Rassegna stampa

18.03.2021, LAICITÀ DELLA SCUOLA news, marzo 2021

Di Coordinamento per la laicità della Scuola | 18.03.2021


Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della scuola

Editoriale:

La scuola e il diritto ad una citta educativa

“(…) Si afferma un nuovo diritto degli abitanti della città: il diritto ad

una città educativa.

Tutti gli abitanti di una città avranno il diritto a godere, in condizioni

di libertà e uguaglianza, dei mezzi e delle opportunità di formazione,

svago e sviluppo personale che la stessa è in grado di offrire. Il diritto

alla città educativa si propone come un’estensione del diritto

fondamentale di tutti all’educazione. (…)

Una città sarà educativa se offre generosamente tutte le sue

potenzialità, se le mette a disposizione dei suoi abitanti e se insegna

loro ad utilizzarle.”

 

(Dalla Carta delle Città Educative, 1° Congresso Internazionale delle

Città Educative, Barcellona 1990)

 

La "Città Educativa" è una proposta sulla qualità della vita cittadina.

Di tale progetto sono responsabili le Amministrazioni comunali, tutti

i tipi di istituzioni, le associazioni pubbliche o private. L’obiettivo è di

lavorare, in senso cooperativo ed educativo, per lo sviluppo di

politiche che diano impulso alla qualità della vita delle persone,

unitamente allo spirito di cittadinanza e ai valori di una democrazia

partecipata e solidale.

Tutta la città è fonte di educazione: per mezzo delle sue istituzioni

tradizionali, delle sue proposte culturali, ma anche per mezzo della

sua pianificazione urbanistica, delle sue politiche ambientali, dei suoi

mezzi di comunicazione, del suo tessuto produttivo e delle sue

imprese.

Una Città Educativa, cosciente dell’impatto che comportano le

proprie iniziative, si assume l’impegno di promuovere con le proprie

politiche, un'informazione alla portata di tutti i cittadini, la loro

partecipazione alle scelte di governo della Città, la convivenza e il

senso civico, la salute e la sostenibilità ambientale.

La scuola ricopre un ruolo centrale nello sviluppo della Città

Educativa; ha un compito universale, non legato agli indirizzi

particolari delle amministrazioni locali, e nel contempo è parte attiva

della città attuando il proprio mandato costituzionale. Dunque non

le viene richiesto di annullarsi nella comunità educante rinunciando

alla responsabilità specifica di garantire il più alto livello di

istruzione a tutti i cittadini e per tutto l’arco della vita. La scuola

contribuisce rimanendo titolare della formazione culturale come

elemento costitutivo della cittadinanza consapevole. La scuola ne ha

la titolarità e si avvale del contributo di tutta la città: le famiglie,

l’Ente Comunale, gli enti culturali, il terzo settore. I protagonisti

della scuola (bambini, ragazzi, adulti e coloro che li accompagnano

nell’apprendimento) sono impegnati nel conoscere la città e nel

contribuire a trasformarla in Città Educativa. Il lavoro della scuola si

intreccia con quello delle altre agenzie formative e culturali.

Per approfondire il rapporto tra scuola e crescita della Città

Educativa il Cidi Torino promuove il seminario di martedì 16 marzo.

Si parla di Città Educativa come filosofia per il governo della città; si

recupera l‘importante esperienza realizzata a Torino negli anni

settanta e ottanta che si rinnova in alcuni quartieri come Barriera di

Milano. Nell’incontro sono chiamati a confrontarsi i protagonisti del

sistema educativo e sono invitati i possibili attori delle prossime

elezioni amministrative.

Domenico Chiesa

La scuola in Torino Città educativa
Iniziativa dedicata a Fiorenzo Alfieri
Seminario su piattaforma Zoom
martedì 16 marzo 2021 ore 17
Programma:
Claudia Dogliani: il senso dell’iniziativa
Ermanno Morello: introduce e dialoga con Eleonora Artesio sullo
spirito degli anni Settanta/Ottanta
Domenico Chiesa: la centralità della scuola in relazione alla Città
educativa
Daniela Braidotti: l’esperienza di Barriera
Luisa Girardi: difficoltà ad interloquire con il territorio in questo
momento
Discussione
(per iscriversi https://drive.google.com/file/d/1UyQ_xwe__0-
CQwcjGC22Whi2XAtZPJb2/view)

***
In evidenza:

→ GIUNTA REGIONALE PIEMONTESE: per i progetti con le ASL
è necessario per le associazioni che nello statuto ci sia “la
finalità di tutela della vita fin dal concepimento”

