Rassegna stampa

18.10.2021, LAICITÀ DELLA SCUOLA news, ottobre 2021

Di Coordinamento per la laicità della Scuola | 18.10.2021


Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della scuola

Editoriale:

Questioni di matrici

In relazione a quanto è accaduto il 9 ottobre a Roma riproponiamo
in questo numero delle NEWS la recensione del libro di Claudio
Vercelli, Neofascismi (Edizioni del Capricorno, Torino 2018),
pubblicata da Alessandro Letta Modignani su “Il Foglio” (9 gennaio
2019). Abbiamo chiesto a Claudio Vercelli una riflessione aggiuntiva
sugli interrogativi che pongono questi fatti.
Le vicende di queste ultime settimane confermano la
permanenza di una «questione neofascista» in Italia, così come in
Europa. Meglio sarebbe quindi parlare della costanza di un destra
radicale che, nelle sue diverse manifestazioni, costituisce il punto
di coagulo, a livello continentale, di indirizzi sovranisti,
neonazionalisti, populisti ed identitari. Ad essi, infatti, fornisce il
cappello di una subcultura politica di matrice storica – il rimando
stesso alle esperienze fasciste del secolo trascorso – fondata sul
rigetto del costituzionalismo, sull’enfasi antidemocratica, sulla
retorica populista, sull’avversione non solo al “socialismo” ma ad
ogni esperienza di socialità che non sia incapsulata dentro la
duplice polarità che lega movimentismo anti-istituzionale ad
autoritarismo gerarchico. Ad incaricarsi di confermare un tale
quadro di riferimento sono gli eventi di queste ultime settimane:
senz’altro l’inaudita aggressione alla sede nazionale della Cgil, che
ricorda, per più aspetti le violenze dei Fasci di combattimento, ma
anche il susseguirsi di episodi di prevaricazione così come di
violenza spicciola e ripetuta, spesso perduti tra le pieghe della
cronaca quotidiana. Il problema non è quindi solo il misurare la
consistenza, altrimenti relativamente ridotta, delle singole
organizzazioni neofasciste bensì l’identificare le ben più rilevanti
dimensioni di un’area grigia, di implicito consenso alla natura
eversiva di tali gruppi, che raccoglie trasversalmente molti
soggetti: da quei movimenti di piazza magmatici, basati sul
ribellismo sociale fine a se stesso, agli stessi insediamenti
elettorali di alcuni partiti della destra parlamentare, che
esprimono al loro interno esponenti che si adoperano per
legittimare le spinte alla progressiva abrasione degli ordinamenti
legali. Il neofascismo italiano, metamorfico e come tale
persistente, rivela così la sua pervicacia.

Oltre che una nuova indagine sulla sua anatomia, si impone
più che mai una riflessione sul malessere diffuso, altrimenti senza
nome, di cui, ancora una volta, riesce a farsi catalizzatore e quindi
vettore antipolitico. Si deve ripartire da questo punto, sapendo
che la contemporaneità del radicalismo eversivo riposa, ancora
una volta, sulla crescente fragilità dei sistemi di rappresentanza,
sull’angoscia da espropriazione che attraversa una parte delle
nostre società, sull’angoscia verso un domani non solo incerto ma
incomprensibile.

Claudio Vercelli

***

In evidenza:

LA CONDANNA DI MIMMO LUCANO a 13 anni e due

mesi di carcere e a un risarcimento di oltre 750mila euro:

UNA SENTENZA INGIUSTA

Tra le tante espressioni di stupore e indignazione riportiamo i
commenti di Emergency e di Amnesty International.

