Rassegna stampa

20.11.2020, LAICITÀ DELLA SCUOLA news, novembre 2020

Di Redazione | 20.11.2020


Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della scuola. Redazione: Marco Chiauzza, Grazia Dalla Valle, Daniel Noffke, Cesare Pianciola, Stefano Vitale.

EDITORIALE

Nell'emergenza, pensando al futuro

In una intervista di Maria Elena Capitanio a Massimo Recalcati su

HuffingtonPost il celebre psicanalista ha detto:

“La didattica a distanza è in se stessa una contraddizione in termini

perché non c’è didattica se non in una relazione viva, fatta di corpi e

di presenza. La scuola non è solo il luogo dove si trasmette un

sapere ma anche quello di una comunità. Bisogna dire però che la

didattica a distanza è la sola forma di resistenza possibile alla

violenza del virus. Non è l’ideale ma è un reale. E sempre l’impegno

educativo ha a che fare non con l’ideale ma con il reale. Si fa con

quello che c’è, con quello che resta. In questo io ammiro i docenti

che non si sottraggono allo sforzo ciclopico di una didattica svolta

in condizione totalmente innaturali”.

https://www.huffingtonpost.it/entry/massimo-recalcati-il-carosello-deivirologi-

e-una-farsa-nella-tragedia_it_5fa67cfcc5b66009569a64a1?

ncid=newsltithpmgnews

Ma, come era scritto nella Lettera aperta della sezione torinese della

Fnism sulla scuola dopo l'emergenza, sicuramente la condizione di

emergenza non può e non deve prescindere da una profonda

riflessione su un cambiamento che trascende l'emergenza e

assegna alla scuola un compito strategico.

Rileggiamo alcuni punti del documento:

La riformulazione del gruppo classe.

Innanzitutto, la sua consistenza deve scendere verso l'auspicabile

numero di 20 allievi per ciascuna.classe. Il gruppo classe completo

dovrebbe essere il momento di apprendimenti comuni e di base

(per esempio linguistici e matematici) poi si dovrebbe prevedere

per gli allievi la possibilità di seguire insegnamenti diversi,

riunendosi per gruppi di lavoro a seconda di interessi, attitudini e

capacità differenti.

La riorganizzazione del tempo scuola.

L'orario di apertura delle scuole e, conseguentemente, la giornata

lavorativa di studenti e docenti deve coincidere con il tempo pieno,

prevedendo una ridefinizione dei carichi di lavoro di tutti i soggetti

e un ampliamento dell'offerta di attività (per esempio sportive e

artistiche), come avvenuto nelle migliori realtà scolastiche che

hanno avviato negli ultimi anni sperimentazioni in tal senso.

La riorganizzazione degli spazi.

Va avviato un coerente programma di edilizia scolastica, ispirato

alle necessità didattiche e pedagogiche, oltre che alle ovvie

esigenze di sicurezza, igiene, manutenzione.

(http://www.fnism-torino.it/public/testi/docs/

doc20200515_lettera_scuola_ministri.pdf )

Leggiamo analoghe considerazioni in un articolo di Elisabetta

Mughini postato sul sito della Fondazione Feltrinelli:

“A pensarci bene la domanda su ‘quale scuola per il futuro?’ non è

cambiata da qualche anno a questa parte, se non aggravandosi di

una consapevolezza in più: l’incertezza del futuro. La società

globale ci ha rivelato, e in questa esperienza pandemica, in maniera

violenta e diffusa, il senso di fragilità dei Sistemi (sanitario,

scolastico, economico, finanziario, ecc…), ma, nella loro totale

interdipendenza, anche, l’alto grado di capacità risolutoria che si ha

facendo rete (di dati, di buone pratiche, di aiuti economici e servizi)

