Nicola Savino, noto volto della televisione, porta con sé una storia di successi professionali intrecciata a sfide personali che hanno segnato profondamente la sua vita.
Nato a Lucca il 14 novembre del 1967, Savino ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza caratterizzate dalla presenza di una malattia che ha colpito suo padre: la depressione.
Cresciuto a San Donato Milanese, dove si era trasferito con la famiglia per il lavoro del padre presso lo stabilimento dell’Eni, Nicola ha coltivato fin da giovanissimo una grande passione per il mondo della radio.
Tuttavia, parallelo al suo interesse per i media si sviluppava un dramma familiare: la grave depressione di suo padre. “Mio padre ha avuto una depressione fortissima”, racconta Savino in un’intervista al Corriere della Sera. Questa condizione non solo ha influenzato l’ambiente domestico ma anche la percezione che Nicola aveva del ruolo paterno durante l’infanzia.
Nonostante le difficoltà personali, Nicola Savino non si è mai fermato nella sua ascesa professionale. Dopo anni di gavetta in emittenti locali, il grande salto avviene con Radio Deejay dove cura la regia del programma “Viva Radio Deejay”. La sua carriera televisiva stava esplodendo proprio quando affrontò uno dei momenti più bui della sua vita: la scomparsa dei genitori. La madre morì poco prima del suo debutto a “Quelli che il calcio”, evento che lo colpì profondamente.
Nonostante gli ostacoli e le assenze, il legame tra Nicola e suo padre rimase forte fino alla fine. Quattro mesi prima della scomparsa del genitore nel 2014, un momento particolarmente toccante consolidò ulteriormente questo legame: l’ammissione da parte del padre di non essere stato all’altezza seguita dalla rassicurazione affettuosa di Nicola.
Oggi padre a sua volta, Nicola rivede nei suoi genitori delle figure complesse ma fondamentali nella formazione del proprio modo di essere genitore. Con consapevolezza parla delle sfide dell’adolescenza dei figli come momenti intensi da affrontare con vicinanza ed empatia, pur tra difficoltà comunicative tipiche di quella fase della vita.
L’articolo traccia così un ritratto intimo ed emotivo di Nicola Savino, attraversando i successi professionali fino alle prove più dure incontrate nella sfera personale; dimostrando come quest’ultime abbiano plasmato non solo l’uomo ma anche il professionista ammirato oggi dal pubblico italiano.
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