Otto anni di storia si chiudono con un colpo di saracinesca al Bioparco Zoom di Torino. Aperto nel 2015, ha ospitato centinaia di specie animali e attirato migliaia di visitatori ogni stagione, diventando un punto di riferimento per la biodiversità e la sensibilizzazione ambientale in città. Eppure, nel 2023, il parco chiude i battenti, lasciando spazio a nuovi progetti urbani. Una svolta che ha spiazzato molti torinesi, abituati a una certa stabilità in questi luoghi dedicati alla natura e all’educazione.
Bioparco Zoom: dagli esordi a punto di riferimento
Aperto nel 2015, il Bioparco Zoom è nato con l’idea di unire il classico zoo a un’esperienza educativa pensata per tutti. Situato nella periferia sud di Torino, ha trasformato un’area urbana in un rifugio per specie rare o a rischio. Ha puntato su spazi ampi e naturali, evitando gabbie anguste o ambienti troppo artificiali.
Nel tempo ha attirato scolaresche, famiglie e appassionati, con attività didattiche e mostre temporanee dedicate alla fauna e alla flora. Non sono mancate critiche su alcune scelte gestionali, ma nel complesso il parco ha lasciato il segno, soprattutto sul fronte culturale e turistico torinese.
Un ruolo chiave nella tutela e nell’educazione ambientale
Il Bioparco Zoom non si è limitato a mostrare gli animali. Ha puntato forte sull’educazione ambientale, con laboratori, incontri con esperti e percorsi interattivi per far conoscere specie protette e problemi ecologici, sia locali che globali. Ha collaborato con scuole e università per offrire formazione mirata.
Molti animali vivevano in condizioni studiate per il loro benessere e la privacy, e il parco ha partecipato a programmi di riproduzione controllata. Ha lavorato insieme a enti nazionali e internazionali per salvare specie in pericolo, andando oltre il semplice ruolo di attrazione turistica.
Eventi e iniziative: un calendario ricco di appuntamenti
Negli anni, il bioparco ha ospitato eventi e attività che hanno animato Torino, soprattutto in primavera e estate. Dalle serate di osservazione notturna agli spettacoli a tema ambientale, dalle iniziative per bambini alle mostre fotografiche, la struttura ha sempre cercato di coinvolgere un pubblico variegato.
Queste occasioni hanno aiutato a diffondere un senso di responsabilità verso l’ambiente e hanno stimolato la curiosità anche di chi si avvicinava per la prima volta al mondo animale. Il mix tra divertimento e apprendimento è diventato un modello apprezzato in Piemonte, un punto d’incontro tra natura e città.
Dopo la chiusura: cosa attende l’area del Bioparco
Con la chiusura definitiva, si apre il dibattito sul futuro dell’area. Gli animali sono stati trasferiti in strutture specializzate, per garantire la loro cura, mentre le strutture del parco saranno probabilmente trasformate.
Le autorità locali parlano di nuovi interventi per valorizzare gli spazi verdi e avviare progetti di educazione ambientale più ampi e inclusivi, coinvolgendo le comunità. Resta la sfida di mantenere vivo l’eredità culturale e scientifica del bioparco, cercando nuove strade per tenere unito il rapporto tra città e natura.
Il 2023 segna così una svolta per Torino. Quel luogo che ha combinato cultura, sport e tempo libero in un contesto naturale ora si prepara a cambiare pagina, lasciando aperte molte domande su come affrontare il futuro ambientale e urbano della città.