e se si condivide una strategia comune non solo di natura

emergenziale. […] Come suggerisce recentemente anche Franco

Lorenzoni (molti gli articoli pubblicati in queste settimane su

quotidiani e riviste sul tema), ‘la relazione con la città e la questione

del tempo sono centrali per una riforma della scuola’. [...] L’uso di

spazi oltre l’aula e l’edificio scolastico, quali piazze, musei, giardini

e musei, non deve essere inteso né temporaneamente né come in

supplenza di quello spazio fisico che ora non c’è ma torneremo ad

averlo quando tutti saremo vaccinati. Lo si deve progettare perché

la città diventi uno spazio permanente di apprendimento integrato

nella didattica quotidiana, superando la frattura tra società reale

(fuori la scuola) e società simulata (dentro la scuola). […] (Bisogna

contare) sul lavoro di gruppo, spesso di piccole dimensioni,

attraverso le quali gli allievi comprendono che per raggiungere uno

scopo o svolgere un compito non è possibile agire da soli

(interdipendenza positiva) e imparano la responsabilità individuale

in relazione al proprio apprendimento e a quello degli altri membri

del gruppo (generalmente attraverso l’assegnazione a ciascun

membro del gruppo di compiti e ruoli definiti da svolgere). La

realtà sociale e lavorativa post-moderna richiede persone e

professionisti in grado di lavorare in situazioni di interdipendenza

positiva, poiché solo una situazione di cooperazione favorisce la

soluzione di problemi complessi [...]”

https://fondazionefeltrinelli.it/come-accompagnare-la-scuola-delfuturo-

tra-emergenza-e-priorita/

Non vorremmo essere accusati di fughe in avanti e di ripetere la

situazione comica di una barzelletta che circolava tanti anni fa.

Nella comune di un paese socialista si discute l'ordine del giorno.

Primo punto: costruzione di una tettoia. Tutti d'accordo, ma

mancano i materiali. Passiamo allora al secondo punto: costruire il

comunismo.

No. Vogliamo solo dire che la crisi determinata dalla pandemia può

essere l'occasione di immaginare e sperimentare forme migliori per

stare bene a scuola.

Concludiamo con una frase di Maria Montessori, della quale

ricorrono quest'anno i 150 anni dalla nascita: “Il nostro mondo è

stato lacerato ed ha ora bisogno di essere ricostruito”.

Red.

***

→ UN TEMPO RICCO DI EVENTI

Di Marcello Vigli | 11.11.2020

Alla Camera dei Deputati italiana è stato votato a scrutinio segreto un

testo unico che introduce una norma per contrastare l'omotransfobia, la

misoginia e le violenze contro le persone disabili. I sì sono stati 265, i no

193, gli astenuti 1. L’aula ha approvato. L'approvazione è stata salutata

da un prolungato applauso della maggioranza. L’importanza di tale

approvazione è evidenziata, anche, dalle reazioni dei cattolici

tradizionalisti, che l’hanno dichiarata “iniqua”, ai quali hanno dato voce

in aula gli esponenti di Fratelli d’Italia, che si sono alzati in piedi,

durante le dichiarazioni di voto, con un bavaglio mentre i deputati della

Lega hanno esposto cartelli con la scritta “Libertà”. La legge va ora in

Senato e non è certo che il testo sia approvato, per di più senza

emendamenti che ne stravolgano il significato.

Questa approvazione è, però, parimenti particolarmente significativa.

Meno “proclamata” la vicenda della Conferenza episcopale italiana (Cei),

non solo per la crisi che sta vivendo al suo interno per le difficoltà di

funzionamento che attraversano tutti gli organismi collegiali in questa

fase di pandemia, ma anche perché questa ha colpito il Cardinale

Bassetti, che ne è Presidente. Sono stati rinviati sia il rinnovo di alcune

cariche in scadenza e, perfino a data da destinarsi, l’Assemblea da

tenersi a scadenza annuale. [...]

Nulla, però, ha impedito al papa di togliere fondi alla Segreteria Stato per

evitare che un altro suo Segretario possa farne l’uso personale che ne ha

fatto Angelo Becciu.

Neppure nulla ha impedito alle donne polacche, anche cattoliche, di

mobilitarsi contro l’abolizione della legge che riconosceva, a certe

condizioni, il loro diritto all’aborto, pur senza legalizzarlo. Dopo una

grande manifestazione a Varsavia, la Corte Costituzionale ha preso

tempo e nel frattempo sono scaduti i termini per la pubblicazione della

legge sulla Gazzetta Ufficiale. Il governo polacco si trova ora in

un’impasse dalla quale difficilmente potrà uscire, se non dichiarando la

propria sconfitta.

È un grave colpo per le destre e i movimenti cattolici oltranzisti di tutto

il mondo impegnati in una crociata per l’abolizione del diritto di aborto,

nel tentativo di rimarcare il ruolo di subalternità della donna, che – a

parer loro – dovrebbe essere ancora sottomessa al marito e al servizio

dello Stato. Gli uteri femminili, per le destre, sono lo scudo contro

“l’invasione” messa in atto da parte delle popolazioni migranti e la sola

risposta al problema, sempre più evidente, della denatalità che si

registra in molti paesi occidentali.

