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Val Badia e Parco di Fanes: San Vigilio, oasi di turismo sostenibile oltre il lago di Braies

Tra le vette e i silenzi delle Dolomiti, San Vigilio di Marebbe si distingue. Mentre molte località di montagna si affollano e soffocano sotto il peso del turismo di massa, questo angolo di Alto Adige ha scelto un’altra strada. Qui, il turismo non è una corsa frenetica, ma un passo misurato, fatto di rispetto per l’ambiente e per chi ci vive. In un’epoca segnata dall’overtourism, San Vigilio mantiene salda la sua identità, puntando su un turismo sostenibile che protegge le valli e preserva la qualità della vita. Un equilibrio difficile da trovare, ma che qui sembra davvero possibile.

Le mosse di San Vigilio per un turismo sostenibile

San Vigilio di Marebbe si è ritagliata un ruolo di primo piano nel turismo sostenibile, frutto di scelte precise e di una strategia chiara da parte di amministratori e operatori locali. Dal 2020, il Comune ha varato regole mirate a proteggere gli spazi pubblici e a contenere l’impatto delle attività turistiche sull’ambiente. Tra le misure più significative, il controllo degli accessi alle zone più delicate, la riduzione del traffico nelle aree centrali e la promozione di spostamenti a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici a basso impatto.

Non solo ambiente: San Vigilio punta anche a valorizzare tradizioni e cultura, elementi che danno un volto diverso al turismo e ne fanno un’esperienza più consapevole. L’educazione ambientale rivolta sia ai visitatori che ai residenti è un tassello fondamentale. Questi programmi hanno acceso l’attenzione sulla tutela degli ecosistemi montani, soprattutto nelle aree protette intorno al paese.

Sul fronte economico, il turismo sostenibile ha permesso una distribuzione più equilibrata dei flussi, evitando picchi eccessivi in certi periodi e frenando il turismo mordi e fuggi. Grazie a questa pianificazione, le strutture ricettive e i servizi sono rimasti di alto livello.

La pandemia come banco di prova e rilancio per San Vigilio

La crisi legata al Covid-19 ha travolto il turismo, ma per San Vigilio è stata anche un’occasione per riflettere sul futuro. Durante le chiusure del 2020 e 2021, la drastica diminuzione dei visitatori ha dato un po’ di respiro all’ambiente naturale, dimostrando che si può viaggiare limitando i danni.

Con la ripresa nel 2023 e nel 2024, San Vigilio non ha mollato la presa sulla sostenibilità. Ha continuato a promuovere un turismo lento, fatto di incontri diretti con la natura. Eventi ed escursioni sono stati pensati per rispettare l’ambiente e far scoprire il territorio senza affollamenti, lontano dall’ansia degli anni pre-pandemici.

Anche la collaborazione tra enti pubblici e privati ha giocato un ruolo chiave, rafforzando i protocolli di sicurezza e la gestione degli spazi comuni. La ripresa non ha significato un ritorno alle vecchie abitudini, ma un passo verso un turismo più innovativo e integrato con il territorio.

San Vigilio, esempio concreto di turismo alpino equilibrato

In un panorama alpino sempre più alle prese con l’overtourism, San Vigilio di Marebbe brilla per una gestione attenta che mette insieme accoglienza e rispetto dell’ambiente. Le escursioni a piedi e in mountain bike sono le scelte preferite per esplorare la zona, riducendo inquinamento e traffico. Anche la mobilità elettrica interna gioca un ruolo importante, limitando l’uso di veicoli tradizionali.

La comunità locale non sta a guardare: sostiene iniziative che valorizzano ambiente e cultura. Mercatini di prodotti tipici e laboratori artigianali raccontano tradizioni e danno una spinta all’economia del posto. Le strutture ricettive virtuose, attente al risparmio energetico e delle risorse, completano il quadro di un’offerta consapevole.

San Vigilio è anche parte di reti internazionali di turismo sostenibile, scambiando esperienze con altre realtà per migliorarsi continuamente. Questa strada dimostra che si può attrarre turisti senza sacrificare il paesaggio alpino, mantenendo un vantaggio competitivo.

Così San Vigilio di Marebbe si conferma un modello dove il turismo non è solo una questione di numeri, ma di qualità pensata e condivisa. La sfida futura sarà mantenere questo equilibrio delicato, offrendo un’esperienza autentica che rispetti natura e comunità.

Redazione

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