Le Asl hanno ricevuto indicazioni per avviare progetti con le
associazioni pro vita nei consultori e questa presa di posizione della
Giunta Cirio ha scatenato le opposizioni.
A partire da Marco Grimaldi, capogruppo Luv in Regione, che ha
definito la proroga al 31 marzo del bando "per aggiornare gli elenchi
delle associazioni con le quali collaborare, col requisito della
presenza nello statuto 'della finalità di tutela della vita fin dal
concepimento' una scelta inaccettabile. La Giunta aveva assicurato
che non avrebbe dato seguito alla proposta dell'assessore Maurizio
Marrone che, in piena pandemia, pensa di operare per la collettività
tentando per l'ennesima volta di massacrare l'autodeterminazione
delle donne".
"Se qualcuno ha firmato un atto senza avere le deleghe o il mandato
politico per farlo - ha aggiunto Grimaldi - deve fare immediatamente
un passo indietro. Se la direttiva arriva invece dagli assessorati
competenti vogliamo sapere perché hanno deliberatamente mentito
alla Commissione regionale Sanità". Molta dura anche Chiara
Foglietta del Partito Democratico: "La Regione Piemonte ha iniziato
un percorso che ci riporta indietro anni luce, con decisioni che che
mirano a colpevolizzare una scelta della donna, andando a interferire
sulla sua libertà".
"Non è la prima volta che una giunta di destra tenta di mettere le
mani su un tema tanto delicato, sfruttandolo per la propria becera
propaganda politica. Lo fece Cota e fu bloccato dal Tar - ricorda
Foglietta - Oggi arriva una formulazione differente, ma che sortisce lo
stesso effetto".
Il segretario regionale dei dem, Paolo Furia, assieme a Michele
Miravalle, responsabile Diritti PD Piemonte, è stato a sua volta molto
severo: "La lotta all’aborto si fa non attraverso la limitazione coattiva
della libertà della donna, ma implementando politiche sociali
adeguate, così che l’ampliamento delle possibilità di scelta non
equivalga necessariamente alla solitudine e al dolore. Se davvero si
vuole evitare che l’aborto, che deve rimanere scelta possibile, sia
esperienza di dolore si devono sostenere piani di informazione
sessuale, seri, nelle scuole".
“La Regione Piemonte si preoccupa dell’attuazione della legge 194
unicamente sugli aspetti che la interessano ideologicamente e
tralascia gli altri. E’ una brutta strumentalizzazione fatta sul corpo
delle donne", hanno aggiunto i consiglieri regionali dem Raffaele
Gallo e Domenico Rossi. "E’ un'iniziativa di eccezionale gravità, lesiva
del principio di autodeterminazione delle donne", hanno dichiarato
anche i rappresentanti della Rete +di194voci.
"In rappresentanza di 36 associazioni dell’area metropolitana di
Torino, ci adopereremo con tutti i mezzi possibili perché l’iniziativa
della Giunta Regionale non abbia alcun seguito".
https://www.torinoggi.it/2021/03/11/leggi-notizia/argomenti/
attualita-8/articolo/associazioni-pro-vita-nei-consultori-opposizioniallattacco-
della-regione-scelta-inaccettabile.html

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FIRMA!
https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/

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→ INTERNAZIONALE
Francia, più filosofia per tutti: da settembre anche negli
istituti professionali. E da noi?
Riproduciamo parte di un articolo di Orsola Riva che sollecita una
maggiore attenzione agli istituti professionali.

