editoriale

DALL’IRAN ALL’ITALIA

Di Marcello Vigli | 13.01.2020


Il raid militare Usa in Iraq finalizzato all’uccisione del Generale iraniano Qassem Soleimani si configura come una criminosa azione che,  al di fuori di ogni regola e procedura sia pure discutibile delle relazioni internazionali,  mira  ad esacerbare la conflittualità  nell’ incandescente  scacchiere medio orientale,  aprendo la strada  ad uno scenario di guerra  in cui centrale sarebbe il ruolo di Israele-potenza nucleare  anti Iran.

Lo scrivono le donne di WILPF Italia in una lettera aperta, per auspicare che si metta fine alla ”follia” della guerra, inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In verità potrebbe trattarsi non di una follia, ma di un ben preciso disegno strategico del Presidente  Trump per distrarre l’opinione pubblica mondiale dall’impeachment nei suoi confronti, votato dalla Camera dei Rappresentanti.

Ovviamente non esistono prove sufficienti per avvalorare questa tesi, ma neppure per dimostrare la sua infondatezza. E’ certo che non ci sono possibilità che l’accusa porti ad una sua condanna perché in Senato servirebbero i due terzi dei voti dei cento senatori (67 su 100) e i democratici ne contano solo 47. Se, però, non c'è nessuna possibilità che l'impeachment passi, come ha affermato perentoriamente il leader dei senatori del partito di Trump  Mitch McConnell, è indubbio che l’immagine di un Presidente processato rende debole la sua posizione nelle diverse questioni aperte in campo internazionale, in particolare in quel Medio Oriente, teatro di guerra permanente per l’accaparramento delle fonti energetiche fossili.

La visita di Soleimani a Bagdad su invito del governo iracheno era una “scena” non gradita di questo teatro su cui era possibile ed opportuno intervenire. Le reazioni popolari ad essa sono state imponenti, meno gravi quelle dei due governi: l’iracheno ha “espulso” i militari Usa dalle loro basi sul suo territorio, quello iraniano ha lanciato missili su due di esse, evitando di provocare morti.  E’ stato, però,  abbattuto un aereo civile delle Ukraine Airlines. Siamo stati noi ammette Il presidente dell'Iran, Hassam Rouhani, in un tweet Un errore disastroso, uno sbaglio imperdonabile, giungendo a consigliare vivamente al quartier generale (delle forze armate) di rimediare alle negligenze”, per garantire che questo tipo di errore non si ripeta.

Non si pente, invece, Trump che, anzi, si giustifica, adducendo come scusa il timore di possibili attacchi missilistici su obiettivi statunitensi, organizzati dallo stesso Soleimani,  e che coglie l’occasione per sollecitare l’intervento dalla Nato e, per di più, per avanzare la proposta di un suo allargamento ad altre potenze.

E’ significativo, inoltre, che le donne della WILPF indirizzino la loro lettera al Presidente della Repubblica e non al ministro degli affari esteri; la scelta evidenzia, infatti, la scarsa fiducia di cui gode l’attuala governo.

La crisi che attraversa il Movimento Cinque stelle e le incertezze della dirigenza del Pd non fanno sperare che tale situazione possa cambiare in breve tempo.

Se, però, non è pensabile che il Movimento, che ha indetto per marzo un congresso di rifondazione, possa ritrovare la sua funzione di partito di maggioranza, ha qualche possibilità di successo il tentativo, annunciato da Zingaretti, di “cambiare il Pd”.

Questo ha, infatti, avviato un processo di ripensamento in vista di un congresso a tesi da tenersi prima dell’estate o in autunno, e non già il suo scioglimento, come annunciato dal quotidiano La Repubblica.

Determinanti saranno certo, in ogni caso, i risultati delle elezioni previste per la prossima fine di gennaio.

In entrambi i casi, certo diversissimi tra loro, in Iran come in Italia due spinte dal basso, nascosta in un caso ben chiara nell’altro, si rivelano condizionanti: l’una ha cambiato radicalmente una situazione già ben definita, l’altra può rovesciare un esito considerato molto probabile rovesciando le imprevedibili conseguenze.

 

Roma, 12 gennaio 2020

2 commenti

Maufro Magini:

Gli USA sono un paese feroce nato su un genocidio di cui nessuno parla ed esportatore di guerre in tutto il mondo. Hanno dato un contributo di sangue enorme nelle seconda guerra e tutto il mondo gliene è stato grato. Poi però hanno pensato di essere i padroni del mondo e hanno perso la loro nobiltà.

Manuela M.:

Non 'è nessuna possibilità di cambiamento per il PD, forse potrà cambiare il nome, quello sì, ma serebbe insignificante, anzi penoso.