Così EMERGENCY commenta la notizia della condanna: “In attesa
di leggere le motivazioni della sentenza, vogliamo esprimere la
nostra vicinanza a Mimmo Lucano per il verdetto che lo colpisce
così duramente. Abbiamo conosciuto l’esperimento di Riace e
facciamo fatica a pensare che potesse essere altro che un modello
di accoglienza che ha parlato al mondo di un’integrazione possibile
e concreta. Aspettiamo che si concludano i tre gradi di giudizio e
siamo fiduciosi che possano fare chiarezza sulla buona fede del suo
operato e della sua persona”.
“Non siamo in grado di commentare i singoli addebiti nei confronti
di Mimmo Lucano, ma siamo pronti a difendere la storia del
modello di accoglienza di Riace”, ha dichiarato Gianni Rufini,
direttore di Amnesty International Italia a seguito degli sviluppi
dell’inchiesta della procura di Locri che hanno determinato gli
arresti domiciliari per il sindaco del comune calabrese.
“Quello di Riace è stato per anni un modello di accoglienza
riconosciuto e ammirato a livello internazionale“, ha aggiunto
Rufini. “Appare del tutto fuori luogo la soddisfazione espressa dai
tifosi, istituzionali e non, della criminalizzazione della solidarietà e
dell’accoglienza, che esultano per essere riusciti a eliminare un
‘nemico’ per via giudiziaria, tanto più in momento in cui, a
prescindere dal destino personale di amministratori locali, è in
gioco la radicale ristrutturazione del sistema di accoglienza”, ha
concluso Rufini.

***

MORTO A 77 ANNI SALVATORE VECA filosofo della politica e della
laicità.

MicroMega ripropone un bel testo del 2008: Laicità e democrazia:
‘simul stabunt, simul cadent’:
https://www.micromega.net/laicita-e-democrazia-salvatore-veca/
Una piacevole biografia che racconta importanti aspetti della storia
della cultura italiana e internazionale: S. Veca, Prove di autoritratto. con
Sebastiano Mondadori, Mimesis, Milano 2020.
Da un'intervista rilasciata da Salvatore Veca a euronews, in
occasione dell'uscita del suo libro Qualcosa di sinistra. Idee per una
politica progressista (Feltrinelli, 2019):
Se uniamo i processi di globalizzazione, che implicano una radicale
finanziarizzazione dell’economia, ai processi di rapidissima
innovazione tecnologica, il passaggio dalla era Gutenberg alla era
Internet, il “combinato disposto”, l’insieme di queste due cose
redistribuisce completamente costi e benefici nelle società. In questo
quadro i partiti di centrosinistra che si sono trovati al governo hanno
del tutto dimenticato la loro responsabilità nei confronti di chi era
svantaggiato, e hanno dovuto negoziare sistematicamente con i poteri
sociali, poiché il potere politico degli esecutivi nazionali è indebolito
fortemente. È il problema di una politica insediata entro confini e che
deve misurarsi con poteri sociali, a partire dai poteri finanziari, ai poteri
comunicativi, dai poteri culturali, ai poteri religiosi, che attraversano
come vogliono le frontiere; questo rende terribilmente difficile
l’elaborazione di politiche ispirate a idee.
[...]
Perché siamo veramente a corto di idee, lo dico con rude semplicità; la
sinistra ha smesso di prendere sul serio il rapporto tra idee e politiche.
Le sue politiche sono state dettate dal breve termine, dalla necessità di
misurarsi con vincoli, con poteri sociali ubiqui, con sovrani opachi, e
questo ha generato quella sorta di ritiro di fiducia nei confronti delle
formazioni dei partiti di sinistra in Europa ovunque in realtà se ci
pensiamo. Siamo in una fase di grande trasformazione, per dirla col
vecchio Karl Polany, che in molte parti ha caratteri di regressione. Sono
valori o idee guida buttati da un canto. E siccome non c’è conquista in
termini di diritti e di giustizia che sia irreversibile, anche le più belle
cose che uno può aver combinato possono essere dissolte, investimenti
di lungo termine possono dissolversi….