Scuole di serie A e serie B
Il fatto è che spesso sono loro stessi i primi a pensare di valere poco,
come spiega Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale alla
Bicocca di Milano, che a lungo ha insegnato nei professionali: «A
furia di andar male a scuola, si autoconvincono di essere scemi.
Quante volte mi sono sentito dire: prof, se io ero intelligente facevo il
liceo, mica venivo qua». Del resto, alla fine delle medie, va così: i più
bravi vengono mandati al liceo, quelli così e così al tecnico, gli ultimi
al professionale. Non che nei professionali nostrani non siano state
fatte sperimentazioni anche molto ambiziose, insegnamento della
filosofia inclusa, ma finora nessuno ha mai messo mano a un
progetto pedagogico forte per riqualificare l’intero sistema. Che si
debba «ridare dignità alla formazione professionale», lo ha detto
qualche giorno fa anche il neo ministro dell’Istruzione Patrizio
Bianchi. Finora però l’attenzione del governo Draghi si è focalizzata
soprattutto sugli ITS, percorsi di specializzazione post diploma
rivolti principalmente agli studenti degli istituti tecnici. La speranza
è che, con l’occasione del Recovery Plan, venga fatto un investimento
specifico anche sugli istituti professionali.
Dialogo platonico
Per prima cosa, dice Mantegazza, bisogna puntare a rafforzare
l’autostima dei ragazzi. Solo una volta raggiunto questo traguardo, si
può poi sperare di potenziarne il rendimento nelle altre materie. Se
uno va male in matematica o in italiano, la soluzione non è rifilargli
delle ore di lezione in più, col rischio di confermarlo semmai nella
convinzione di essere un buono a nulla. La filosofia, soprattutto se la
si studia come in Francia e cioè non partendo dal manuale ma
interrogando i ragazzi su questioni che li costringono a mettersi in
gioco in prima persona, consente di aggirare l’ostacolo della pagina
scritta puntando «socraticamente» sul dialogo con l’insegnante. Lo
spiega bene la professoressa Bernardon, l’insegnante di Solène e
Manon: «Questi ragazzi sono meno a proprio agio dei loro colleghi
del liceo con i testi scritti. Ma rispetto a loro sono anche molto meno
conformisti e hanno conservato una genuinità nel farsi delle
domande che è già di per sé un’ottima base per il ragionamento
filosofico». Basta dare loro la possibilità di mettersi alla prova.
https://www.corriere.it/scuola/secondaria/21_marzo_11/franciapiu-
filosofia-tutti-settembre-anche-istituti-professionali-noibe1e5f08-
81ac-11eb-870f-597090faeea5.shtml?
fbclid=IwAR3yufxR5GIV20FfVrXDEPXFLVIN35ago01joKePxUVbKS2
D0XnD8pybpyQ

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SOSTENIAMO LA RINASCITA DI MICROMEGA! UN APPELLO DI
PAOLO FLORES D’ARCAIS

Con tutti gli amici di MicroMega mi scuso innanzitutto per il lungo
silenzio, dovuto a una trattativa lunga, complessa e difficile.
Come sapete, la nuova proprietà di Gedi, azionisti di riferimento la
famiglia Agnelli-Elkann (proprietà di quello che fu in origine il
Gruppo Caracciolo-Espresso-Repubblica, con cui la nostra rivista
nacque nella primavera del 1986), ha deciso di chiudere la
pubblicazione di MicroMega con il 31 dicembre del 2020, “in
previsione della propria pianificazione industriale ed editoriale”.
Non potevo certo rassegnarmi a che la storia più che trentennale di
MicroMega finisse qui. Non volevo accettare che il panorama
culturale italiano perdesse – bando all’ipocrisia delle false modestie –
una delle sue voci più autorevoli. Negli anni a venire ci sarà sempre
più bisogno di un impegno intellettuale e politico per “giustizia e
libertà”, e di pensiero critico, spirito illuminista, intransigenza laica.
Per questo ho costituito “MicroMega edizioni impresa sociale s.r.l.”,
che da adesso in poi pubblicherà la rivista. Società non profit: non
potrà distribuire utili fra i soci. Tutto sarà reinvestito per allargare le
attività di MicroMega.
La testata è stata rilevata a diverse condizioni, tra le quali la
proibizione di avere, per anni quattro, anche come soci di minoranza,
“società editrici, anche non italiane, ovvero soci di società editrici”.
Perciò, dovremo farcela da soli, diventando editori a partire da zero,
con enormi difficoltà che stiamo già sperimentando ogni giorno
(anche per il venire meno di economie di scala).
Abbiamo comunque ottenuto che Gedi, a costi contenuti, per tutto il
2021 continui a essere il nostro fornitore tipografico, curando anche
distribuzione e abbonamenti. Senza tali accordi avremmo dovuto
interrompere la pubblicazione della rivista per almeno sei mesi.
Questa seconda vita di MicroMega dipende perciò soprattutto da voi,
amici lettori, compagni di passioni intellettuali e lotte civili, o anche
cittadini non pienamente simpatizzanti con le idee della rivista
(alcune o tutte), o addirittura “antipatizzanti”, ma che la ritenete
comunque una presenza irrinunciabile in un panorama di democrazia
pluralistica (panorama che in tutto il mondo va restringendosi).
Abbiamo bisogno di garantirci i prossimi quattro anni di vita
attraverso il vostro sostegno e la vostra partecipazione.
Potrete sostenere questa sfida:

(*) con una sottoscrizione libera, anche un euro conta.
(**) sottoscrivendo un abbonamento alla nostra newsletter speciale,
come forma di sostegno: un contributo di 6 euro al mese (che
diventeranno 4 se vi abbonate per un anno). La newsletter esclusiva
vi arriverà con cadenza settimanale, con contenuti inediti.
(***) abbonandovi a MicroMega nella forma cartacea (10 numeri a 99
euro) e facendo abbonare tutti i vostri amici (o regalando un
abbonamento). L’obiettivo è di cinquemila abbonamenti.
(****) diventando “amici fondatori” di questa nuova vita di
MicroMega, con una donazione di almeno mille euro, che includerà
un abbonamento omaggio alla rivista per cinque anni. Per partire con
ottimismo abbiamo bisogno di almeno duemila “amici fondatori”.
Sostienici adesso!

