istituzioni e operatori privati proprio nel momento in cui i media entravano in una nuova era, quella della globalizzazione e delle tecnologie digitali. Forcella ha anticipato molte sfide legate al digitale, aiutando gli editori europei a mantenere un ruolo di primo piano anche di fronte alla concorrenza mondiale.
Cultura e libertà di informazione al centro del suo impegno
Forcella non è stato solo un amministratore, ma anche un intellettuale appassionato. Con i suoi interventi pubblici, saggi e collaborazioni con testate italiane di rilievo, ha sempre difeso un giornalismo libero, pilastro della democrazia e garante di verità e pluralismo.
Nel corso della sua lunga carriera ha saputo muoversi tra redazioni e palazzi istituzionali, tenendo insieme cultura e politica. Ha promosso progetti per i giovani giornalisti e ha lavorato per facilitare l’accesso alla conoscenza attraverso un’editoria di qualità. Attento anche alle culture minoritarie europee, ha difeso il patrimonio storico e ha sostenuto la lettura come strumento di integrazione sociale.
Un’eredità preziosa per il futuro dell’editoria europea
La scomparsa di Forcella arriva in un momento delicato per l’editoria europea, alle prese con trasformazioni profonde e nuove sfide. La sua esperienza resta un punto di riferimento per chi oggi si muove nel mondo dell’informazione e della comunicazione. Ha indicato una strada chiara per rafforzare la coesione europea e costruire un sistema editoriale capace di competere a livello globale, senza perdere di vista le radici culturali.
La Federazione europea degli editori, oggi come allora, deve trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto delle tradizioni. L’eredità di Forcella è un invito a difendere la pluralità della stampa e a tutelare chi lavora nel settore. Alla sua scomparsa sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da colleghi e istituzioni, che riconoscono il valore di una vita spesa per l’editoria e la cultura europea.
