Lo Scaffale

Autori vari L'INVENZIONE DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA OVVERO L'INGRESSO NELLA MODERNITÀ, Ariele, Milano, 2020, pagine 154, euro 13,00

Di Pierino Marazzani | 04.11.2020


Ottimo saggio divulgativo denso di riferimenti laicisti e propriamente anticlericali redatto da sei intellettuali francesi.

La libertà di coscienza, concepita come un banco di prova della laicità, deve essere alla base di ogni democrazia. Beati i laici francesi che riuscirono a conquistare un efficace legge sulla laicità delle istituzioni nel 1905. Il testo si apre appunto con una dedica alla memoria di un parlamentare francese che si impegnò in prima persona per tale battaglia laicista.

In Francia, dopo il 1860 si sviluppa il movimento del Libero Pensiero volto a contestare il papato e i vieti dogmi clericali per un mondo illuminato dalla Ragione e dalla Scienza Sperimentale: “I Liberi Pensatori si richiamano ai Lumi, sono anticlericali e spesso antireligiosi”.

Nel paragrafo “Jean Bodin” (1530-1596) o la religione della Ragione” si esalta il mutuo rispetto delle religioni e della tolleranza in generale.

Anche Giordano Bruno è citato come “vittima dei fulmini dell'Inquisizione” a causa dei suoi scritti e comportamenti eterodossi.

Il testo contiene anche una rara poesia antireligiosa seicentesca contro Dio e i sette sacramenti: “tutti e sette io li disprezzo”.

La laicità della Magistratura è sviscerata nel paragrafo: “La questione del giuramento in tribunale” ove si rammentano importanti battaglie ottocentesche francesi contro i crocifissi e contro i giuramenti sulla Bibbia: alla fine i transalpini l'ebbero vinta e in Francia i tribunali sono stati liberati da tale macabro simbolo cristiano e si presta giuramento senza alcun riferimento divino. Interessante anche il paragrafo sulla laicizzazione dei cimiteri.

Pierino Marazzani novembre 2020

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