***

→ CONVEGNO INTERNAZIONALE SULL'IMPEGNO CIVILE DI
BIANCA GUIDETTI SERRA
Giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 marzo si è svolto il convegno
internazionale L'impegno civile di Bianca Guidetti Serra. Le cinque
sessioni sono visibili sul canale YouTube del Comitato Nazionale
(https://www.youtube.com/channel/UCaA8Ng1MvYbkga7s7jIbSMQ). Non
si è trattato solo di rievocare il suo impegno ma di proiettarlo sui
problemi di oggi.
Le 5 sessioni hanno discusso altrettanti temi cari a Bianca: La
salute pubblica nelle fabbriche e sul territorio; Oltre le sbarre:
condizioni carcerarie e diritti dei detenuti; In difesa dei minori e
delle famiglie affettive; La strada verso l'eguaglianza e i diritti delle
donne; Il diritto alla privacy dalle schedature illecite all’epoca del web.

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→ ISTORETO
18 marzo 2021, ore 21:00
Tavola rotonda L'antisemitismo ritorna: cosa fare?
In diretta sulla pagina facebook di Istoreto

Di fronte al preoccupante ripresentarsi di manifestazioni di
antisemitismo e di intolleranza, in Italia e in Europa, Istoreto
organizza una riflessione pubblica con il direttore de “La Stampa”
Massimo Giannini, il giurista Paolo Borgna, la professoressa
dell’Università Cattolica di Milano Milena Santerini e il professor
Fabio Levi dell’Università di Torino. Modera Luciano Boccalatte,
direttore dell’Istoreto.
http://www.istoreto.it/wp-content/uploads/2021/03/
antisemitismo-copy.jpg

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→ L’EBRAISMO IN EUROPA
Ricordiamo le lezioni rimanenti del seminario organizzato dal
Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne
dell’Università di Torino: L’ebraismo in Europa. Un percorso storico,
linguistico e letterario, aperto – oltre che agli studenti universitari
– ai docenti di ogni ordine e grado (con rilascio di attestato) e ad
altre persone che segnalino il proprio interesse. Per partecipare
occorre iscriversi inviando una mail a info@fondazionecdf.it.
Insieme alla conferma sarà inviato il link per accedere all'aula
virtuale.

17 marzo 2021 (ore 17-20)
Il mondo sefardita attraverso l’Europa
Shai Cohen (Università di Torino)

24 marzo 2021 (15-18)
Stati italiani e comunità ebraiche nell'età moderna: quadro
generale e casi particolari (lo Stato sabaudo)
Pierpaolo Merlin (Università di Torino)

31 marzo 2021 (15-18)
Riflessi della diaspora sefardita dentro e fuori la letteratura
spagnola
Paola Calef (Università di Torino)

7 aprile 2021 (15.00-18.00)
Dall'utopia al disincanto. Figure ebraiche della letteratura tedesca
tra Settecento e Novecento: Lessing, Heine, Roth
Riccardo Morello (Università di Torino)

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→ FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
Da marzo a maggio 2021, un’offerta sull’educazione alla
cittadinanza scientifica per le classi delle scuole secondarie.
StoryScience. Le vite e le avventure che accompagnano le
ricerche scientifiche

