Rassegna stampa

24-03-2022, Alessandro Perego, TRASFORMAZIONE, FUSIONE E SCISSIONE DEGLI ENTI CANONICI NELL’ORDINAMENTO DELLA CHIESA E DELLO STATO, Rivista telematica statoechiese.it

Di Alessandro Perego, www.statoechiese.it | 24.03.2022


SOMMARIO: 1. Riorganizzazione ecclesiastica e operazioni straordinarie degli enti canonici - 2. Le operazioni straordinarie nel Codice di diritto canonico: i canoni 121 e 122 - 3. Competenza dell’autorità ecclesiastica e procedura canonica - 4. (segue) licenze e controlli canonici - 5. Disciplina civile delle operazioni straordinarie degli enti canonici - 6. Mutamenti sostanziali degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti - 7. Operazioni straordinarie degli enti di diritto comune: trasformazioni di associazioni di fedeli e pie fondazioni - 8. (segue) fusioni e scissioni - 9. Enti religiosi con ramo del Terzo settore o di impresa sociale - 10. Profili fiscali delle operazioni straordinarie e beni culturali.

1 - Riorganizzazione ecclesiastica e operazioni straordinarie degli enti canonici
Non vi è dubbio che il tempo presente sia anche il tempo del ripensamento dell’organizzazione ecclesiastica. L’insostenibilità, per motivi sociali, economici o numerici, di alcuni consolidati moduli organizzativi con cui la Chiesa si è storicamente resa presente nel mondo e le nuove e inaspettate esigenze di evangelizzazione, stanno imponendo a pastori e fedeli di assumere decisioni di carattere straordinario sul modo di essere e di operare degli enti nei quali si articola il Popolo di Dio.
La risposta giuridica che si può dare a tale istanza di riorganizzazione è, sostanzialmente, di due tipi: è possibile, anzitutto, operare in discontinuità, sancendo l’estinzione e la liquidazione di un dato ente, poiché esso non risulta più utile alla missione della Chiesa o perché si intende perseguire con differenti modalità gli scopi che ne giustificano l’esistenza o affidare ad altre organizzazioni, nuove o esistenti, le attività che esso svolge1; in alternativa, si può optare per la conservazione, più o meno integrale, dell’insieme di beni o di persone che costituisce il substrato dell’ente2, per la continuità della sua azione e per la prosecuzione dei suoi rapporti giuridici, modificandone tuttavia il modo di strutturarsi, di qualificarsi e di operare, per farlo evolvere e renderlo maggiormente rispondente ai bisogni della Chiesa e alle esigenze della sua missione.
Percorrere questa seconda via significa, concretamente, intervenire sul singolo ente con una parziale modifica del suo statuto, ridefinendone taluni contenuti (lo scopo, le attività, gli organi di governo, la denominazione, la sede e così via), oppure porre in essere operazioni straordinarie, e certamente più radicali, di trasformazione, di congiunzione o di divisione, che possono incidere sul tipo di ente e coinvolgere più di un soggetto giuridico. Su queste ultime intende soffermarsi il presente contributo.
Con la trasformazione si interviene modificando il “codice organizzativo”3 di un ente canonico che transita da quello corrispondente a un certo tipo soggettivo (ad esempio, la parrocchia) a uno differente (ad esempio, un santuario), conservando tuttavia in capo al medesimo i diritti e gli obblighi e proseguendo nei rapporti giuridici sussistenti al momento dell’operazione. È bene precisare che non si ha trasformazione, in senso proprio e tecnico, quando la modifica concerne solo una variazione dello specifico fine perseguito dall’ente in “corrisponden[za] alla missione della Chiesa”4, l’acquisto o la perdita della personalità giuridica canonica da parte del medesimo, il suo passaggio da persona giuridica privata a pubblica o viceversa e, ancora, altre forme di approvazione o di revoca del…

1 Nell’ordinamento della Chiesa tale ipotesi di soppressione, che non costituisce oggetto d’indagine del presente contributo, è disciplinata, anzitutto, dai canoni 120 e 123 C.i.c.
2 Il Codice di diritto canonico del 1983 non si distacca dalla classificazione tradizionale degli enti e delle persone giuridiche, facendo espressamente proprio il principio per cui essi “nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose” (can. 115, § 1, C.i.c.).
3 G. PRESTI, M. RESCIGNO, Corso di diritto commerciale, Zanichelli, Bologna, 2021, p. 699.
4 Can. 114, § 1, C.i.c.

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