Hanno vinto le donne e tutta la società civile e contemporaneamente

hanno perso gli estremisti di una destra ultracattolica e conservatrice

[…]. E con loro hanno perso anche l’ormai ex presidente degli Stati Uniti

d’America Trump e la sua clientela nostrana insieme alle destre e ai

cattolici più oltranzisti, che biecamente si battono per delegittimare la

nostra legge 194 [...]

http://www.italialaica.it/news/editoriali/60948

***

→ DISTINGUE FREQUENTER

di Antonia Sani (WILPF Italia) | 4.11.2020

Alfonso Navarra ci chiede che dice la WILPF di fronte all'esibizione

delle Frecce Tricolori presso il Sacro Convento di Assisi il giorno 4

ottobre.

Il commento di Alfonso è un po' in balia della situazione. Tenuto

conto della giusta posizione di Papa Bergoglio più volte ribadita

contro le armi nucleari e non solo, come è stato possibile da parte

dei frati autorizzare una manifestazione che esalta gli aerei militari

veicolo di morte nel luogo simbolo di una fede religiosa che invita

alla fratellanza?

Seguono varie prese di posizione per la “smilitarizzazione”

sgorgate dal cuore delle associazioni presenti, cui la nostra

associazione si unisce.

I ricordi mi riportano ai primi anni in cui le frecce tricolori

sfrecciavano nel cielo romano il giorno della festa della Repubblica

(2 giugno) tra una folla plaudente e la contestazione delle

associazioni pacifiste sotto la guida intransigente e inesauribile di

Lidia Menapace per la loro soppressione. Si trattava di impedire

che nella coscienza popolare si confondesse la celebrazione di un

evento civile, come la nascita della Repubblica italiana democratica

e antifascista, col rombo di strumenti evocatori di bombardamenti

da cui ripararsi.

L'addobbo a tinte patriottiche e gli esercizi in volo riscuotevano un

successo difficile da contrastare. Milioni di occhi e di bocche aperte

verso il cielo erano ogni anno in attesa del pittoresco evento come

fosse un Circo equestre. Le proteste furono del tutto sottovalutate.

Ma quest'anno è accaduto un fatto nuovo: il passaggio da una

manifestazione civile a una manifestazione in ambito religioso.

Distingue frequenter ci insegnava Tommaso d'Aquino ... Come è

sorta l'idea di trasportare la simbolica esibizione in onore della

Repubblica nella manifestazione in onore della festa del «Santo

Patrono d'Italia?»

Evidentemente l'eccezionale presenza del Papa, l'importanza

dell'atto sottoscritto, richiedevano un'organizzazione eccezionale,

una coreografia particolare ... Ecco, dunque, le qualità spettacolari

dell'Aereonautica militare prese in considerazione al di là di

qualsiasi altra valutazione. DUE SONO IN QUESTO CASO I LIVELLI

«SCAVALCATI»: il sorvolo delle Frecce sul Sacro Convento,

consentito senza alcuna considerazione della sacralità del luogo; la

natura del mezzo proposto, noto strumento di guerra.

È evidente come l'opportunità di adeguati interventi, i caratteri e

le proprietà degli ambiti, l'onestà intellettuale, la laicità dei

soggetti, giochino un ruolo fondamentale per evitare il degrado

delle società in stadi indistinti in cui i valori perdono i loro

connotati, le loro funzioni di guida, i limiti che li circoscrivono …

Come WILPF noi operiamo da sempre questa distinzione.

Antonia Sani

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→ MCE Piemonte

Una grammatica per la riapertura

di Donatella Merlo e Nuccia Maldera,

Gruppo Territoriale MCE Piemonte.

http://moodle.mce-fimem.it/pluginfile.php/5592/mod_resource/

content/0/Una grammatica per la riapertura.pdf

Le nostre mail:

donatellamerlo@icloud.com; nuccia.maldera@gmail.com

I nostri siti http://www.mce-fimem.it; http://www.mce-fimem.it/gruppiterritoriali/

piemonte/

***

→ CIDI TORINO

ESPLORARE POTENZIALITÀ RELAZIONALI

Interagire tra compagni di classe “Malgrado disposizioni di

distanziamento sociale, è possibile fare compiere agli alunni

un’esperienza di esplorazione delle loro potenzialità relazionali

strategiche facendoli interagire costruttivamente…”

