rassegna stampa

26-09-2012, Armando Torno, IL DIO SCONOSCIUTO DEI CRISTIANI, Corriere della Sera

Di Redazione | 25.09.2012


Il Cortile dei Gentili il 5 e il 6 ottobre si terrà ad Assisi. Dopo gli incontri di Stoccolma (13
settembre), si aprono ora numerosi dialoghi nella casa di Francesco, uno dei protagonisti del
cristianesimo amato dai credenti di ogni confessione. E anche da chi si professa ateo o agnostico. In
questo anno della fede la scelta della città umbra, luogo che è diventato sinonimo di pace, è carica
di significati. D'altra parte, l'invito di papa Benedetto XVI è stato concretizzato dal Cortile dei
Gentili con questi eventi: con essi si desidera «raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e
spezzato dell'uomo contemporaneo» verso Dio. Che, per un numero crescente di persone, rimane
uno «sconosciuto».
Il presidente Giorgio Napolitano, in un confronto con il cardinale Gianfranco Ravasi condotto da
Ferruccio de Bortoli, sarà il primo interlocutore di queste due giornate che hanno come tema
appunto Dio, questo Sconosciuto. Un titolo che, nato nell'ambito del Pontificio consiglio della
cultura, ha in sé una lieve provocazione e, al tempo stesso, riflette una problematica. Del resto,
questo primo incontro avrà come protagonisti un laico, con una storia politica ricca di impegni e di
ideali, e un cardinale studioso della Bibbia, che con questo Cortile sta invitando i credenti a
dialogare con personalità distanti e sensibilità che si sono formate a prescindere dalla fede. Il
conduttore Ferruccio de Bortoli porrà le domande sia a Napolitano che a Ravasi, portando le due
esperienze in una sorta di zona franca, dove potranno parlare del loro rapporto con Dio senza
preoccupazioni dei rispettivi ruoli istituzionali. Sono protagonisti che hanno molto da dire
sull'argomento di apertura degli incontri, e quasi sicuramente non mancheranno sorprese.
Lo stesso Ravasi ci ha confidato: «Col tema, Dio, questo Sconosciuto, vogliamo invitare tutti ad
alzare lo sguardo oltre le frontiere di quello che offre l'orizzonte quotidiano, verso quello che noi
credenti chiamiamo Dio e che i non credenti possono chiamare il "mistero"». Parole che hanno in sé
anche un invito, quasi una sorta di superamento di taluni luoghi comuni. Così come la nostra mente
cerca di catturare conoscenza lanciando reti nervose verso ciò che ignora, allo stesso modo occorre
andare al di là dei limiti delle visioni quotidiane per entrare in contatto con qualcosa che ci consenta
di riflettere su Dio, indipendentemente dalla fede che ci portiamo appresso. Prosegue Ravasi: «La
figura di San Francesco è emblematica perché da un lato racchiude, nel suo stesso corpo ferito dalle
stimmate, la sua unione intima con Cristo nella fede; ma, d'altro lato, il suo messaggio e la sua
opera coinvolgono i temi capitali dell'esistenza e della storia, dalla povertà al creato, dalla pace al
dialogo tra i popoli, dalla vicinanza alle sofferenze fino alla gioia del canto libero e sereno». Non a
caso ad Assisi ci saranno anche dibattiti su problemi contingenti (Franco Bernabè, Susanna
Camusso e Mario Orfeo alle 21 del 5 ottobre parleranno di Lavoro, impresa e responsabilità) e il
tutto sarà chiuso alle 17 del 6 ottobre da un dialogo tra lo stesso cardinale Ravasi e il ministro
Corrado Passera. Saranno toccate anche le questioni dei giovani, della Terra, della crisi economica
eccetera. E si avvicenderanno filosofi (Umberto Galimberti e Giulio Giorello, per esempio), registi
(Ermanno Olmi), scienziati (Umberto Veronesi), architetti (Massimiliano Fuksas). Né mancheranno
giornalisti: Monica Maggioni e Aldo Cazzullo, per esempio.
«Nel cortile di Francesco divinità e umanità s'incrociano in armonia, e forse Dio diventa meno
sconosciuto», aggiunge sua eminenza alla fine. Viene alla mente, congedandoci, una frase di Robert
Musil ne L'uomo senza qualità: «Se questa libertà da Dio non fosse altro che la via moderna verso
Dio?».

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