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→ DOCUMENTO DEL CIDI NAZIONALE SUI FATTI DI ROMA

NON STAREMO A GUARDARE
Qualcuno sosteneva che il fascismo non esiste più, che è un
retaggio di un passato che ci siamo lasciati alle spalle. Se c’era
bisogno di un’ulteriore dimostrazione che chi lo sostiene sostiene
il falso eccola: l’aggressione di sabato 9 ottobre alla sede nazionale
della Cgil, al pari di quella al Pronto Soccorso del Policlinico
Umberto I, ne è un'ulteriore drammatica prova.
Lo sapevamo, ma non per questo le immagini viste in questi giorni
in televisione sono meno impressionanti. E si resta colpiti anche
dal fatto che video e foto sono scattate e caricate sui social dagli
stessi protagonisti dell'attacco fascista, a volto scoperto senza
alcun timore, dimostrando che ritengono oggi lo squadrismo di
destra un comportamento permesso.
Non lo è, ma qualcuno glielo ha fatto credere. Perché se anche
fosse vero che i partiti della destra italiana non conoscono i
mandanti degli assalti fascisti, i mandanti conoscono loro.
Noi insegnanti del Cidi non staremo a guardare e sabato 16
ottobre saremo a Roma a manifestare per la nostra Costituzione.
La democrazia si difende nelle strade e si costruisce nelle scuole!
Questo è il nostro compito, e noi continueremo a farlo. Nessuno si
illuda di spaventarci.
Roma, 11 ottobre 2021

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→ UN COMUNICATO DELLA CUB TORINO

Attacco fascista alla CGIL
Un fatto gravissimo
Oggi a Roma nel corso di una manifestazione contro il Green Pass
un gruppo di fascisti ha attaccato la sede della CGIL.
Non va ovviamente, in alcun modo, confusa la mobilitazione di
molti e di molte che, per varie ragioni, si oppongono al green pass
con la violenza fascista e con l’attacco a una sede sindacale.
Detto ciò, quanto è avvenuto è gravissimo e intollerabile, una cosa
è lo scontro fra posizioni politiche altro l’aggressione a
un’organizzazione di lavoratori e lo è, a maggior ragione se gli
aggressori sono nemici mortali degli interessi dei lavoratori e delle
stesse libertà politiche, sociali, sindacali.
Se i fascisti pensano di potersi infiltrare tranquillamente nelle
mobilitazioni sociali e sindacali scopriranno che troveranno, a
partire dallo sciopero dell’11 ottobre del sindacalismo di base, una
risposta adeguata.
La CUB che ha alla base della sua azione il rifiuto del razzismo e
del sessismo, l’unità nella lotta dei lavoratori e delle lavoratrici e la
difesa delle libertà si oppone da sempre e si opporrà sempre ad
ogni rigurgito autoritario.
Per la CUB Torino
Cosimo Scarinzi
https://www.facebook.com/cubpiemonte/

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→ CIDI TORINO comunica le nuove date per iscriversi ai corsi
di formazione

corso di formazione L'IMPREVEDIBILE LETTURA:
9 - 16 - 23 - 30 novembre; 14 dicembre 2021.
Sede del corso: Cidi Torino, Via M. Ausiliatrice, 45. Per iscriversi
compilare il MODULO
Il corso IL GIOCO COME STRUMENTO DIDATTICO:
11 - 18 - 25 novembre; 2- 9 dicembre 2021.
Sede del corso: Cidi Torino, Via M. Ausiliatrice, 45. Per iscriversi
compilare il MODULO
Informazioni sui due corsi alla pagina formazione del sito.
http://www.ciditorino.it/

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→ FNISM – Sezione di Torino “Frida Malan”
Sul sito della FNISM torinese la Newsletter di settembre. Tra le
notizie