(http://www.apprendimentocooperativo.it/Eventi/Eventi-dell-anno/IN

TERAGIRE-TRACOMPAGNI/ca_23192.html). Altri dettagli sul sito del

Cidi Torino

***

→ ISTORETO Istituto piemontese per la storia della

Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”

Franco Antonicelli, la passione per la liberta

19 novembre

Nell’ambito della trasmissione “Passato e Presente”, diretta da Paolo

Mieli, va in onda su Rai Tre alle ore 13.15 (versione ridotta) e in replica su

Rai Storia alle ore 20.30 e 23.10 la puntata “Franco Antonicelli, la

passione per la libertà”, con la presenza in studio di Barbara Berruti,

vicedirettrice Istoreto, e con l’utilizzo di materiali provenienti anche dal

nostro archivio.

Giellismo e azionismo. Cantieri aperti

26 novembre, 9:30 - 27 novembre, 17:30

Ritorna, per la sedicesima edizione, l'ormai tradizionale appuntamento

annuale con il seminario di studi "Giellismo e azionismo. Cantieri aperti",

organizzato da Istoreto con il sostegno della Fondazione Avvocato

Faustino Dalmazzo e con la collaborazione di enti e istituti culturali legati

alla storia di Giustizia e Libertà, del Partito d’azione e dei loro

protagonisti. A causa dell’emergenza sanitaria, l’appuntamento si

svolgerà esclusivamente online; sarà possibile seguire gli interventi in

diretta sulla piattaforma Zoom o visionarli successivamente sul canale

Youtube di Istoreto.

***

→ IL DIRITTO DEI MINORI ALLA LIBERTA RELIGIOSA

Il diritto dei minori alla libertà religiosa: tra norme e prassi

internazionali - di Marcella Distefano, Professore associato di

Diritto internazionale nell’Università degli Studi di Messina.

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Brevi cenni sul contesto normativo

internazionale - 3. La valenza della prassi internazionale: in

particolare, il ruolo degli organismi internazionali indipendenti -

4. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e la

rilevanza delle convinzioni religiose dei genitori - 5. Segue: il

rispetto del diritto all’educazione dei minori - 6. Il limitato rilievo

dei principi generali a tutela dei minori e la necessità di

riconoscere loro un locus standi in sede processuale.

Rivista telematica https://www.statoechiese.it, fascicolo n. 19 del 2020

***

→ SUL NUMERO DI “MICROMEGA” IN EDICOLA DAL 5

NOVEMBRE:

- Un focus dedicato ai crimini coloniali dell’Italia in Africa e alla necessità

che essi trovino posto nella memoria nazionale.

Se infatti le stragi nazifasciste sono ormai parte di ‘una memoria storica

provata’, non si può dire che i crimini compiuti durante il periodo di

occupazione italiana di Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia siano parte della

memoria collettiva della nazione.

Valeria Deplano illustra le ragioni di tale assenza, mettendo in luce come

tenere memoria degli episodi di violenza in cui gli italiani non sono vittime

ma carnefici significhi mettere in discussione il modo in cui l’Italia

repubblicana si è presentata e rappresentata fin dagli anni Quaranta;

Giuliano Leoni e Andrea Tappi ripercorrono invece le fasi che hanno

caratterizzato i manuali di storia in uso nelle scuole italiane in materia di

colonialismo, dalle omissioni e reticenze di un tempo alla maggiore

complessità interpretativa di oggi (che resta però sempre unilaterale).

- Ai 50 anni dall’approvazione della legge sul divorzio (1° dicembre 1970)

Giambattista Scirè ripercorre le tappe che condussero all’approvazione della

Fortuna-Baslini e successivamente al referendum; Gianfranco Spadaccia,

Luciana Castellina e Raniero La Valle ci raccontano invece il clima culturale

e politico nel quale si svolse quel dibattito e quale fu il loro ruolo nella

battaglia per quella legge destinata a cambiare l’Italia. Arricchiscono la

sezione le lettere che Giorgio La Pira scrisse in quel frangente a Enrico

Berlinguer nel tentativo di convincerlo a boicottare la legge.

PER RICEVERE LA NEWSLETTER: http://temi.repubblica.it/micromegaonline/

newsletter/

***

IL LIBRO

Una scuola per la cittadinanza. Idee Percorsi Contesti

a cura di Mario Ambel, PM Edizioni, Varazze (SV) 2020

2 voll., pp. 244 e 296, € 16 e18

È un “dossier di politica e cultura scolastica” nato da un lavoro

collettivo di circa settanta persone, coordinato da Mario Ambel direttore

della rivista del Cidi “Insegnare”.

