editoriale

L'EUROPA, CHE NON PIACE AGLI EUROPEISTI

Di Attilio Tempestini | 28.01.2020


Non per tutte le situazioni politiche, risulta soddisfacente la (facile) contrapposizione fra da un lato una dimensione "sovranista", dall'altro una dimensione opposta -stessa osservazione potremmo farla sostituendo all'aggettivo "sovranista", l'aggettivo "populista"-.

Infatti, sul fronte opposto rispetto al sovranismo troviamo (non soltanto, ma principalmente) l'europeismo. Ma è un europeismo che diventa assai sbiadito quando ha a che fare con la Chiesa cattolica: come si vede a proposito della sentenza  pronunciata, dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, per la italiana Imposta Comunale sugli Immobili (poi sostituita dall'IMU).

Si consideri per sommi capi la vicenda, di questa sentenza. Alle spalle, c'è una decisione presa nel 2012 dal principale organo, dell'Unione Europea: la Commissione. La quale su denunce presentate nel 2006 e 2007 da più soggetti, tra cui la scuola privata elementare Maria Montessori di Roma (e su questa scuola concentro l'attenzione, essendo il solo soggetto a restare in campo per tutto il corso della vicenda), stabilisce che rappresenta un aiuto di Stato in contrasto con le norme europee, una esenzione prevista per l'ICI. Quella cioè che agli "enti non commerciali", i quali negli immobili in loro possesso svolgano esclusivamente determinate attività -fra cui quelle didattiche  nonché quelle di religione e di culto-, viene concessa anche "a prescindere dalla natura eventualmente commerciale", delle attività stesse. Insomma la Commissione non avvalora la logica non proprio rettilinea, di tale esenzione.

Quanto però a quel recupero degli aiuti di Stato, ritenuti illegali, che le norme europee altresì dispongono, la Commissione non viene ad ordinarlo: adducendo l'affermazione del governo italiano che le banche dati catastali e fiscali, del nostro paese, rendono tale recupero assolutamente impossibile.

Non c'è che dire: da parte italiana, una penosa autoaccusa di inefficienza!

Per questo non ordinato, recupero (e per altri punti della decisione della Commissione, sui quali non mi soffermo), la scuola Montessori ricorre alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea -che troviamo talvolta menzionata, come Corte del Lussemburgo giacché ha sede nel Granducato-: e, in primo grado, perde il ricorso.

Ma fa appello (non le manca proprio, la tenacia) e questa volta la spunta. Con la definitiva, sentenza d'appello, tale Corte nel novembre 2018 afferma che la Commissione avrebbe dovuto "esaminare minuziosamente" i motivi di impossibilità, addotti dall'Italia; nonché chiedere al nostro paese di individuare strade alternative, per il recupero -almeno parziale- delle imposte non versate. La decisione della Commissione, dunque, viene annullata per la parte in cui non ordina questo recupero.

È una sentenza però, che arriva trascorsi ormai dodici anni dalla iniziale denuncia alla Commissione: ed al riguardo dunque chi appare inefficiente è, l'Unione Europea. Si può inoltre osservare, circoscrivendo il discorso all'ambito scolastico, che vediamo affrontate soltanto in chiave di liberismo questioni in cui possono pur cogliersi profili di laicità. Laicità sia nel senso cui fa riferimento la Costituzione italiana, con la nota formula "senza oneri per lo Stato". Sia nel senso di par condicio, fra da un lato scuole private configurate come enti commerciali (è il caso, evidentemente, della scuola Montessori in discorso); dall'altro scuole private, configurate in modo diverso cioè soprattutto quelle che sono emanazioni della Chiesa cattolica.

Ma, naturalmente, vi è anche da osservare che ormai quasi quindici mesi dopo la suddetta, sentenza definitiva, nessun passo risulta fatto dall'Italia per il recupero suddetto -e dire che l'attuale governo conta assai, su un maggior gettito fiscale-. Insomma e per riallacciarsi a quanto dicevo iniziando le presenti righe: non sempre l'Europa piace agli europeisti! Partiti e giornali, i quali nel corso di decenni hanno ritenuto che anche una semplice indiscrezione, su un aggrottarsi di sopracciglia a Bruxelles, imponesse severe misure di austerità, fanno orecchie da mercante. L'unica richiesta  (a mia conoscenza) di provvedere a tale recupero si è avuta recentemente nell'ambito del Movimento 5 Stelle: una richiesta, anch'essa sovranista?

(La foto è tratta da L'osservatore d'Italia)

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