Avete mai visto un’ aragosta blu? In Cornovaglia ne è appena stata pescata una. Ecco il motivo della sua colorazione
Dopo il famoso granchio blu, dobbiamo dare il benvenuto anche all’aragosta blu, trovata al largo della costa meridionale della Cornovaglia da Chris Puckey, un pescatore locale.
Scopriamo di più su questo particolare ritrovamento e se si tratta di un caso isolato o di qualcosa di già visto in altre parti del mondo.
Il motivo della colorazione tanto inusuale è una mutazione genetica molto rara, che comporta una produzione anormale di un certo tipo di proteina. Questa proteina sarebbe responsabile proprio della tinta blu cobalto.
Gli esemplari di questo tipo, prendono il nome di Palinurus elephas.
L’aragosta ritrovata è stata donata ad un acquario locale, per proteggerla da eventuali altri pescatori, soprattuto considerato che di esemplari come lei ne esistono letteralmente una su due milioni, parola di Oxford University.
Questa non è la prima volta che sentiamo parlare di aragoste blu. Infatti, anche nel 2021, Tom Lambourn, un pescatore di 25 anni, aveva trovato in Cornovaglia un rarissimo esemplare di aragosta blu, e a sua volta aveva deciso di non mangiarla e di rimetterla in mare. Ecco quanto aveva dichiarato:
“Questa è solo la mia seconda stagione di pesca, quindi penso di essere stato molto fortunato. Ho misurato l’aragosta ed era sottodimensionata, non potevo tenerla. Se fosse stata più grande, l’avrei portata all’istituto National Hatchery. Ho mandato loro alcune foto dell’aragosta e mi hanno detto che ne esiste una ogni due milioni, quindi è davvero speciale”
Ed è davvero così, ma stavolta è successo di nuovo e probabilmente a qualche altro pescatore fortunato potrebbe capitare lo stesso in futuro.
Come abbiamo già visto, la colorazione blu è dovuta alla sovrapproduzione di un certo tipo di proteina a causa di un’anomalia genetica. La proteina in questione e l’astaxantina, una molecola di carotenoide rosso, si combinano e vanno a definire la colorazione blu.
Ben Marshall, supervisore del National Lobster Hatchery, ha dichiarato che questa caratteristica in realtà rappresenta un pericolo per la sopravvivenza delle aragoste che riescono meno a mimetizzarsi in natura:
“È molto, molto raro e molto interessante vedere un’aragosta blu. Hanno una pigmentazione di colore diversa nel loro guscio, il che significa che per loro è molto più difficile mimetizzarsi in modo da non diventare preda, riducendo il loro numero”
L’aragosta, normalmente, presenta una colorazione marrone scuro-grigia prima di diventare rosa-rossa una volta cotta. E, sebbene, l’aragosta blu abbia destato molto scalpore e sia sicuramente molto rara, dovete sapere che ne esistono di altri colori.
Ad esempio, nel 2017, in Galles è stata pescata un’ aragosta arancione, poi consegnata all’Angelsey Zoo e si tratta di un esemplare ancora più raro, pensate che se ne contano solo una su 30 milioni.
Ma il record di aragosta più introvabile e rara del mondo, se lo aggiudica a mani basse l’aragosta albina: in questo caso, solo un’aragosta su 100 milioni presenta tali caratteristiche.
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