Il libro è nato per argomentare e dimostrare che l'educazione alla

cittadinanza è il risultato dell'intero progetto formativo della scuola

pubblica, compito che le appartiene secondo la Costituzione: per questo

non può essere riconducibile ad una o più discipline e non può essere

espresso da un voto. Il progetto formativo si realizza attraverso il

concorso di tutte le discipline ma deve affrontare anche la dialettica tra

educazione formale e non formale. La pubblicazione si articola in due

volumi, il primo dedicato al progetto curricolare, il secondo agli

orizzonti di senso, cioè alle problematiche che nascono dal rapporto tra

scuola e realtà esterna, sia in termini di tematiche reali, contemporanee

e sensibili da porre al centro di specifici “progetti”, sia dal

coinvolgimento di soggetti esterni alla scuola con i quali interagire. La

convinzione di chi ha collaborato a questo lavoro è che la scuola può

aprirsi alla sfida della realtà solo sulla base di una consolidata capacità

di realizzare un suo forte progetto culturale, fornendo quelle che si

chiamano” competenze culturali di cittadinanza”.

La pubblicazione ha anche una ragione contingente: aiutare gli

insegnanti a contrastare i presupposti e le implicazioni della legge che

nell'agosto 2019 ha reintrodotto nella scuola “l'educazione civica”,

presentata come un insegnamento trasversale cui dedicare non meno di

33 ore annue e con un voto finale numerico. Può servire a riorientare le

progettazioni curricolari e il dialogo con l'extrascuola nella prospettiva

di una scuola che “rimuova gli ostacoli” come dice l'art 3 della

Costituzione.

Il primo volume dedicato al progetto curricolare presenta con tre

interventi la storia dell'educazione civica in Italia dalla sua istituzione

nel 1958 fino alla legge dell'agosto 2019 attualmente in fase di

sperimentazione nelle scuole. Affronta poi il ruolo dell'ambiente di

apprendimento e della relazione educativa con esperienze e riflessioni

che vanno dall'essere cittadini in classe alla relazione come primo

ambiente di apprendimento.

Viene poi esaminato il ruolo dei saperi disciplinari: di come lingua e

lingue, letterature, storia, filosofia, diritto, economia, arte, scienze e

tutte le discipline possano concorrere a formare cittadini consapevoli.

Vengono affrontati anche problemi legati alla definizione di trasversalità

e alla valutazione.

Il secondo volume, dedicato agli “orizzonti di senso”, parte dalla

constatazione che si è intensificato il rapporto della scuola con la realtà

esterna, per presupposti normativi e circostanze di fatto, e che proprio

per questo la scuola pubblica deve aprirsi alla sfida della realtà dei

contesti che stanno oltre l'istruzione scolastica, senza dimenticare che il

suo mandato è quello dell'art 3 della Costituzione. Spesso parlare di

“educazione civica” richiama, oltre alle tematiche legate allo studio

della Costituzione, altre tematiche quali l'ambiente, l'alimentazione, le

diseguaglianze, le discriminazioni, la comunicazione digitale, che

assumono la configurazione di “educazioni”. Se vengono affrontate in

modo superficiale e frettoloso non migliorano il livello di conoscenza e

consapevolezza. In questo secondo volume vengono presentate come

ambiti problematici e questioni aperte attraverso una pluralità di

interventi su cui riflettere.

Si può citare come esempio il tema “condotta”.

Si parte da una indagine qualitativa: un questionario rivolto a un

centinaio di docenti, per far emergere convinzioni e dubbi degli

insegnanti. Il questionario è ancora disponibile sulla rivista “Insegnare”

per chi volesse compilarlo.

Si passa poi ad esaminare le esperienze di cittadinanza agita e le

“cornici problematiche”: ecologia, digitale, condotta, diseguaglianze di

genere, diversità, il rapporto istruzione/educazione, scienza e

cittadinanza, migranti/cittadini, il plurilinguismo.

Non si possono ricordare tutti gli autori e sarebbe sbagliato citarne solo

alcuni: quello che si può fare è invitare a prendere in mano i due volumi

e a scegliere da che cosa cominciare la lettura, dalle discipline o dalle

cornici problematiche, scoprendo che si richiamano costantemente.

