editoriale

LA TRADIZIONE E LA RAGIONE

Di Attilio Tempestini | 18.12.2019


Le polemiche sulla presenza del presepe, nei luoghi pubblici ed in particolare nelle scuole, sono ormai rituali come le feste del periodo natalizio. Si può provare, per non renderle stucchevoli, a portare il discorso sui vari -e mutevoli nel tempo- argomenti addotti da chi è favorevole a tale presenza.

Un argomento, ormai di scarso rilievo, è quello dogmatico: si tratterebbe di manifestare la propria fede in una religione cattolica, nella quale credere giacché verità; anzi, Verità. Intendiamoci: è stato lo scorso pontefice a firmare l'enciclica Veritatis splendor. Ma, in tali polemiche, non se ne vedono molte tracce.

Così come appare di scarso rilievo, l'argomento statistico. In passato, su problemi del genere si argomentava che nel nostro paese la stragrande maggioranza delle persone è di fede cattolica. Ma questo argomento (il quale, basato com'è sul rispetto dello status quo, dovrebbe in effetti precludere le missioni della Chiesa cattolica in paesi dove la stragrande maggioranza non fa riferimento a questa Chiesa) è stato, già ai tempi del referendum sul divorzio, contraddetto da casi in cui la maggioranza del paese non ha seguito le direttive della S. Sede. Per non parlare, infine, di come l'argomento si trovi a malpartito di fronte al recente dato che i matrimoni, in municipio, sono più numerosi di quelli in chiesa.

Vengo così -magari tralasciando, qualche altro argomento pur meritevole di considerazione- a quello che oggi mi pare l'argomento prevalente: la tradizione. Certamente, una dimensione più vaga rispetto sia ai dogmi sia alle statistiche:  ed alcuni decenni fa ha avuto qualche notorietà un libro, intitolato -addirittura- L'invenzione della tradizione.

D'altra parte, anche rispetto ad una tradizione (diciamo così) genuina, resta da vedere se si tratta di una tradizione; oppure di, la tradizione. In Italia c'è, indubbiamente, una tradizione di pensiero e di comportamenti che rimanda al cattolicesimo. Ma coesistono tradizioni, di tipo diverso ed opposto: si consideri, volendo dare qualche dignità di tradizione al Risorgimento, un Garibaldi il quale definiva i preti "la personificazione della menzogna"!

In realtà chi nella polemica, sul presepe, parla di tradizione intende parlare piuttosto di "identità". Non si riferisce cioè, ad una tradizione che si affianca ad altre; ma una determinata tradizione la ritiene l'unica in campo e, magari, la gioca in contrapposizione ad identità di tipo diverso -ritenendole estranee al nostro paese-.

Mentre, sull'altro versante della polemica, si trovano coloro per cui tutte le idee, di questa o quella o anche di nessuna tradizione, sono sullo stesso piano: nessuna quindi da privilegiare in ambito pubblico e tutte esposte, alla critica. Il termine "illuminismo" calza pur sempre bene, per chi appunto ritiene che ogni cosa possa contestarsi attraverso un ragionamento. Anche quella presenza del crocifisso nelle scuole pubbliche (altro ricorrente motivo, di polemica in campo scolastico) che Umberto Eco invece, alcuni anni fa, riteneva da non porre "sotto i riflettori della ragione". Ben più iconoclasta egli era stato allorché, sempre in tema di scuola, se la prendeva nell' "Elogio di Franti" con quel libro "Cuore" che  -scrive su De Amicis, il Dizionario Biografico Treccani- aveva per il suo "carattere laico", suscitato "le critiche degli ambienti ecclesiastici e clericali"!

4 commenti

michele:

MA NON SI DOVEVA, QUEST'ANNO INSEGNARE EDUCAZIONE CIVICA? BASTEREBBE LEGGERE L'ART 3 DELLA COSTITUZIONE, PER SPAZZARE VIA OGNI RISPETTO DELLA TRADIZIONE DI UN PARTE DEI CITTADINI ANCHE SE NUMEROSA. SE TUTTI DEVONO AVERE PARI DIGNITA' QUESTI RITI SONO OSTACOLO PER I CITTADINI CHE HANNO ALTRE TRADIZIONI. A ME SEMBRA LAMPANTE !!! DOCENTI SU LA TESTA !!!!!!!!!!!

pasquale:

Che il presepe sia religione o tradizione, dipende da come lo si utilizza. Per esempio come definiremmo questa ""nuova"" """usanza""" che da qualche annetto imperversa in Italia e in altre parti del mondo occidentalizzato? Halloween. Tradizione,religione? Chiamiamola per l'appunto (nuova) usanza. Per i cattolici il presepe è religione, per i commercianti di San Gregorio Armeno è tradizione e affari. E per tutti è un'usanza, l'aggettivo a piacere.

michele:

LA SCUOLA E' DI TUTTI I CITTADINI LO STATO E DI TUTTI I CITTADINI I PRESEPI NO, CHI LI VUOLE SE LI FACCIA A CASA SUA

michele:

LA SCUOLA E' DI TUTTI I CITTADINI LO STATO E DI TUTTI I CITTADINI I PRESEPI NO, CHI LI VUOLE SE LI FACCIA A CASA SUA, NO NELLE CLASSI DELLA SCUOLA PUBBLICA , E NON SONO USANZE PUBBLICHE