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Principessa Mononoke senza il doppiaggio controverso di Gualtiero Cannarsi: ecco la nuova versione del film di Miyazaki

“Dio bestia”: un termine che ha fatto discutere a lungo gli appassionati italiani dei film di Hayao Miyazaki. L’adattamento di Gualtiero Cannarsi, con le sue scelte di doppiaggio e modifiche narrative, aveva sollevato più di qualche polemica, arrivando a creare confusione e, per alcuni, veri e propri paradossi. Adesso, però, si cambia pagina. La nuova edizione italiana di uno dei capolavori del maestro giapponese elimina quegli elementi aggiunti, restituendo al pubblico un racconto più fedele all’originale. Un passo deciso per mettere fine a un dibattito che si trascina da tempo, riportando chiarezza e rispetto per la visione di Miyazaki.

Le polemiche nate dall’adattamento di Cannarsi

Negli ultimi anni si è discusso molto sulle traduzioni e i doppiaggi italiani delle pellicole di Miyazaki, e non sempre in termini positivi. Gualtiero Cannarsi, noto direttore del doppiaggio, aveva inserito elementi assenti nel copione originale, cambiando in modo evidente lo spirito del racconto giapponese. Tra le critiche più forti c’è stata quella alla figura del “dio bestia”: un personaggio inventato per la versione italiana, che invece nel film originale non esiste, e che nella nostra traduzione veniva presentato come chiave della vicenda. Questo ha confuso il pubblico, modificando la percezione della trama e le motivazioni dei protagonisti.

Ma non è stato solo il “dio bestia” a far discutere. Cannarsi ha aggiunto altre modifiche che hanno complicato inutilmente la narrazione con dettagli poco chiari e lontani dall’originale. Il risultato è stato un distacco netto dalla visione e dalla poetica di Miyazaki, che ha irritato sia i fan più affezionati sia gli esperti del settore. Ne è nato un dibattito acceso, con molte critiche anche da parte di professionisti del doppiaggio e delle produzioni italiane.

La nuova versione italiana torna all’originale

Nel 2024 è arrivata la decisione di rifare doppiaggio e traduzione, eliminando una volta per tutte il “dio bestia” e tutte le altre aggiunte fuori luogo. La nuova versione italiana punta a una traduzione più fedele, più vicina all’originale giapponese. I dialoghi tornano quindi più precisi, le scene scorrono senza forzature e la storia si capisce meglio.

Questa scelta permette di valorizzare davvero il lavoro di Miyazaki, mettendo in luce i temi ecologici, spirituali e sociali senza interferenze esterne. I personaggi ritrovano la loro coerenza originaria e la mitologia della storia resta quella voluta dal regista. Il lavoro di revisione ha coinvolto traduttori esperti, doppiatori e direttori artistici, tutti uniti nell’obiettivo di riportare il film all’integrità originale.

Le prime reazioni al debutto della nuova versione sono positive, sia da parte degli spettatori più tradizionalisti, sia da chi si avvicina per la prima volta al film e apprezza una narrazione più chiara e lineare. Questa esperienza fa riflettere sull’importanza di rispettare l’opera originale e sui rischi di concedersi troppa libertà nell’adattare testi culturali di grande valore.

Un segnale forte per il futuro dell’animazione giapponese in Italia

Il caso del “dio bestia” e delle modifiche di Cannarsi ha aperto un dibattito più ampio sul rapporto tra adattamento e fedeltà culturale nei film d’animazione. Ora si guarda con più attenzione a come bilanciare esigenze di mercato, interpretazioni locali e rispetto per l’autenticità delle opere straniere. Eliminare le parti più controverse è un segnale chiaro, che invita a riflettere tutta la comunità culturale e il mondo della produzione audiovisiva italiana.

Questa vicenda potrebbe segnare una svolta nel doppiaggio e nella traduzione dei titoli giapponesi, favorendo un approccio meno creativo ma più rigoroso e rispettoso. Così il pubblico potrà godersi film e serie più fedeli, senza perdere l’essenza artistica e i messaggi originali. Le prossime uscite giapponesi in Italia verranno probabilmente seguite con più attenzione, per evitare deviazioni simili.

In definitiva, il caso di questo film di Miyazaki e della sua nuova traduzione italiana insegna quanto sia importante adattare con cura e precisione opere di grande spessore culturale. Eliminare le aggiunte incoerenti restituisce equilibrio e chiarezza, a vantaggio di appassionati, esperti e spettatori che vogliono vivere l’esperienza autentica dell’arte di Miyazaki.

Redazione

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