C’è un giornalista in Rai che Silvio Berlusconi adora, che mescola perfettamente epurazioni e promozioni, che comanda con distacco fisico, si fa vedere poco e si fa valere molto, che in Vaticano è il benvenuto.
Ecco, se pensate al modello Augusto Minzolini siete fuori strada. Perché la tattica e la tecnica di Antonio Preziosi, direttore di radio Rai1 (incluso i radiogiornali), è molto più innovativa: come paragonare Gigi Maifredi a Fabio Capello.
Va inquadrato bene, Preziosi, per capire l'ultima censura che provoca le dimissioni di un vicedirettore: un'intervista sui suicidi di lavoro (imprenditori, disoccupati, precari) già in scaletta di monsignor Giancarlo Bregantini, il vescovo che a voce e nei fatti si interessa di società per la
Conferenza episcopale italiana. Non c'è mai, il direttore, il sabato. E non c'era il 5 maggio, mentre il vice Vito Cioce, un giornalista non troppo di destra e nemmeno di sinistra, preparava l'edizione domenicale.
LA RIFLESSIONE di monsignor Bregantini, che non comprometteva di certo i dogmi cattolici, non riesce a superare la mezzanotte. Preziosi chiama Cioce, ore 23: Bregantini è un vescovo controverso e poco stimato in Vaticano e noi non dobbiamo fare brutta figura con la Santa Sede. Non è una trattativa, un ragionamento notturno: è un ordine. Bregantini scompare, e Cioce pure.
La biografia di Preziosi può spiegare le sue passioni vaticane, sentitamente ricambiate. No, non fatevi ingannare con la cattedra di Comunicazione politica all'Università pontificia salesiana: l'inviato al seguito di palazzo Chigi, fatale fu l'incontro col Cavaliere, è proprio un ospite fisso in Vaticano. Un consulente, diciamo.
Correttamente: il papa Benedetto XVI l'ha nominato “consultore del Pontificio Consiglio”. Un posticino nel gruppetto di giornalisti super selezionati e super integrati: Giovanni Maria Vian (Osservatore Romano), Marco Tarquinio (Avvenire), padre Antonio Spadaro (Civiltà Cattolica).
Va citato, però, un episodio che anticipa di un mese la benedizione di Preziosi. Un giorno, non qualsiasi, la segretaria Laura De Pasquale, compagna di quel Roberto Gasparotti che cura l'immagine del Cavaliere, scrive un accorato appello ai conduttori: “Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico. Bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio”. Quantomeno curioso non dire 'profilattico' nei programmi speciali che celebrano la giornata mondiale contro l'Aids. Attenzione: il direttore si è più o meno dissociato, e poi ha convocato il temutissimo Auditing Rai, una struttura di controllo interna che indaga, giudica e sanziona. Non è successo nulla. E non dite perché il responsabile Auditing, Marco Zuppi, sia il fratello di Matteo, arcivescovo ausiliario di Roma.
Le onorificenze di Preziosi non pareggiano lo spazio che Radio Rai concede al Vaticano: il direttore ha intervistato due volte il segretario di Stato nonché cardinale Tarcisio Bertone e organizzato una puntata di Radio anch'io con il cardinale Angelo Bagnasco (presidente Cei) che rispondeva ai giovani cattolici presenti al raduno di Madrid.
Quando il giornalista parlamentare Preziosi è diventato direttore, esattamente tre anni fa, non c'erano aneddoti particolari, a parte le origini lucane e il rodaggio siciliano. Soltanto una definizione di sé: “studioso di nuove frontiere per l'informazione”. Anche per i paradossi. Non si può dire profilattico, ma Pupo può disquisire di vibratori. Il cronista Alberico Giostra denuncia tagli coatti ai servizi (per aiutare il governo di B.), e viene sospeso. Emilio Fede si candida per un ritorno in Rai (e precisamente in Radio), Preziosi che l'aveva chiamato davvero, furbo, deve indugiare. Unvicedirettore politicamente avverso procura un colloquio con il Capo di stato maggiore dell’esercito? Nel cestino, subito.
E per divergenze, tanto per insaccare i dissapori, lasciano in tre: un componente del comitato di redazione e due caporedattori, Mario Vitanza e Angela Mariella. No, Antonio Preziosi non è Augusto Minzolini. Però, si somigliano molto.




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