Orson Welles aveva promesso di portare Don Chisciotte sul grande schermo, ma quel progetto si è trasformato in un labirinto senza uscita. Non è un caso se anche Terry Gilliam e persino la Disney hanno inciampato nello stesso tentativo. Il capolavoro di Cervantes, con la sua ricchezza e ambiguità, si è sempre rivelato un osso duro. Dietro le quinte, fra problemi tecnici e scontri creativi, ogni produzione ha incontrato ostacoli insormontabili. Un’odissea che sembra destinata a rimanere incompiuta.
Nel 1955, Orson Welles si lanciò con tutta la sua forza creativa in un progetto ambizioso: portare Don Chisciotte sullo schermo come omaggio a Cervantes. Ma fin da subito, il lavoro si rivelò un incubo. Le riprese andavano avanti a singhiozzo, con pause lunghe e fondi sempre troppo risicati. Trovare le location giuste, riscrivere continuamente la sceneggiatura e mantenere un cast stabile si rivelarono sfide quasi insormontabili.
Welles voleva mischiare realtà e sogno, giocare con l’ambiguità tra fantasia e verità che attraversa il romanzo. Tuttavia, il film non vide mai la luce: il materiale girato è rimasto frammentario, assemblato solo molti anni dopo in documentari o versioni incomplete. Il suo Don Chisciotte resta un sogno infranto, ma anche un esperimento coraggioso, capace di mettere al centro il delicato confine tra follia e realtà, tema che poi si è perso in molti adattamenti successivi.
Anni dopo, fu Terry Gilliam a riprendere il testimone. Ex Monty Python, noto per uno stile visionario e surreale, sembrava il candidato ideale per raccontare Don Chisciotte. L’attesa era alta, ma il suo viaggio si trasformò in una serie infinita di disavventure. Nel 1998, subito dopo l’inizio delle riprese, due attori principali si fecero male, i fondi finirono, alcune location vennero distrutte da eventi naturali e problemi legali bloccarono tutto.
Gilliam documentò quei guai nel film “Lost in La Mancha”, un racconto quasi minuto per minuto di un disastro annunciato. Ma la sua voglia di portare a termine il progetto non si spense. Anzi, dopo anni elaborò una versione moderna e più psicologica di Don Chisciotte. Anche questa però divise il pubblico: troppo innovativa per i tradizionalisti, troppo classica per chi cercava novità. Gilliam resta forse il regista che ha combattuto più a lungo contro quella che sembra una maledizione legata al cavaliere errante.
Non solo i registi “d’autore” hanno provato a raccontare Don Chisciotte. Anche la Disney si è cimentata in più riprese con l’idea di un film animato. Dagli anni ’50 a tempi più recenti, sono stati messi in cantiere diversi progetti: versioni più leggere, adatte ai bambini, con personaggi animali e un tono giocoso per avvicinare nuovi spettatori.
Ma nessuno di questi film ha mai visto la luce. Le produzioni si sono fermate per cambi di strategia, per l’impatto di altri successi o per la difficoltà di trovare il giusto equilibrio tra umorismo e rispetto dell’opera originale. Restano solo schizzi, sceneggiature incomplete e tanti progetti abbandonati.
Don Chisciotte resta così un enigma irrisolto per il cinema. Nonostante talento e passione, tutti – da Welles a Gilliam, passando per la Disney – hanno dovuto fare i conti con un’opera che non si lascia incasellare facilmente. Un viaggio tra follia e genialità che, paradossalmente, non trova mai una vera conclusione.
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