— Il Ministro dell'Istruzione Bianchi vorrebbe introdurre lo studio
della filosofia negli istituti tecnici. L'idea ci appare
sostanzialmente condivisibile, purché non si tratti di un
insegnamento della storia della filosofia ma di una riflessione
critica sulle tematiche proprie dei singoli corsi di studio.
— Il 10 novembre si inaugurerà il Laboratorio di Filosofia
2021/2022 con un incontro sul "Convivio" di Dante. A seguire
approfondimenti sui testi di Foucault, Arendt, Reclus, Harari e, in
conclusione, un convegno su "Bertrand Russell, scettico
appassionato: a 150 anni dalla nascita".
Sede : Ce. Se. Di., via Gaudenzio Ferrari 1, ad esclusione del
Convegno che si svolgerà presso l'auditorium del Liceo Einstein,
via Tollegno 30, Torino.
Orario : 15,30 – 18.
Per partecipare è necessario il green pass.
— La Fnism - Sezione di Torino "Frida Malan", in collaborazione
con il Centro studi Piero Gobetti, organizza la presentazione del
libro di Tullio Monti, Percorsi laici. Appunti, discorsi e pensieri
sulla laicità e sui diritti civili, Officine editoriali da Cleto, 2021.
Introduce: Marco Chiauzza (Presidente della Sezione torinese
Fnism). Discutono con l'autore: Gaetano Pecora (Università del
Sannio), Massimo L. Salvadori (Università di Torino). Sede: sala
Conferenze Palazzo San Celso (ingresso dal Museo diffuso della
Resistenza, Corso Valdocco, 4/A) Orario: 16-18. Per partecipare è
obbligatorio il green pass.
http://www.fnism-torino.it/public/newsletter/numeri/nu
mero043.htm

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→ GIORNATE DELLA LAICITÀ 2021, I VIDEO DEGLI INCONTRI

Di Iniziativa Laica | 20.07.2021

Dopo la pubblicazione degli incontri con Roberta De Monticelli,
Paolo Nichelli e Maurizio Ferraris. questa settimana è la volta di
Telmo Pievani e Francesco Remotti.
Telmo Pievani ha gettato il suo sguardo sulla contemporaneità della
pandemia, con un incontro dedicato all’etica della responsabilità dopo
Covid-19, mentre Francesco Remotti ha portato un approfondimento
sul significato di appartenenza ad una determinata cultura e
sull’influenza che quest’ultima ha nel determinare la nostra identità e
una specifica visione del mondo.
Entrambi gli incontri, e gli altri già pubblicati, li potete vedere sul
nostro canale YouTube o ascoltare come podcast, utilizzando il link
qui sotto.
GUARDA IL VIDEO DEGLI INCONTRI
ASCOLTA IL PODCAST DEGLI INCONTRI
http://www.italialaica.it/video/65025

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→ BANDI CORSI – CONCORSI DI STORIA CONTEMPORANEA
PER LE SCUOLE PIEMONTESI

Il Consiglio regionale del Piemonte, tramite il Comitato della
Regione Piemonte per l’affermazione dei Valori della Resistenza e
dei Principi della Costituzione Repubblicana, in collaborazione con
l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, ha bandito:
 41° edizione del concorso “Progetto di storia contemporanea –
Resistenza, resistenze, diritti violati, diritti negati” (link alla
locandina)
 1° edizione del concorso “Chi è di scena? …La Repubblica”
(link alla locandina)
Object 1
Per i docenti è previsto un corso di formazione e un laboratorio
didattico per guidare l’attività con le classi a cura degli Istituti
storici della Resistenza e della società contemporanea piemontesi.
L’elaborato o l’artefatto prodotto da ogni classe parteciperà al
concorso finale.
Link alla pagina dei bandi ( scadenza dei bandi: 20 ottobre 2021).
http://www.istoreto.it/2021/10/10187/
Al Museo Diffuso della Resistenza di Torino, di cui l’Istoreto è
socio fondatore, le scuole possono visitare l’attuale allestimento
interattivo permanente “Torino 1938-1948. Dalle leggi
razziali alla Costituzione”. http://www.museodiffusotorino.it/
AllestimentoPermanente.

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→ Centro studi Piero Gobetti
https://www.centrogobetti.it/

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→ SEGNALAZIONE: I diritti al tempo della pandemia
Come ha influito la pandemia sui diritti nel nostro paese?
Ce lo racconta il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, curato da A
Buon Diritto con il sostegno dell'Otto per mille Valdese. Non c'è
un'edizione a stampa, ma il rapporto è online e consultabile
gratuitamente a questo indirizzo web: https://www.rapportodiritti.it/
Il Rapporto traccia una panoramica sullo "stato di salute" dei
diritti nel nostro paese. Al Rapporto lavorano 18 autrici e autori,
due webmaster, un illustratore e la redazione di A Buon Diritto.
Nell’aggiornamento di quest'anno i ricercatori e le ricercatrici si
sono concentrati sull'impatto che la pandemia da Covid-19 ha
avuto su tutti i settori della vita quotidiana e sulla sfera dei diritti,
con ripercussioni tangibili in ambito sociale, educativo, economico,
lavorativo.
Presentazione su
https://www.facebook.com/abuondiritto/videos/1053937348507318

