rassegna stampa

31-01-2018, Caterina Pasolini, ENTRATA IN VIGORE LA NORMA SUL FINE VITA, Repubblica online

Di Redazione | 07.02.2018


”Da oggi non ci sono scuse per dire no, non è possibile. Per non rispettare le volontà del malato di accettare o rinunciare a determinare cure, di chi è arrivato al momento più difficile della vita e non ha parole per far dire le sue volontà. Da oggi il testamento biologico è ufficialmente in vigore. E tutti i cittadini hanno diritto ad esprimere ora, consegnandole ai Comuni che hanno un registro, ad un notaio, lettere firmate autenticate con le loro decisioni future in materia sanitaria. O a vedere rispettati i documenti gia scritti e consegnati a pubblici ufficiali o ad associazioni, come la Coscioni che nei mesi scorsi ha raccolto assieme ai notai in diversi comuni piu di ottomila dichiarazioni anticipate di trattamento.

Per chi non vuole pagare il notaio o rischiare contestazioni tenendosi il documento a casa, ci sono già 180 Comuni d’Italia che hanno istituito da tempo un registro ad hoc, l’elenco è sul sito dell’associazione Coscioni che monitora giorno per giorno i centri e paesi dove nascono nuove inizitive per far rispettare la legge cisì lungamente attesa, arrivata dopo decenni di sentenze, processi, malati che hanno usato la loro malattia, la loro storia personale per il rispetti dei diritti di tutti Comunque, una volta lungamente meditato e scritto, autenticato, dato in copia al fiduciario e depositato in un luogo sicuro, resta da vedere se il biotestamento sarà rispettato il giorno in cui servirà. Da oggi è il banco di prova. Per tutti, amministratori, uffici pubblici, ospedali. Qualche problema gia si è visto arrivare mentre c’è chi come la Toscana ha gia diverse soluzioni in campo.
Molti ospedali cattolici infatti hanno già annunciato che davanti ad alcune decisioni dei malati intendono obiettare “in blocco”, mentre la legge consente l’obiezione di coscienza solo ai singoli medici. «Verranno denunciati, la struttura sanitaria deve garantire per legge il rispetto delle volontà del malato, se un medico obietta devono trovarne un altro disponibile», ha sottolineato più volte Donata Lenzi, firmataria ideatrice della legge. Ma resta l’incubo di doversi rivolgere a un tribunale per ottenere il rispetto di un diritto garantito dalla legge.

“Da oggi siamo mobilitati per impedire che la legge sia frenata dalla disinformazione, dai mille ostacoli burocratici e dal boicottaggio da parte di certi poteri. In particolare, chiediamo alle istituzioni ad ognilivello di informare correttamente i cittadini sui loro nuovi diritti, chiediamo alle Regioni di inserire le Disposizioni Anticipate di Trattamento nella tessera sanitaria e ci prepariamo a presentare denunce penali contro eventuali provvedimenti di questo o dei futuri Governi che mirassero a introdurre inesistenti possibilità di imposizione di coscienza da parte delle strutture sanitarie private sulla pelle dei cittadini malati”. Così Marco Cappato della Coscioni. Ma vediamo cosa sono le dat e cosa prevedono. come fare testamento e quali diritti ci sono.

