Invitato alla cerimonia conclusiva dell'anno accademico di Barnard, il college femminile della Columbia university, Barack Obama si è ritrovato ieri sera sullo stesso palco di Evan Wolfson, strenuo difensore delle nozze gay. Prima all'università, poi in una serie di fund-raising newyorkesi, tra cui uno organizzato dal cantante Ricky Martin (anche lui dichiaratamente omosessuale), il presidente americano ha così avuto l'opportunità di difendere la sua recente svolta a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una scelta, questa, assieme coraggiosa e rischiosa: come confermano le levate di scudi non solo da parte dell'episcopato cattolico e degli evangelici bianchi e conservatori, ma anche dei pastori afro-americani che fin qui avevano sempre appoggiato Obama.
Per la verità la Casa Bianca si aspettava una reazione ostile del mondo religioso, tant'è vero che il presidente, dopo aver ufficializzato in un'intervista alla rete Abc la sua nuova posizione, aveva subito contattato una dozzina di esponenti delle chiese afro-americane per spiegare in teleconferenza l'evoluzione del suo pensiero e soprattutto per contenere i danni. Aveva anche chiamato i cinque leader spirituali che consulta regolarmente. Il risultato? Molto scarso, a sentire il New York Times che per primo ha rivelato la controffensiva della Casa Bianca.
E' ancora difficile valutare l'impatto della svolta sui gay sulle presidenziali di novembre. Il candidato repubblicano Mitt Romney non ha perso tempo nel chiedere ai settori più tradizionali dell'elettorato indipendente di punire Obama. Ma l'opinione pubblica sembra invece più favorevole alla Casa Bianca. Secondo un primo sondaggio a caldo della Gallupp, il 51 per cento degli americani approva il sì del presidente alle nozze gay, mentre solo il 45 lo condanna.
Il tema continua a suscitare forti emozioni negli Stati Uniti e due settimanali molto noti hanno così deciso di dedicare l'ultima copertina alla sterzata della Casa Bianca. Sul New Yorker si vede l'immagine posteriore del palazzo presidenziale con le colonne del porticato, non bianche come nella realtà, ma con i colori dell'arcobaleno, simbolo del movimento gay. E su Newsweek compare un'immagine di Obama con l'aureola sulla testa, dipinta con gli stessi colori, assieme alla scritta ironica: «Il primo presidente gay».




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