Inoltre si tenga presente che sulla rivista “Insegnare” sono disponibili il

quadro normativo e l'elenco delle fonti consultabili in rete. Sempre sulla

rivista si trova l'elenco dei seminari di approfondimento alcuni dei quali

ancora da svolgere e quindi ancora disponibili per la partecipazione.

Il discorso sulla scuola per la cittadinanza è ancora aperto.

Grazia Dalla Valle

***

IL FILM

Data la chiusura delle sale cinematografiche proponiamo un

bellissimo film, Palma d’oro a Cannes nel 2009, che si può

vedere o rivedere in DVD.

Il nastro bianco

Titolo originale: Das Weiße Band

Regia: Michael Haneke

Interpreti principali:

Ulrich Tukur, Christian Friedel, Burghart Klaußner, Rainer

Bock, Fion Mutert, Theo Trebsm Michael Kranz, Susanne

Lothar, Leonie Benesch, Leonard Proxauf.

144 min. – Austria, Francia, Germania 2009.

Alla vigilia della grande guerra, la vita apparentemente tranquilla

degli abitanti di un paesetto della Prussia Orientale viene sconvolta

da una serie di eventi inattesi, alcuni dei quali di efferata crudeltà,

che fanno emergere un’insofferenza profonda nei confronti del

sistema di valori intorno ai quali la piccola comunità si era

organizzata. Il barone e il pastore luterano erano da sempre

considerati i fondamenti della vita del villaggio: dal primo

dipendeva il lavoro e il sostentamento delle famiglie; dal secondo

provenivano gli insegnamenti morali che, indicando a tutti la strada

della salvezza, rendevano possibile una convivenza operosa e

ordinata. Un’educazione crudelmente rigorista, impartita ai propri

figli, crea nella famiglia del pastore un’aria irrespirabile, e provoca

nei bambini doppiezza e odio sordo, nonché quel desiderio di

rivalsa che sarà all’origine, probabilmente, di molti degli oscuri

episodi violenti che il film evoca. Nonostante l’ossessiva ricerca

dell’innocenza (simbolicamente rappresentata dal nastro bianco

imposto ai propri figli dal pastore, dopo una buona dose di frustate,

ma anche dalla neve che si posa su tutto il villaggio quasi a coprirne

l’inconfessabile degrado morale), l’autorità fondata sull’arbitrio

comincia a traballare: ne farà in primo luogo le spese un terzo

autorevole personaggio, il medico, uomo sadico, padrone assoluto

della propria amante e infermiera (sua complice in nefandezze

innominabili), e della propria figlia nei confronti della quale egli

esercita un’ incestuosa violenza. Il film mette in luce come le

vicende più sordide e ripugnanti abbiano come vittime le donne, i

piccoli e tutte le creature più fragili, che non sono in grado di

reagire ai soprusi. Oggetto del racconto di Haneke, anche in questo

film (che ci si presenta in un insolito e bellissimo bianco e nero,

ottenuto dalla pellicola desaturata), come nei suoi precedenti, è

l’indagine sul male, sulle sue origini e sulle sue possibili

conseguenze, che egli ci racconta con l’impassibilità di uno

scienziato, prendendone, perciò, implicitamente le distanze. Il

nesso fra una gerarchia sociale rigida, fondata sull’idolatria

dell’obbedienza, in sintonia con una delle possibili letture di Lutero,

e i successivi sviluppi nazisti della storia tedesca, è stato accennato

dal regista in un’intervista, e anche nel film viene dichiarato

possibile, all’inizio, dall’ormai anziano maestro del paesetto, che

facendo riemergere dall’oscurità del passato, le scene a cui,

sgomento, aveva assistito da giovane, si chiede se fatti come quelli

che racconterà possano fornire una qualche spiegazione ai futuri

sviluppi della storia tedesca. Questo nesso è possibile, ma non

necessario, in primo luogo per la molteplicità delle cause

dell’affermarsi del nazismo; si può dire, tuttavia, che in un

ambiente umanamente così povero e spietato come quello descritto

dal regista, il nazismo avrebbe trovato un ottimo humus per

crescere e diffondersi.

Fanno parte del Coordinamento: AEDE (Association Européenne des Enseignants), AGEDO, CEMEA Piemonte, CGD Piemonte, CIDI Torino, COOGEN Torino, CUB-Scuola, FNISM, Sezione di Torino "Frida Malan", MCE Torino.
Portavoce del Coordinamento e referente per le superiori:
Fulvio Gambotto (339 5435162)
Referente per gli altri ordini di scuola:
Silvia Bodoardo (329 0807074

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