Cosa sono le “dat”? Sono le disposizioni anticipate di trattamento, ovvero le nostre volontà in materia di assistenza sanitaria in previsione di una futura incapacità a decidere o comunicare. La legge prevede che ogni maggiorenne indichi le preferenze sanitarie e possa nominare un fiduciario che parli e lo rappresenti col medico quando non potrà o non vorrà farlo. Le dat sono inserite nella legge che parla di consenso informato alle cure, di rifiuto all’accanimento terapeutico.
Cosa tutela la legge? La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e soprattutto alla autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato e proseguito senza il consenso libero e informato del malato. In caso di impossibilità a comunicare, la sua scelta medica verrà rappresentata dalle dat e difesa dal suo fiduciario.
Cosa si può accettare o rifiutare? Quando si è lucidi e coscienti si è liberi di scegliere o rifiutare cure o accertamenti. Così nelle dat la persona può accettare di sottoporsi in futuro a qualsiasi cura, chiedere di essere assistita a oltranza oppure rifiutare qualsiasi accertamento o terapia. Può entrare nel dettaglio: non voglio essere rianimato, intubato, voglio antidolorifici, oppiacei, rianimazione meccanica. Voglio o non voglio che siano iniziati trattamenti anche se il loro risultato fosse uno stato di demenza, uno stato di incoscienza senza possibilità di recupero. Oppure restare sul vago: non voglio essere rianimato.
Idratazione e nutrizione si possono rifiutare? Sì. Sono considerate somministrazioni su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivo medico, come il sondino nella pancia, e quindi terapie alle quali si può decidere di rinunciare.
Si può cambiare idea, revocare le scelte? La revoca è sempre possibile in ogni momento, e come l’accettazione o il rifiuto delle cure, va annotata nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
Il medico è obbligato ad ubbidire al malato? Nessun medico può violare la volontà dei malati, ma al medico è riconosciuto il diritto di obiettare le scelte del paziente e rifiutarsi di eseguirle.
Quindi chi ha l’ultima parola? Il paziente. Se il dottore si rifiuta per motivi personali di seguire le sue indicazioni, la struttura ospedaliera ha il dovere di trovare un sostituto che garantisca il rispetto delle volontà del malato.
Da quando si possono fare le dat? Da subito, le disposizioni sono immediatamente valide. In futuro verrà istituito un registro nazionale e nei prossimi mesi si potranno inserire all’interno del fascicolo medico elettronico presente in numerose regioni. Così il medico, quando si arriva in ospedale, sa subito, anche se incoscienti, se vogliamo essere rianimati o meno. Evitando così il ripetersi di drammatici casi come quello tristemente famoso di Eluana Englaro.
Le Dat vanno scritte a mano? Si possono scrivere a mano, a macchina o sul computer.
Si può videoregistrare? Sì, si può anche videoregistrare.
Devono essere firmate? Sì, devono essere sempre firmate a mano.
Davanti a chi vanno firmate? In comune o davanti al notaio.
A chi vanno consegnate? Nei comuni dove ci sono i registri, sono più di 170 già ora, oppure al notaio. Andrebbero consegnate anche al fiduciario che si è scelti.
I compiti del fiduciario? Deve rappresentare le nostre volontà quando non saremo in grado di esprimerci e, nel caso di nuove invenzioni e cure, valutare se siano coerenti col nostro pensiero.
Tutti possono fare il fiduciario? Sì, purché maggiorenni. Non ci sono limitazioni. È una scelta personale.
Valgono i testamenti fatti prima della legge nei comuni o consegnati ai notai?
Si, valgono, non c’è bisogno di rifarli.
Si può chiedere l’eutanasia? Suicidio assistito ed eutanasia nel nostro Paese sono vietati, quindi non si possono chiedere.
Si può chiedere la sedazione profonda? Sì, è prevista per i malati in fase terminale ai quali altre terapie antidolorifiche risultano inefficaci. È garantita dalla legge sulle cure palliative.
Cosa è previsto per i minorenni? I minorenni non possono fare il biotestamento come le persone considerate incapaci. In questo caso il consenso informato è espresso dai genitori, dal tutore o dall’amministratore e sentito il ragazzo.
Cos’è il consenso informato? Ogni paziente ha diritto a conoscere le proprie condizioni di salute, ad essere informato su diagnosi, prognosi, benefici e rischi dei trattamenti. Il malato può nominare un fiduciario se non vuole ricevere informazione sulla sua salute.””

Articolo postato sul sito INIZIATIVA LAICA

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