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IL LIBRO
Claudio Vercelli, Neofascismi, Edizioni del Capricorno, Torino
2018, pp.188, € 16

Dal 1945 a oggi, la magmatica e turbolenta galassia che si
richiama alla storia e all’ideologia del fascismo non ha mai cessato
di risorgere, dividersi, disperdersi, ritrovarsi. Con il rigore dello
studioso e didascalica chiarezza, Claudio Vercelli ne ricostruisce le
molte fasi, indagando nel fitto sottobosco delle sigle e delle
pubblicazioni, comprese le più sconosciute e semi-clandestine.
Alla caduta del regime, i fascisti “esuli in patria” devono subito
misurarsi con il problema della legalità repubblicana. La Guerra
fredda e l’impellente necessità di contrastare i comunisti
determinano il prevalere della linea moderata e parlamentare, con
la nascita del Movimento sociale italiano. Una scelta che certo non
può appagare le correnti più schiettamente anti democratiche dei
reduci di Salò. Fra le figure di maggior rilievo, spiccano in
particolare Junio Valerio Borghese, il leggendario comandante
della Decima flottiglia Mas, e il filosofo Julius Evola, i cui testi –
ispirati a un forte spiritualismo – avranno un’importanza decisiva
su un’intera generazione di “legionari”.
Per quindici anni, dal ’54 al ’69, il partito rimane sotto la guida di
Arturo Michelini, mentre Rauti fonda il centro studi Ordine Nuovo,
di ispirazione evoliana. Gli anni Sessanta fanno da incubatrice alla
violenza, che esplode alla fine del decennio. Anche Almirante, che
succede a Michelini, sembra privilegiare la scelta atlantica,
l’anticomunismo, la borghesia della “maggioranza silenziosa”.
Rauti rientra nel Msi, ma di nuovo si viene formando una frazione
di destra più radicale. I giovani neofascisti guardano a Franco
Freda, ad Adriano Tilgher che fonda Avanguardia nazionale, a
Paolo Signorelli che dà vita a Terza Posizione. È la lunga stagione
delle bombe, della violenza, della lotta armata. L’apice del
terrorismo nero è rappresentato dallo “spontaneismo armato” dei
Nar (Nuclei armati rivoluzionari) responsabili di ben trentatré
omicidi in cinque anni. Poi la violenza si placa. “Ciò che restava
della destra eversiva era un groviglio di personaggi malamente
assortiti (…) una vera e propria palude”. Marco Tarchi ben
rappresenta la Nuova destra, intellettuale ed eccentrica,
caratterizzata dalla critica al liberalismo e all’americanismo, che si
contrappone sia al parlamentarismo missino, sia allo
spiritualismo tradizionalista evoliano: “Il binomio destra e
modernità non era più letto in chiave di opposizione”. Oggi sono
cambiate le sigle, ma la destra neofascista rinasce sempre dalle
sue ceneri: Forza nuova e CasaPound sono le due aggregazioni
maggiori, entrambe caratterizzate da omofobia e antisemitismo,
fortemente connessi a una visione ossessiva della difesa razziale.
Ora l’estrema destra “riveste i panni di un nuovo plebeismo e
ambisce a rappresentare il territorio sociale dell’esclusione”. “La
forza del radicalismo di destra – scrive Vercelli nelle conclusioni –

è direttamente proporzionale alla crisi della democrazia sociale.
Più indietreggia la seconda, maggiori sono gli spazi del primo”.
(Recensione di Alessandro Letta Modignani, “Il Foglio”, 9 gennaio
2019)

***

IL FILM
Esce a fine ottobre, col titolo 12 settimane, L’événement, Leone
d’oro al Festival cinematografico di Venezia 2021. Adattamento del
romanzo omonimo di Annie Ernaux. Riprendiamo parte
dell’articolo di di Davide Turrini comparso su “Il Fatto
Quotidiano” del 6 settembre 2021.
Regia: Audrey Diwan
Con Anamaria Vartolomei, Pio Marmaï, Sandrine Bonnaire,
Kacey Mottet Klein.
Francia, 2021, durata: 100’.