Cari docenti, insegnanti e formatori,
in questo momento di ritorno alla didattica a distanza e di chiusura
delle aule, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – nell’ambito della
propria Scuola di Cittadinanza Europea – ritiene importante
continuare a proporre alle ragazze e ai ragazzi occasioni di relazione
e confronto diretto con esperti e professionisti su argomenti al
tempo stesso stimolanti e di attualità, anche in un’ottica di
orientamento formativo futuro.
Che gli esiti della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica
siano fra i più rilevanti fattori di miglioramento della qualità di vita
delle persone, è un fatto ormai appurato. La scienza dovrebbe essere
parte della nostra cultura condivisa, non rimanendo a vantaggio di
pochi ma a servizio della collettività: questa una delle sfide
principali di cui parleremo con i protagonisti degli incontri.
Le attività scientifiche sono fatte di laboratori, strumenti, formule e
tecnologie, ma dietro tutto questo ci sono gli scienziati, donne e
uomini che hanno deciso di dedicare la loro vita a qualcosa di
speciale: la ricerca.
Chi sono le persone che si occupano di ricerca? Cosa li spinge a
dedicare la propria vita alla scienza? Quali sono le avventure e gli
ostacoli dell’essere ricercatore? Come nasce una scoperta
scientifica? Chiunque può ambire a diventare uno scienziato? E se
sì… qual è la formula?
Per rispondere a queste domande Fondazione Giangiacomo
Feltrinelli, in collaborazione con Human Technopole e Arexpo,
propongono tre digital masterclass con scienziate e scienziati che
hanno dato un contributo importante alla ricerca (biologia,
genomica, patologia, farmaceutica, medicina...) e un percorso di
ricerca-azione.
Tra gli ospiti Alessandra Stella, primo ricercatore del Consiglio
Nazionale delle Ricerche e Mario Rasetti, fisico, esperto di data
science
Le masterclass (online su Zoom) si svolgono tra marzo e aprile e
possono essere seguite a distanza dagli studenti e dai loro
insegnanti. È possibile partecipare a uno o più incontri. L’iscrizione è
a carico dei docenti: sarà necessario indicare la numerosità della
classe e lasciare un recapito telefonico per essere eventualmente
ricontattati.
fondazione@fondazionefeltrinelli.it

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→ FNISM – Federazione Nazionale Insegnanti - Sezione di
Torino Frida Malan
LABORATORIO DI FILOSOFIA
CORSO DI AGGIORNAMENTO
La storia tra filosofia, scienze, letteratura

7 APRILE 2021 – h. 16,30 -18,30
Norberto Bobbio, Storia e progresso in Kant (lezione del 9 marzo
1992, pubblicata in "Mezzosecolo", n. 14, 2005) Introduce Mario
Bertelli. Intervengono Pietro Polito e Pier Paolo Portinaro.

I classici secondo Bobbio
«Considero classico uno scrittore cui possano attribuire queste tre
caratteristiche: a) è considerato come l'interprete autentico e unico
del proprio tempo, la cui opera viene adoperata come uno strumento
indispensabile per comprenderlo (si pensi, per fare qualche esempio,
al De civitate Dei di Agostino e alle Grundlinien der Philosophie des
Rechts di Hegel); b) è sempre attuale, onde ogni età, addirittura ogni
generazione, sente il bisogno di rileggerlo e rileggendolo di
reinterpretarlo (Rousseau democratico o totalitario? Hegel filosofo
della Restaurazione o della Rivoluzione francese? Nietzsche
reazionario o rivoluzionario?); c) ha costruito teorie-modello di cui ci
si serve continuamente per comprendere la realtà, anche la realtà
diversa da quella da cui le ha derivate e a cui le ha applicate, e sono
diventate nel corso degli anni vere e proprie categorie mentali (si
pensi alla teoria delle forme di governo di Aristotele, o all'autonomia
della politica di Machiavelli, oppure allo schema concettuale proprio
dei giusnaturalisti, stato di natura - contratto sociale - società civile)»
(N. Bobbio, Teoria generale della politica, a cura di Michelangelo
Bovero, Einaudi, Torino 1999, p. 80).

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→ Centro studi Piero Gobetti
Per il seminario “La politica per il XXI secolo"
MARTEDÌ 16 marzo ALLE ORE 17:30
Relazione di Antonio Campati: Élite e democrazia rappresentativa:
una tensione permanente
Scopri l'evento:
https://www.centrogobetti.it/

***

→ AGEDO: Associazione di Genitori, parenti e amici di persone
LGBT+
Contatti:
http://www.agedotorino.com/index.php/contattaci

***

→ SEGNALAZIONI
italialaica.it
Il sito dei laici italiani segnala:

Editoriale
FRANCESCO SFIDA LA CURIA ROMANA
Marcello Vigli 04.03.2021

Articoli
LA GIORNATA DEL VELO
Ileana Montini 28.02.2021

… e molto altro
http://www.italialaica.it/

***

"NONMOLLARE" È uscito l'ottantunesimo numero del
quindicinale on line di Critica Liberale scaricabile gratis
www.criticaliberale.it info@criticaliberale.it pagina facebook: critica
liberale

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2021: 150 ANNI DALLA COMUNE DI PARIGI
La Comune di Parigi
di Mariuccia Salvati
Edizioni dell'Asino
marzo 2021, € 10

