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Paolo Scquizzato, LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO. LA PREGHIERA NELLA GRANDE PROVA. Gabrielli editori

Di Redazione | 06.05.2020


Nel libro appena uscito a cura di don Scquizzato, alcuni noti biblisti, teologi e filosofi italiani pongono la domanda estrema: «Dov'è Dio nella grande prova?»

Papa Francesco continua, instancabilmente, ad appellarsi alla preghiera in questo tempo oscuro, dominato dall'angoscia, dalla paura e dallo spettro della morte.

Una preghiera, quella di Francesco, che non ha nulla della magia o della scaramanzia. Non si chiede a un Dio metafisico di intervenire con il braccio potente del demiurgo per debellare il virus mortale. Come ricorda il teologo Carlo Molari: «Non credo nel Dio che cambia atteggiamento per la preghiera degli uomini. Come se noi pregando sollecitassimo Dio a fare qualcosa di nuovo. È una pretesa insensata, un modello antropomorfico. La preghiera ha un grande valore perché mette in moto in noi dinamiche di novità e di cambiamento, non perché modifica l’atteggiamento di Dio, ma perché noi accogliamo la sua azione in modo molto più profondo e ricco».

Ed è a partire da qui che Gabrielli editori ha pensato di uscire proprio in questi giorni di pandemia da Covid-19 con un libro dal titolo, La goccia che fa traboccare il vaso. La preghiera nella grande prova già in ebook e ora nel formato stampa in arrivo nelle librerie.

Un libro pensato e voluto da Paolo Scquizzato, prete della diocesi di Pinerolo, che di fronte a scene di una religione che sembrava ormai lontana (statue di madonne e santi ritenuti efficaci contro morbi e pestilenze; ostensori a benedire piazze deserte, in un caso addirittura dall’alto di un elicottero) e che lascia sgomenti, si è posto la domanda su quale idea di Dio ci portiamo dentro; quale Dio si nasconde dietro queste invocazioni, a questi gesti? Questa è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Amata, “perché in essa è nascosto ogni bel cambiamento”. Un cambiamento già in atto perché esiste un cristianesimo come fede vissuta che anche se lentamente va affrancandosi dalla mera religione rivestita da neo-paganesimo. Esistono donne e uomini che non perdono occasione, attraverso lo studio attento e serio e una preghiera matura, di presentare un Dio “altro”, infinitamente altro. Ed esiste infine una teologia intenta a “salvare” Dio dall’essere traballante stampella alle umane insufficienze e immenso tappabuchi delle nostre falle esistenziali.

Quindi don Paolo Scquizzato ha posto la medesima domanda ad alcuni amici, sparsi in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Alcuni teologi e biblisti molto noti come Alberto Maggi, Carlo Molari, Antonietta Potente, Franco Barbero, Paolo Farinella, Antonio Thellung, Silvano Nicoletto; altri intellettuali impegnati nella riflessione filosofica, sociologica e teologica da Augusto Cavadi a Claudia Fanti, Paola Lazzarini, Antonella Lumini, Gianni Marmorini, Gianluigi Nicola, Gilberto Squizzato, Ferdinando Sudati, Paolo Zambaldi. A tutti Scquizzato ha chiesto un breve contributo su come poter concepire la preghiera in epoca di Covid-19 e cosa voglia dire pregare un Dio in un momento buio come questo. Si è formato un mosaico, fatto di picco­le tessere, ciascuna con la sua ricchezza e con il suo tratto personale, di autori e au­trici profondamente sinceri.

E non può essere altrimenti, perché la domanda che ci si pone drammaticamente oggi è la stessa che si ponevano gli internati nei campi di concentramento nazisti: “Dov'è Dio?”. In fin dei conti è da qui che si articola la preghiera nel tempo della grande prova. Così ne scrive uno degli autori del libro, don Paolo Farinella: «Se avessimo fede, chiuderemmo le chiese per lutto, piangendo sulla “morte di Dio”, che abbiamo ancora una volta seppellito sotto una montagna di morti da Coronavirus perché da tempo abbiamo decretato che Dio è superfluo e inutile. Non chiediamo “Dov’è Dio?” perché se Dio c’è, non c’è perché egli è Altro, anzi Tutt’Altro, ma chiediamo più coerentemente “Dove sono io? Dove siamo noi?”. Allora, quando avremo risposto, forse avremo l’avventura e la sorpresa di scoprire un “dio nuovo” con le sembianze dell’uomo Gesù che è sempre lì a indicare la strada, la sola possibile: “Metá-noia/capovolgimento del modo di pensare”. Scopriremo che la domanda deve essere “Se ci sei, ‘Chi’ sei Dio?”».

 

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