Un’opera al cui centro è posta in ogni inquadratura, dal primo
all’ultimo minuto, la ventenne Anne (Anamaria Vartolomei), una
studentessa universitaria che scopre di essere incinta e per questo
vuole a tutti i costi abortire. Una scelta umanamente complessa e
difficile, ma oggi praticabile senza grossi rischi di salute. Solo che
la storia di Anne va retrodatata un tantino, giusto quei
cinquant’anni fa, nel 1963 […]. Anni in cui l’aborto era ancora
punito per legge con la prigione. […]
Anne non ha le mestruazioni da un po’ e sicuramente è incinta.
Ed è proprio il caso di dire che a quel punto il mondo che abitava
fino a quel momento le gira le spalle chiudendola in una trappola
senza via d’uscita. Un’agnizione narrativa verticale che tempo una
decina di minuti di racconto assume subito un senso di evidente
terrore e isolamento psicologico per la protagonista. Tutti, ma
proprio tutti, evitano la richiesta di aiuto che Anne pone in gran
segreto: come posso abortire? Le amiche le stanno lontane, gli
amici prima sbavanti partner girano improvvisamente larghi, i
medici che la visitano le urlano improperi al solo sentire il termine
“aborto” e uno addirittura la prende per i fondelli prescrivendole
un farmaco rinforzante per il feto spacciandolo per un medicinale
che la farebbe mestruare. Anne è sola, […] fino a quando un
compagno di università le suggerisce un contatto tramite un’amica
per abortire in una casa privata, da una signora con ferri e
divaricatore sterilizzati sul fornello del gas.
Diwan dirige con mano sicura il dramma interiore della
protagonista optando per una macchina da presa
dardennianamente intrusiva e prossima al corpo e al viso di Anne,
percependone il respiro, l’inquietudine, il dolore fisico sommesso
gridato a mezza bocca per non farsi sentire da nessuno; ma anche
filmando con oculati e realistici fuori vista il tentativo di aborto fai
da te, quello nella casa privata, ma soprattutto l’espulsione finale
del feto nei bagni del campus. Non c’è pornografia o
spettacolarizzazione in questa scelta stilistica radicale [...]. Anne è
sempre in scena e questo suo tentativo ossessivo e totale di
rifiutare la maternità per potere essere libera di scegliere il suo
destino, trasmette in ultima istanza un senso di inseguita
liberazione simbolica da ogni costrizione istituzionale sul corpo
della donna e in maniera più ampia e larga sul corpo di ogni
individuo ben oltre il periodo storico esaminato (in Francia
l’aborto verrà legalizzato nel 1975, ndr). L’événement, che in Italia
uscirà a fine ottobre distribuito da Europictures, farà discutere
assai. E Anamaria Vartolomei, in quei primi piani senza trucco,
impaurita, ritratta, terrorizzata dal rifiuto di un aiuto del prossimo, è di una forza drammaturgica semplicemente dirompente.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/06/festivaldi-
venezia-2021-levenement-e-il-film-sullaborto-che-fara-discutere-eche-
ha-fatto-piangere-anche-i-giornalisti/6312443/

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Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della
scuola. Redazione: Marco Chiauzza, Grazia Dalla Valle,
Daniel Noffke, Cesare Pianciola, Stefano Vitale.

Fanno parte del Coordinamento: AEDE (Association Européenne
des Enseignants), AGEDO, CEMEA Piemonte, CGD Piemonte,
CIDI Torino, COOGEN Torino, CUB-Scuola, FNISM, Sezione di
Torino "Frida Malan", MCE Torino.

 

 

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