Niente Eurovision per Loredana Bertè: a San Marino vincono i Megara, la band spagnola di metallari che si è aggiudicata il premio
“Sapete perché vorrei andare all’Eurovision? Perché si tiene in Svezia, così il mio ex marito ci rimane malissimo che vado lì a rompergli le scatole!”. Una battuta di Loredana Berté con riferimento al burrascoso rapporto con il tennista Björn Borg.
Erano i giorni del Festival di Sanremo e il suo brano, Pazza, aveva immediatamente fatto breccia, ma concluse al settimo posto nella classifica finale.
La cantautrice calabrese, però, non si è persa d’animo, provando a volare all’atteso evento di Malmö – in programma all’inizio di maggio – attraverso Una voce per San Marino, un contest musicale organizzato dall’emittente sammarinese SMRTV per scegliere proprio l’artista rappresentante di San Marino all’Eurovision. Ma anche in questo caso Loredana non è riuscita a staccare il pass per la Svezia.
Si è dovuta accontentare del secondo posto, un verdetto che sta facendo parecchio discutere: a portare la bandiera del microstato del monte Titano, infatti, ci saranno i Megara, gruppo rock nato a Madrid nel 2015 che ha vinto con il brano 11.11 la terza edizione del festival Una Voce per San Marino e parteciperanno alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, dove invece l’Italia verrà rappresentata da Angelina Mango, trionfatrice a Sanremo.
Si è infine classificata terza la band picena La Rua con Il governo del cuore, realizzato da Dardust. La serata finale, in diretta tv e web dal Teatro Nuovo di Dogana, è stata presentata da Fabrizio Biggio e Melissa Greta Marchetto e gli artisti sono stati valutati da una giuria presieduta dal compositore e produttore discografico Celso Valli.
Dietro ci sono stati altri nomi celebri del panorama italiano come Marcella Bella con Chi siamo davvero, i Jalisse con Il paradiso è qui e Pago con Il Protagonista.
Quest’anno, ha ricordato il segretario di Stato per il Turismo, Federico Pedini Amati, “hanno partecipato artisti da 36 Paesi, 350 dei quali sono venuti in Repubblica a giocarsela”.
Il regolamento sammarinese prevede infatti che le candidature possano arrivare da tutto il mondo ed è libera anche la lingua con la quale interpretare il proprio brano. Il meccanismo ha favorito così gli spagnoli emergenti Megara – Kenzy (cantante), Rober (chitarra), Vitti (basso) e Ra Tache (batteria).
Alla finale hanno preso parte otto emergenti e nove big: questi ultimi, oltre a Bertè e La Rua, erano Pago, Marcella Bella, i Jalisse tornati in pista con “Il paradiso è qui” dopo l’ospitata a Sanremo e classificati al decimo posto, Aaron Sibley, Aimie Atkinson, Wlady-Corona-Ice Mc-Dj Jad e la cantante blues britannica Dana Gillespie, vincitrice del contest di Casperaki per brani che uniscono la creatività degli artisti alla tecnologia dell’intelligenza artificiale.
Ospiti Riccardo Cocciante, Filippo Graziani e il Piccolo Coro dell’Antoniano. Tra il pubblico Al Bano, presidente di giuria lo scorso anno, Massimo Boldi e Fausto Leali. A vincere le prime due edizioni del festival sono stati Achille Lauro e il gruppo toscano Piqued Jacks.
A Loredana, proprio come accaduto sul palco dell’Ariston, va il Premio della Critica. La serata, presentata da Melissa Greta Marchetto e Fabrizio Biggio è stata caratterizzata da alcuni problemi tecnici e varie incomprensioni, con ospiti che non salgono sul palco, grafiche che non funzionano e premiazioni sospese. Si trattava della terza edizione dell’evento: la prima, nel 2022, la vinse Achille Lauro.
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