Lo Scaffale

Carlo De Maria (a cura e introduzione di), GIOVANNA CALEFFI BERNERI, UN SEME SOTTO LA NEVE. CARTEGGI E SCRITTI, DALL'ANTIFASCISMO IN ESILIO ALLA SINISTRA ERETICA DEL DOPOGUERRA 1937-1962

Di Recensione di Pierino Marazzani | 09.12.2020


Biblioteca Panizzi, Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, Reggio Emilia, 2010, pagine 609, senza indicazione di prezzo

Giovanna Caleffi (1897-1962), vedova di Camillo Berneri (1897-1937), fu anch'essa un’indomita militante antifascista anarchica, autrice di importanti scritti vari di cui questa corposa antologia rende chiaramente merito.

Le tematiche laiciste, anticlericali, contro il clerico-fascismo e “il governo dei preti” sono sicuramente parte fondamentale del suo pensiero:

–       il curatore scrive nel saggio introduttivo che “va messa nel giusto rilievo la sensibilità della stessa Caleffi per la difesa dell'autonomia spirituale e della libertà religiosa, in polemica con l'inclusione del Concordato nella Costituzione repubblicana” che viene definita nel testo “clerico-repubblicana”. Si descrive anche la scelta ateistica della Caleffi: “A 15 anni perdetti la fede nella religione cattolica”

–       le ingerenze clericali nella vita politica palesavano “la gelida frenesia di potere della Chiesa” che spesso giungeva al punto da imporre “che si fa la comunione tutte le domeniche” per avere un impiego

–       fu processata due volte da giudici filo-clericali per la sua benemerita campagna a favore del controllo delle nascite ma alla fine assolta in quanto fu riconosciuto il suo alto impegno civico-morale

–       i suoi scritti di satira antireligiosa relativi alle “avventure di tuo nipote con la Assunta in cielo...mutande e reggipetto della Madonna” furono favorevolmente commentati dall'illustre storico Gaetano Salvemini (1873-1957) il quale sosteneva che “i monsignori del Vaticano hanno tirato troppo la corda”

–       una lettera della Berneri del 1949 svolge un preciso e approfondito attacco alla “morale gesuitica, impastata di ipocrisia” e contro il sacramento della confessione per cui “i motivi laicisti erano i più puliti, quelli da cui dipende un risanamento del costume italiano”

–       in una sua lettera del 1958 afferma addirittura che “la Chiesa sta corrompendo tutta la vita italiana” grazie al fatto che “i preti sono al governo e sono quasi i padroni assoluti di tutta la nostra vita sociale”

–       mentre “l'educazione sessuale è diventata obbligatoria in tutte le scuole del Nord Europa” ciò non accade in Italia poiché “i preti vi si sono installati con l'insegnamento religioso obbligatorio e fanno di tutto per impedire che la scuola italiana segua l'esempio delle scuole più progredite di altri paesi”

–       in Italia nel 1952 “le leggi sono dettate dai grandi preti o dai politici del Vaticano”

La cronica doppiezza ipocrita clericale in materia sessuale è ben denunciata dalla Berneri in un suo articolo del dicembre 1954 in cui critica anche il sacramento della Confessione.

Le complicità clerico-fasciste mediate dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati governativi sono ampiamente contemplate nei suoi scritti riportati in questo libro:

–       “Purtroppo non solo restano le leggi fasciste, anche i metodi non sono cambiati e i preti abusano, come il fascismo del potere conquistato”, mancano però in tutto questo corposo testo riferimenti ai preti pedofili, che pure c'erano sicuramente anche allora

–       un suo articolo del 1947 denuncia “L'assoluzione delle figure più losche e nefaste del passato regime, dopo che i custodi dell'ordine hanno facilitato la fuga di chi era più colpevole delle nostre attuali tragedie”

–       nel 1949 “mio marito ed io siamo sotto processo per aver violato un articolo di una legge fascista (inserita tal quale nel nuovo codice) con il nostro modesto opuscolo Il controllo delle nascite”. C'entra in queste persecuzioni “l'educazione cattolica, l'ipocrita morale dei benpensanti”. Allora si facevano in Italia circa un milione di aborti clandestini l'anno

–       eloquente è il titolo assegnato ad un suo articolo del 1952 “Fascismo cattolico” in cui denuncia che “L'atmosfera in Italia è asfissiante” a causa delle incredibili ingerenze clerico-fasciste

–       nel 1951 si denuncia come, grazie alla Democrazia Cristiana al governo e al clima maccartista importato in Italia dagli USA “gli ex fascisti possono impunemente passare all'attacco e insultare e calunniare l'antifascismo, senza esserne disturbati”

–       la Berneri nel 1952 fa perfino un attacco personale contro il noto clerico-fascista, amico personale di Mussolini, cardinal Schuster descritto come prete dal “fulgido passato di grande fascista”

Ovviamente l'intransigente difesa della memoria del suo illustre marito è presente in molte lettere: “L'uomo più puro e più resistente di tutti allo sfruttamento bolscevico della rivoluzione spagnola per fini di Mosca”. Sono poi citati nelle note di una lettera del 1951 suoi scritti “In difesa del nome di Camillo Berneri”.

Il testo presenta due imprecisioni:

–       citando a pagina 361 V.A. Antonov-Ovseenko (1883-1939), inviato da Mosca a Barcellona nel 1937, si omette di scrivere che fu lui materialmente a dirigere l'assalto al Palazzo d'Inverno nell'ottobre 1917 e che fu giustiziato come sospetto trotskista a Mosca, appena rientrato dalla Spagna. Leggendo questo libro ci appare invece solo come un solerte spietato burocrate stalinista. In realtà fu anche un rivoluzionario che ebbe un ruolo importante nella storia del '900.

–       come medico specialista in medicina del lavoro dissento dalla descrizione della mortale malattia di sua figlia Maria Luisa, morta a Londra nel 1949 “polmonite, in una forma inizialmente leggera, ma poi aggravatasi perché trascurata dai medici”. In realtà a Londra, città riscaldata allora solo a carbone, vigeva un nocivo smog che causava indirettamente gravi infezioni respiratorie contro cui mancavano cure efficaci, i medici potevano fare ben poco contro tale micidiale inquinamento.

Pierino Marazzani, dicembre 2020

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