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“LEFT,” N. 10, 12 MARZO 2021
LA GEOPOLITICA DEL VACCINO: La corsa al vaccino anti-covid sta
modificando gli equilibri mondiali. India, Cina e Russia occupano
nuove aree d’influenza tramite accordi di vendita e donazioni a
Paesi in via di sviluppo. Washington invece ha deciso di bloccare le
esportazioni: America first. E l’Unione europea potrebbe presto
fare lo stesso. Con quali conseguenze per la salute globale?
https://left.it/left-n-10-12-marzo-2021/?
inf_contact_key=bd21668e23ddd7751a16fa108b446614680f89141
73f9191b1c0223e68310bb1

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IL LIBRO
«Paideutika. Quaderni di formazione e cultura», nuova serie, n.
32, Ibis Editore, Pavia 2020: Cornelius Castoriadis e
l'educazione, pp. 176, € 17

Simone Lanza, Perdere tempo per educare. Educare allʼutopia
nell'epoca del digitale, prefazione di Serge Latouche, WriteUp,
Roma 2020, pp. 170, € 20

Segnaliamo brevemente alcune recenti pubblicazioni che
potrebbero essere rubricate sotto il titolo “i filosofi e
l'educazione”. L'ultimo numero della rivista «Paideutika» (n. 32,
2020) è dedicato a Cornelius Castoriadis (1922-1997), che nel
secondo dopoguerra venne dalla Grecia in Francia, dove dette
vita, insieme a Claude Lefort e altri, alla rivista e al gruppo
«Socialisme ou Barbarie». Inizialmente di impianto trockista, dal
1948 fino al 1967 il periodico fu una delle voci più critiche e
radicali sul socialismo burocratico dell'Unione Sovietica e dei
paesi satelliti. Parallelamente venivano denunciate le illibertà
delle società occidentali. Castoriadis le interpretò sempre più
come sistemi che assorbono e rendono insignificante qualsiasi
opposizione. «La società contemporanea ha una terribile
capacità di soffocare qualsiasi divergenza genuina, sia
silenziandola, sia rendendola un fenomeno fra tanti,
commercializzato come altri. […] Nulla di ciò è opera di qualche
dittatore, di una manciata di grandi capitalisti, o di un gruppo di
opinionisti; è un’immensa tendenza sociale-storica che sta
andando in questa direzione e che sta rendendo tutto
insignificante», dice l’ultimo Castoriadis citato nel saggio di
David Ames Curtis. Ispirandosi a una idea di socialismo come
democrazia diretta e autogoverno dei lavoratori, Castoriadis
delineò anche un modello educativo contrario all'adattamento
alle diseguaglianze e gerarchie sociali, e avente di mira la
formazione di soggetti critici e autonomi. Oltre che filosofo
sociale era psicoanalista e la rivista si apre con l’inedito discorso
su Psicoanalisi, società e politica tenuto a Londra nel 1992. La
dialettica istituente-istituito – tema centrale in Castoriadis –
viene esplorata sia a livello sociale sia in ordine a una vera
paideia che comporta nell’individuo, come egli diceva, la
“minima inibizione possibile della sua immaginazione radicale e
il massimo sviluppo possibile della sua riflessività”. Nel fascicolo,
Gianluca Giachery svolge un interessante confronto tra Hannah
Arendt e Castoriadis. Se Arendt vedeva nella polis greca un agire
politico “puro”, come essere insieme tra pari plurale e
discorsivo, Castoriadis recuperava il significato di democrazia a
partire dalle sue radici nella filosofia greca del VII-V secolo a.C.
Hanno tratti comuni ma anche molti aspetti che li dividono, per
es. nella diversa valutazione della Critica del giudizio di Kant
quanto al suo significato per una teoria dell'agire politico. Ma
soprattutto, – nota Giachery – Castoriadis sottolinea «il carattere
“germinale” istituente – quindi, creativo, immaginativo e
simbolico – e non istituito della polis». Tra l'altro, cita un passo
significativo tratto da un testo del 1998: «l’essenza di quello che
è veramente importante nella vita politica della Grecia antica – il
germe – è certamente il processo storico istituente: cioè l’attività
