Scure vaticana sui vescovi d’Irlanda. Più che un’inchiesta è la spiegazione del motivo per cui
Benedetto XVI si appresta ad azzerare le gerarchie ecclesiastiche. «Controlli omessi, vescovi e
superiori religiosi inadeguati e incapaci di vigilare e arginare il dilagare di gravissimi episodi di
pedofilia nel clero, impunità per i colpevoli e indifferenza verso le vittime». A conclusione della
visita apostolica in Irlanda, la Santa Sede rende nota una durissima relazione sulla bufera in Irlanda
dei preti pedofili. Piomberà sull’isola un radicale cambiamento di rotta. La denuncia dei nuovi casi
sarà immediata e il Pontefice interverrà sulla «attuale configurazione delle diocesi per rendere le
strutture diocesane meglio idonee a rispondere all’odierna missione». Scocca l’ora, dunque, per
l’uscita di scena di tutti i vescovi che hanno insabbiato (sette dei quali già dimissionari) la verità sui
preti pedofili e la fusione tra diocesi consentirà di ridurre il numero di presuli per migliorare la loro
qualità. La Santa Sede esprime «sentimento di vergogna e senso di tradimento per gli atti
peccaminosi e criminali alla radice di questa crisi».
La piaga è emersa a partire dal 2005 con le commissioni governative che hanno documentato
migliaia di abusi sui minori, a partire dagli anni Trenta e per i decenni successivi (gli ultimi casi
sono di un decennio fa), da centinaia di sacerdoti. E hanno descritto l’insabbiamento, o comunque la
mala gestione delle denunce, da parte dei vescovi. Colpe confermate dagli ispettori vaticani, perciò
verrà cambiata in profondità la «governance» della Chiesa irlandese. L’inchiesta sulla pedofilia
svolta dagli incaricati di Benedetto XVI fa «mea culpa» per decenni di scandali che hanno coinvolto
sacerdoti, suore e scuole religiose. Prima da cardinale poi da Papa, Ratzinger ha fatto della
«purificazione» la sua linea d’azione: controlli a tappeto nelle diocesi e nei seminari. Dopo il
terremoto, la Chiesa d’Irlanda avrà una nuova «configurazione» (inclusi i tribunali ecclesiastici) per
assicurare «soluzioni adeguate e veloci». Attenzione prioritaria alle vittime e colpevoli «portati
davanti alle autorità civili e alla Congregazione per la dottrina della fede».




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