editoriale

IN EUROPA LA BLASFEMIA NON DOVREBBE COSTITUIRE REATO

Di Alessandro Giacomini | 24.06.2020


In Italia l’idea che “insultare” la religione sia un crimine più grave che rincorrere con l’auto una mamma orsa zoppicante in difesa del suo cucciolo è dimostrabile pecuniariamente.
I protagonisti di tale bravata sono due giovani Trentini, sanzionati con 154 euro per “ disturbo della selvaggina  “, e con addirittura 309 euro per aver violato l’articolo 724, che punisce chiunque bestemmi pubblicamente.
In realtà i due protagonisti hanno ripreso il tutto con il telefonino per poi condividere il video nei social, che tramite il sonoro si evidenzia l’offesa a Dio, di seguito convocati e sanzionati dai  “ Pasdaran “ del corpo forestale Trentino.
L’insulto a Dio, per la versione vigente del decreto legislativo Italiano datata 1999 afferma :
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309».
Premesso che la bestemmia non sarà certo il massimo dell’eleganza e della educazione ma il punto d’argomentazione e approfondimento è tutt’altro, nella realtà italiana c’è una disparità di trattamento, chi bestemmia contro Dio o contro Allah incappa in un reato e come il caso in questione anche una profonda gogna mediatica, mentre per qualsiasi altra divinità, cosi pure per l’ateismo e l’agnosticismo, la norma non infligge pena a nessuno.
Questa disparità di trattamento è ingiustificabile, in quanto la Carta Costituzionale italiana sancisce l’eguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (art. 3) e l’eguaglianza di tutte le confessioni religiose di fronte alla legge (art. 8).
La Corte Costituzionale e la Cassazione hanno sempre affermato la pari dignità di qualsiasi ideologia religiosa e non, quindi anche all’ateismo e all’agnosticismo vanno garantite le stesse tutele costituzionali che vengono accordate alle ideologie religiose.
È però evidente che solo la “ religione di stato “, in questo caso quella Cattolica viene tutelata, mentre le ideologie agnostiche e atee e i culti storicamente “ fuori moda “ non ricevono alcuna tutela.
Ad esempio, se i due giovani in questione avessero imprecato con l’espressione di porco Odino o porco Osiride non sarebbero incappati in alcuna sanzione amministrativa, e nemmeno apparsi cosi volgari e maleducati.
Quindi perché, l’onta arrecata alla religione cattolica è reato, mentre altri culti non hanno tale tutela, un cattolico potrà “ bestemmiare “ con un  porco ateo offendere gli scienziati che inneggiano alla teoria di Darwin, senza incappare in sanzioni.
Per un diritto di reciprocità, anche invocare e glorificare Dio pubblicamente dovrebbe essere sanzionato: “provocazione “ nei confronti dei non credenti.
Niente di tutto ciò, anzi, l’associazione italiana di riferimento per i non credenti l’uaar, aveva ideato una campagna pubblicitaria :
«La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno»,
messaggio tutt’altro che offensivo, era ricco di ottimismo e di positività umanista, ma l’indignazione del cardinal Bagnasco fu motivo di censura in alcune città Italiane.
Il parlamento Europeo già nel 2007 stabili le linee guida per gli stati membri, l’assemblea approvò che la blasfemia non dovrebbe costituire reato, probabilmente al governo Italiano sfugge di essere membro Europeo e che le regole di vita e condotta morale non sono dettate dalla sharia.
Alessandro Giacomini
UAAR Trentino.

3 commenti

Andrea:

Questi sono i requisiti per essere sanzionati : l’autore della bestemmia può essere chiunque, anche un ateo; si concretizza nella sua semplice attuazione, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore; il fatto che sia diventata una consuetudine, o che lo sia in certi ambienti, è irrilevante; devono essere chiaramente individuate le parole profferite; deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; non è illecito quindi bestemmiare nella propria abitazione; devono essere presenti almeno due persone. Le normative elencate farebbero pensare ad uno stato teocratico della penisola arabica, ma purtroppo non è cosi. Povera Italia.

Magalì:

Anche a me da fastidio sentire delle bestemmie: se si crede non si capisce perchè bestemmiare, oltre tutto è peccato secondo la Chiesa, se non si crede perchè tale incoerenza e dare tale importanza a qualche cosa che si pensa inesistente? Ma quello che da fastidio a me non significa che debba essere sanzionato! A me danno fastidio anche le persone che urlano, per la strada ed anche in casa, dovrei quindi fare una campagna per rendere illegale l'urlo. Anzi, forse già lo è, per esempio in chiesa o di notte per disturbo della quiete pubblica, ma questa seconda circostanza penso che raramente sia punita. Ma torniamo al tema: se bestemmiare è un reato deve esserlo per tutte le fedi, religiose e non. Oppure, forse,quella cattolica non è stata abolita ed è ancora la religione di stato. Forse è ancora così...

filippo:

La bestemmia, come ben ha spiegato Benigni nei suoi dieci comandamenti, ha tutt'altro significato che quello stabilito dal codice. Bestemmia non chi nomina il nome di Dio invano, ma chi del nome di Dio fa strame. Vedi il prete pedofilo, il corrotto credente, il malversatore che va in chiesa e via dicendo. Chi come me è indifferente ad ogni tipo di religione impreca come vuole senza dovere rispetto a questa o quella credenza. Altro è manifestare pubblicamente gli insulti in presenza di altre persone. Si entra a pieno titolo nel campo del rispetto e della buona educazione. Sempre soggettivo però. Non possiamo sanzionare i maleducati perché bestemmiano una religione. Per il resto sono d'accordo con l'estensore dell'articolo. Un Odino oggi non fa testo.