e la lotta che si sviluppano attorno al cambiamento delle
istituzioni, l’autoistituzione esplicita (anche se rimane parziale)
della polis in quanto processo permanente». Vi vedrei una
lontana eco della “rivoluzione permanente” di Trockij, declinata
in senso libertario dopo l'abbandono del marxismo da parte di
Castoriadis.
Aggiungiamo che molti tratti libertari e di democrazia radicale ci
sono anche nella Arendt, che dopo la repressione della
rivoluzione ungherese e segnatamente in On Revolution (1963)
delineò, appoggiandosi anche a Rosa Luxemburg, una possibile
Repubblica dei consigli e dell'autogoverno delle township (le
“repubbliche elementari” di cui parlava Jefferson). Ma per
quanto riguarda l’educazione – nel saggio di Tra passato e
futuro esplicitamente dedicato alla crisi dell'istruzione (1958) –
Arendt si inserisce nella polemica di quegli anni contro le nuove
correnti pedagogiche e la scuola attiva che peccherebbero di
puerocentrismo ingenuo e avrebbero privato bambini e ragazzi
della autorità degli educatori, indispensabile per trasmettere
loro il meglio della tradizione e per iniziarli alla vita comune. In
questo saggio leggiamo: «Nell'educazione si decide anche se noi
amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro
mondo lasciandoli in balìa di se stessi, tanto da non strappargli
di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo,
qualcosa d'imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito
di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti».
Al pensiero di Hannah Arendt si ispira in molti punti il libro di
Simone Lanza, Perdere tempo per educare. L’autore, che a Milano
insegna in una scuola primaria e lavora con il Movimento di
cooperazione educativa, scrive un libro efficacemente basato
sulle sue esperienze di insegnante e ricco di riferimenti agli
studi sociologici, psicopedagogici, filosofici che si interrogano
sulla “crisi dell’educazione”. L’adulto rinuncia troppo spesso a
entrare in una relazione educativa positivamente conflittuale
con i giovani e non si prende la responsabilità di dare regole e
orientamenti: «si educa senza regole in una sorta di
contrattazione e seduzione continua […] facendo credere che le
regole siano un impedimento e non una realizzazione della
libertà». Nelle società iperindividualistiche in cui viviamo gli
adulti sono ossessionati da prestazioni produttive e
consumistiche, e raramente mettono in pratica la regola aurea
dell’Émile di Rousseau: «la più importante, la più utile norma di
tutta l’educazione? Non è guadagnare del tempo, ma perderne».
Quanto ai bambini, invece di avere positive interazioni con gli
adulti, ad esempio attraverso la conversazione e i giochi, sono
abbandonati ai comodi baby-sitter degli schermi di ogni genere
e diventano dipendenti da televisioni, playstation, smartphone,
con gravi conseguenze psico-fisiche e perdita di capacità di
attenzione, di concentrazione, di senso critico, di linguaggio.
Simone Lanza parla di crisi e di fallimenti, della società, della
cultura, dell’educazione, ma il suo non è uno sguardo
pessimistico e apocalittico, come non lo era quello di Hannah
Arendt. Contrastando il consumismo e la dipendenza dalle
tecniche di distrazione di massa, si può e si deve ancora
“educare all’utopia” di una società più libera. In Lanza c’è
un’ispirazione in senso lato marxiana. Non a caso l’appendice è
dedicata all’autorità nella famiglia e nella società secondo Marx,
e conclude: «Come Marx, non credo che la fine di questa autorità
paterna sia drammatica né da rimpiangere. Non è possibile
ritornare a forme precapitalistiche di famiglia e di società, ma è
tuttavia auspicabile inventare nuove famiglie all’altezza di
questa responsabilità».
Anche se in Arendt e in Castoriadis non troviamo indicazioni
pedagogiche ampie e compiute, ci sono sollecitazioni e spunti di
grande interesse.
Cesare Pianciola

