Lo Scaffale

Jacopo Fo, COM'È ESSERE FIGLIO DI FRANCA RAME E DARIO FO

Di Recensione di Pierino Marazzani | 17.01.2021


Ugo Guanda Editore, Milano, 2019, pagine 316, euro 18,00

Ottimo saggio autobiografico che ci dà l'occasione di ricordare un altro suo bel libro:

IL LIBRO NERO DEL CRISTIANESIMO-2000 ANNI DI CRIMINI NEL NOME DI GESU'

Edizioni Nuovi Mondi, Perugia,2000

Tra le novità misconosciute della travagliata vita della famiglia Fo-Rame veniamo a sapere che,

quando già erano note le idee ateo-comuniste di Franca Rame, certe malefiche suore romane

cercarono di ucciderle l'unico figlio, Jacopo Fo, mentre era impegnata a girare un film a Cinecittà:

tramite alcune suore, ciniche e disgraziate al massimo grado, senza informarla dei suoi precedenti

penali omicidi, le rifilarono come tata per il piccolo Jacopo una pazza assassina infanticida. Una

volta scoperto per caso il loro terribile misfatto, così si scusarono: “con i bimbi delle altre donne

non provava aggressività. Mia madre fu presa dal terrore”.

Tale aneddoto prova in maniera inequivocabile la totale mancanza di ogni scrupolo morale di certe

suore!

Fu tra i fondatori e redattori del periodico satirico “Il Male” che ebbe ben 186 denunce per oltraggio

alla religione e simili dando un importante contributo ad allontanare dal clero la gioventù italiana.

Il testo contiene durissimi attacchi contro polizia e carabinieri, chiamati a pagina 153 “Forze del

disordine”: avrebbero ricattato e pestato reiteratamente molti prigionieri politici per indurli a

calunniare Franca Rame. Però l'Autore omette di indicare i veri responsabili, i ministri

democristiani della Difesa e degli Interni, che fin dagli anni '40 lasciarono al loro posto i poliziotti

fascisti e repubblichini: scudo crociato=fascismo di Stato. Lo stupro di Franca nel 1973 sarebbe

sicuramente attribuibile anche alla complicità di “alcuni alti ufficiali dei carabinieri della caserma

Annarumma di Milano” che “seppero subito del rapimento e brindarono al successo dell'azione...mia

madre fu portata a casa coperta di sangue e di bruciature di sigaretta” (1).

Dopo aver cercato di ucciderlo da piccolo e avergli stuprato la madre i clerico-fascisti gli

assassinarono nel 2005 il suocero tramite qualche ignoto delinquente prezzolato appositamente:

“Emilio Albanese fu assassinato sotto casa. Lo rapinarono e lo uccisero” in una finta rapina. Mi

stupisco nuovamente che l'Autore non esprima alcun dubbio sui veri responsabili, che, ovviamente,

sono sempre quelli, gli ambienti della destra clerico-reazionaria-integralista, mandanti ed esecutori

di un’infinità di omicidi, più o meno mascherati da incidenti stradali, malori ecc., e attentati

terroristici.

Il caso del suocero di Jacopo Fo, somiglia a quello di Agnoletto Maria Giulia, sorella di Vittorio

Agnoletto, da sempre in ottimi rapporti con la famiglia Fo che ne appoggiò la candidatura alla

regione Lombardia nel 2010: fu massacrata a martellate nel 2007 da uno psicolabile, rischiando la

vita. In entrambi i casi fu usata un'arma impropria metallica. A mio parere i due casi fanno parte di

un unico disegno omicida di matrice clerico-fascista!

 

1) possibile errore dell'Autore, la caserma Annarumma è della Polizia di Stato e non dei Carabinieri

 

Pierino Marazzani, gennaio 2021

Un commento

michele:

ECCO PERCHE IN ITALIA IL FASCISMO NON E' MAI MORTO E LA COSTITUZIONE NON E, MAI STATA ATTUATA