Rassegna stampa

IN DIFESA SÌ NO DELLA SERRACCHIANI

Di Ileana Montini | 15.05.2017


Deborah Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, non ha misurato le parole. E’ accaduto in occasione di uno stupro a Trieste di una giovane donna per opera di un irakeno richiedente asilo. La Serracchiani ha fatto sapere al mondo intero che lei giudica, lo stupro a opera di un profugo, ancora più grave rispetto a quello perpetrato da un autoctono. Il profugo è un ospitato in terra italiana, uno accolto volentieri  da lei e dal Pd, meno da Salvini e i suoi: dunque, un’azione ancora più grave socialmente e moralmente. Matteo Salvini ha goduto, mentre l’opposizione di sinistra ha reagito pugnalando metaforicamente in lungo e in largo, la presidente incauta . Zio Tibia, – il direttore del Giornale-  ha dato il suo sostegno e la sua comprensione alla Serracchiani, facendo l’esempio dell’ospite che si trasforma in ladro dopo essere stato accolto in casa.

Incauta, la Serracchiani, lo è stata. La violenza contro le donne è sempre, ovunque, cosa grave e mai giustificabile minimamente. Fa parte di una cultura del possesso delle femmine e della regolamentazione del loro scambio, sotto ogni latitudine e storia.

Su Facebook in tanti si sono scatenati a dire che loro no, non sono e saranno mai dei violentatori di donne. Loro, gli italiani. Come se il femminicidio a ripetizione non fosse una brutta statistica nostrana da troppo tempo.

Paola Tabet (La grande beffa, 2004 ed.Rabbettino) ha descritto magistralmente come ci siano state, ci siano “ regole che stabiliscono quali diritti detengono le donne alla gestione del proprio corpo e della propria sessualità e quali diritti detengono altri su di loro , siano essi il marito, padre o gruppo di parentela. Stabiliscono quindi i comportamenti sessuali legittimi e socialmente valorizzati – quelli in accordo con tali regole- e i comportamenti illegittimi, stigmatizzati e variamente puniti – quelli in contrasto con le regole di proprietà e che le trasgrediscono.”

In fondo le donne non sono i partner dello scambio “ma uno strumento scambiato  e offerto per il profitto, economico, politico o simbolico poco importa, di altri da lei.”

Tutto ciò che concerne il corpo femminile, è stato sempre oggetto di regole particolareggiate per garantire-  ai maschi- il controllo e lo scambio. Quando, come e dove  il corpo delle donne è autorizzato a essere erotizzato. Prendiamo il profumo.

Mi è toccato di leggere un post su Facebook di un musulmano: quando una donna si può profumare? Lo spiega  un certo Shaykh Hamza Yusuf: “Le donne possono mettere il profumo in casa”. L’intervento di  Hichmam Sabir spiega   che è vietato alle donne mettere il profumo fuori casa perché  “attira, e puo’ indurre  in tentazione l’uomo”. E se poi ci scappa la molestia e magari anche lo stupro, di chi è la colpa?  Il famoso Imam Saifeddine di Lecce, nel suo profilo Facebook ha postato come si deve comportare una donna quando intende viaggiare. Deve essere accompagnata da un mahran, cioè il marito, il padre,il fratello, il figlio, il nonno, il nipote….un parente maschio. La motivazione si basa sul Corano e sulla Sunna, “poi sull’accordo unanime dei sapienti, sulle sentenze emesse in seguito ad uno sforzo dei sapienti …”.

Quale la giustificazione “di tale ordine”? Presto detto e descritto: Tutelare la donna, proteggerla da qualsiasi male che potrebbe affrontare durante il suo viaggio, evitare alla donna di trovarsi sola ed isolata, con un uomo estraneo che potrebbe tentare di approfittare di lei.” Però se è una donna vecchia, può anche viaggiare da sola.

Il tutto si muove intorno a una psicologia rozza e primitiva: il maschio di fronte a una donna sola e magari in minigonna e con una scollatura vertiginosa, non può (non deve?) resistere alla tentazione di appropriarsene sessualmente. Una psicologia che, sotto traccia, la si riscontra ancora nelle convinzioni italiche. Un uomo è un uomo, cioè se virilmente efficiente deve, a  onor della firma, attivare la propria aggressività predatoria. La Serracchiani  sparando quelle affermazioni, ha dimostrato di non saper fare i conti con la cultura fallica universale. Detto ciò, una certa sinistra  per opporsi al leghismo, e per una cultura approssimativa, ha gridato al supposto razzismo della Serracchiani in nome della difesa sempre e comunque dell’immigrato.

Ora, gli arrivi in Italia dal mare, e non soltanto, riguardano al 90 per cento gli uomini. E in percentuale dominante uomini di religione musulmana, abituati a pensare che – secondo la religione-  il profumo una donna deve metterlo in casa, e che se non vuole correre rischi deve vestire con “pudore”; e anche uscire accompagnata. Cioè l’immigrato arriva in Italia, o in Germania o altrove e trova nelle moschee Imam che gli confermano che  le proprie donne devono essere protette. Ma  gli uomini occidentali le “loro donne” le lasciano libere, di viaggiare, di girare di notte per le strade, di vestirsi con la minigonna. Sono  meno uomini e infatti l’Occidente è in crisi di valori, in decadenza.

Bene, allora non sarebbe il caso di affrontare questo aspetto dell’accoglienza, che poi è un aspetto educativo rispetto ai rapporti uomo e donna? Invece di fare affermazioni alla Serracchiani,o  difese di ufficio dell’immigrato sempre e comunque?

Dal Blog di Montini Ileana

Un commento

Federico:

La versione musulmana della donna fatta dagli imam, con tanto di esempio riguardante profumo e vestiti, è di per se ridicola e contraddittoria: non c'è alcuna tutela nei confronti della donna, ma c'è invece dietro esattamente un'idea di possesso, di coercizione fisica e psicologica da medioevo puro! Che significa, che vuol dire... nel concreto niente (poi guarda caso lo stupratore è un islamico... "molto ligio" all'assurda concezione musulmana). La Serracchiani ha detto bene, ma quale razzismo. E' perfettamente in linea con il principio. E una certa sinistra si è, per l'ennesima volta, dimostrata quello che è.... fuffa.