***

IL FILM
Riproponiamo un film che si può vedere o rivedere in DVD
LA RAGAZZA D'AUTUNNO
Regia di Kantemir Balagov. Con Viktoria Miroshnichenko,
Vasilisa Perelygina, Andrey Bykov, Igor Shirokov, Konstantin
Balakirev. Titolo originale: Dylda. Russia, 2019, durata 120
minuti.Nato nel 1991 e cresciuto alla scuola di A. Sokurov, l’enfant prodige
ha imparato perfettamente a maneggiare gli strumenti del suo lavoro
e questa volta ci ha raccontato, con impassibile distacco, alcune
storie terribili dell’immediato dopoguerra (1945) a Leningrado,
quando i nazisti se n’erano finalmente andati ed era consentito
sperare che con la pace sarebbero tornate le condizioni della
normalità quotidiana, per riprendere a vivere.
Ai sopravvissuti si richiedevano però cure urgenti, così a quelli che
erano rimasti e avevano patito la fame e il freddo resistendo per
eroismo o per disperazione, come a quelli che erano tornati dal
fronte e che portavano nel corpo e nella mente i segni incancellabili
dell’orrore più feroce e che ora, in ospedale, ricevevano le attenzioni
e, quando possibile, le cure del medico e delle infermiere premurose,
che tuttavia dovevano misurarsi con la scarsità dei farmaci, dei
disinfettanti, dei bendaggi e persino dell’acqua, poiché il ritorno alla
normalità non era questione di ore, ma di giorni e in qualche caso di
mesi: tutto scarseggiava nella bella città, persino i cani, che gli
abitanti avevano sacrificato per sopravvivere.
Questo film, ispirato al romanzo La guerra non ha un volto di donna,
della scrittrice Premio Nobel Svetlana Alexievich, tuttavia, non è un
film sui reduci, o sui disperati che hanno perso in guerra i loro affetti,
ma è una storia di donne, un racconto molto complesso e molto
personale del regista, che scava nel dolore femminile, spiegandone le
ragioni:
Mi interessa il destino delle donne e, in particolare, di quelle che hanno
combattuto nella seconda guerra mondiale […], la guerra che ha visto
in assoluto la più massiccia partecipazione da parte delle donne. Come
autore, mi interessa trovare una risposta alla domanda: cosa succede
a una persona che la natura ha previsto per creare la vita, dopo essere
sopravvissuta alle prove della guerra?
Per questa ragione il film è girato soprattutto negli interni squallidi e
sconvolti, poco illuminati e spesso promiscui, con largo uso di pianisequenza.
La vicenda, brevemente
Era tornata dal fronte Masha (Vasilisa Perelygina), che a Leningrado
aveva incontrato l’amica Iya (Viktoria Miroshnichenko), arruolata
come lei nell’esercito, con compiti di “supporto”, eufemismo per
nascondere la prostituzione organizzata dallo stato sovietico a
sostegno delle truppe.
Iya, detta la Spilungona (Dylda) o Giraffa per l’altezza davvero
insolita, era presto tornata alla vita civile, ovvero a condividere con
gli assediati la fame e il freddo, avendo manifestato la propria
inidoneità all'”attività di supporto” nella forma di una transitoria
epilessia che ne bloccava, all’improvviso, i movimenti e la parola. A
lei, Masha aveva affidato Paska, il piccolo che aveva quasi
miracolosamente partorito, fra un aborto e l’altro, perennemente a
rischio, in quella zona di guerra.
Al suo ritorno, Paska non c’era più e Iya si era assunta la
responsabilità di quella scomparsa, accettando di risarcire l’amica
con una maternità “per procura”, che avrebbe restituito a entrambe
una ragione per vivere, allontanando i sensi di colpa e le umiliazioni
accumulate nel passato e anche nel presente, quando tutti i nodi
erano venuti al pettine e la disperazione era sembrata impadronirsi
inesorabilmente delle loro giovani vite.
È un film sull’amicizia femminile, perciò, sugli sguardi e sui gesti
della com-passione e della pietà, che si esprime senza parole, con i
tempi lunghi necessari a lasciare intendere l’indicibile; a confessare
l’inconfessabile, a esprimere con timido pudore un’ambivalenza
erotica che non può o non vuole palesarsi.
Sono anche altri i temi nascosti sotto il “velame de li versi strani” e
sono tutti molto moderni: l’estrema pietà dell’eutanasia di fronte al
dolore inutile e senza rimedio; le ingiustizie di classe e i privilegi
degli alti funzionari che non hanno dovuto sacrificare il proprio cane
per nutrirsi; le lunghe code per un lavoro; l’ottusità dei burocrati; il
permanere di un’arcaica cultura maschile che confina le donne e
anche i “diversi” a un ruolo di perenne subalternità.
Dal film, che sembrerebbe molto triste, emerge invece la voglia di
vivere dei personaggi, che sentono ancora in sé l'impulso a superare
il momento più critico. Tutto questo diventa credibile grazie alla
sinergia che si stabilisce fra le bravissime protagoniste e la volontà
del regista di evitare un film “storico” per parlare con il linguaggio
universale del sentire, espresso con asciutta e scarna sobrietà,
lontana dal mélo e con i colori raffinati e caldi della splendida
fotografia e dei bellissimi costumi.
Recensione di laulilla: https://www.filmtv.it/film/169143/laragazza-
d-autunno/recensioni/968700/#rfr:film-169143

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Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della
scuola. Redazione: Marco Chiauzza, Grazia Dalla Valle,
Daniel Noffke, Cesare Pianciola, Stefano Vitale.

Fanno parte del Coordinamento: AEDE (Association Européenne
des Enseignants), AGEDO, CEMEA Piemonte, CGD Piemonte,
CIDI Torino, COOGEN Torino, CUB-Scuola, FNISM, Sezione di
Torino "Frida Malan", MCE Torino.

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