Arriva l’aumento in busta paga ma solo se non cambi lavoro, come funziona

C’è un aumento in arrivo nella tua busta paga, se ti impegni a non cambiare il posto di lavoro. Scopri come funziona.

Se una volta trovare lavoro significava trovare stabilità e restare nella stessa azienda per tanti anni fino alla pensione, ora sembra che la mobilità sia la regola. Tra contratti precari e la ricerca di uno stipendio migliore, anche tra chi ha il posto fisso è raro trovare qualcuno fedele all’azienda in cui lavora. D’altro canto per i datori di lavoro questa situazione non è certo l’ideale.

Se non cambi lavoro potresti vedere un aumento in busta paga.
Se non cambi lavoro potresti avere un aumento in busta paga – italialaica.it

Per evitare la fuga dei dipendenti verso altre realtà lavorative una soluzione al vaglio è quella di premiare quelli più fedeli. Perdere chi ha maturato una certa anzianità nel proprio ruolo è un grosso problema dato che oltre a trovare un sostituto occorre anche provvedere a formarlo da zero. E un aumento di stipendio può essere un buon incentivo per trattenere un impiegato.

Prima di tutto può spingerlo a rivalutare le scelta di cambiare lavoro, specialmente se spinto da motivazioni di carattere economico. In secondo luogo vedersi corrispondere un aumento aiuta a sentirsi valorizzati e apprezzati nel proprio ruolo. Molti dipendenti infatti non lasciano il posto solo per uno stipendio migliore, ma anche perché alla ricerca di un ambiente più stimolante e propositivo.

Non cambiare lavoro, come funziona l’aumento in busta paga

Al momento la proposta di istituire il “premio fedeltà” è in fase di valutazione da parte del Ministero dell’Economia, e riguarda in particolare i dipendenti comunali. Negli ultimi otto anni si è infatti assistito a una sorta di fuga di massa dagli uffici pubblici, ma non verso enti privati. Per la maggior parte si tratta di impiegati che hanno trovato posto in altre amministrazioni pubbliche.

Per evitare la fuga dei dipendenti pubblici si valuta il "premio fedeltà"
Per evitare la fuga dei dipendenti pubblici si valuta il “premio fedeltà” – italialaica.it

Ma come mai questo fenomeno? La risposta più probabile sta nella retribuzione percepita dai dipendenti comunali, che è tra le più basse del settore. In media chi lavora negli uffici degli Enti locali percepisce uno stipendio medio lordo di poco più di 30.000 euro l’anno. Passando ad esempio all’interno delle Agenzie Fiscali un dipendente vedrebbe un aumento di 8.000 euro.

Nel giro di otto anni il personale si è ridotto in modo drastico: stando ai dati le unità che hanno cambiato ruolo sono ben 64.000. Tra il 2016 e il 2021 già si era notato un calo di quasi 40.000 dipendenti, accentuatosi ulteriormente negli ultimi tre anni. L’Aran parla di “un problema di attrattività” da risolvere concedendo un aumento.

Non rimane perciò che capire se il Governo provvederà a stanziare delle risorse per il premio fedeltà da riconoscere al personale degli Enti locali. In alternativa c’è l’idea di introdurre dei benefit come previsto nelle aziende private.

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